Gatti & Misfatti

Parenti ottimisti

di Cristiano Gatti

È come se a un certo pun­to il medico sbucasse dal suo studio per incontrarci, noi parenti, in corridoio: non va bene, non va per niente bene, non reagisce alle nostre terapie, le stiamo provando tutte, credetemi, ma continua a peggiorare, forza, dovete farvi forza...

Io mi sento proprio come quel parente, leggendo il bollettino finale che consegna il nostro caro congiunto, il ciclismo italiano, al riposo invernale: un solo corridore (Viviani) tra i primi trenta, in base alla classifica World Tour. Di sicuro non avevamo bi­sogno di questi numeri per capire che aria tira là dentro, nella camera del nostro caro malato. Ma non c’è come sbat­tere il muso contro le pa­ro­le ufficiali del medico per realizzare compiutamente la pesantezza del nostro vago sen­tore. Viviani sesto, poi più nulla. Se non è un’agonia que­sta, mi chiedo che cosa sia un’agonia.

Chiaramente mi aggrappo anch’io, come tutti i parenti affranti, alle poche speranze rimaste in pie­di. So ad esempio che quella classifica penalizza Nibali, vittima di troppi guai, comunque indiscutibilmente ai primissimi posti in qualunque classifica non scritta. So al­trettanto bene che neppure Mo­scon figura tra i primi trenta, anche se nessuno di noi lo scambierebbe con buona parte di quei primi trenta.

Mai farsi prendere dalla disperazione, guai prendere alla lettera certe statistiche, inevitabilmente rigide per via di un criterio comunque oggettivo e insensibile alle sfumature, ai ma, se, però. Per nostra fortuna, oltre al conclamato Viviani, abbiamo ancora Ni­bali, per gli anni che gli restano (in senso buono) e abbiamo ancora Moscon, per gli anni che l’aspettano. Eppure, saremmo davvero stupidi e ottusi se scartassimo questo verdetto di fine 2018 come un gioco tra i tanti, una delle classifiche strambe e semiserie che da tutte le parti ci arrivano sui più impensabili argomenti. Anche in questa, purtroppo, c’è del vero. Molto ve­ro.

Basta voltarsi indietro, basta rileggere il 2018, e davvero ci ac­corgiamo che il paziente versa in condizioni critiche. Oltre al solo Viviani nei primi trenta abbiamo un sacco di altri sintomi sinistri. Solo un fulmineo ripasso, per non ammorbarci con le solite cose: unica vittoria nella Sanremo, nessuna squadra veramente italiana, difficoltà mortale a trovare sponsor, corse cancellate, squadrette che muoiono, sempre meno professionisti di ca­sa nostra. Parlo di sintomi, perché sulle cause dovremmo fermarci molto più a lungo. La prima, di cui nessuno stranamente vuole mai parlare, per me resta il caos sempre più arrogante e aggressivo ne­gli impianti naturali dove i bambini dovrebbero avviarsi alla pratica: la strada. È terribilmente pericoloso fare ciclismo in tre quarti della nazione, in tutte le grandi città, or­mai anche nelle piccole città. Ci sono aree del Nord dove il ciclismo è ormai disciplina per superuomini, ascendente kamikaze, figuriamoci come possa pensare un genitore di mandare in giro un bambino in bicicletta (per favore, non facciamo i patetici parlando di circuiti chiusi nei parchi: quella è roba per chi toglie le ro­telle o per criceti umani, non è scoperta della vera libertà e del vero piacere in bicicletta).
Poi c’è il resto, a cascata. Se cominciare il ciclismo si fa sempre più difficile, si fa sempre più difficile continuarlo. Quindi a organizzarlo, a gestirlo, a promuoverlo, insomma a crescerlo forte e robusto. E ti credo poi che ci ritroviamo tutti in corridoio, con il medico che a mezzavoce non sa come dirci la pura verità, guardate che non risponde alle medicine, continua a deperire, ogni giorno è sempre più debole e più fragile...

D’altra parte, sappiamo come va. Chi teme il peggio è gufo e menagramo. Tra i parenti, comandano sempre gli ottimisti a qualunque co­sto, finchè c’è vita c’è speranza, su, non facciamola così tragica, magari domani lo ri­troviamo in piedi, che salta come un grillo… Purtroppo, tra i parenti del ciclismo prevalgono questi qui, che preferiscono sempre non sapere. Fino all’ultimo.

Copyright © TBW
TBRADIO

00:00
00:00
La maglia azzurra si rinnova negli sponsor e nelle cromie. Oggi in Regione Lombardia, alla presenza dei vertici federali nazionali e regionali, dei commissari tecnici e di rappresentanti di Coni Lombardia, Polstrada e sponsor tecnici, è stata svelata la maglia...


POC presenta oggi il nuovissimo Amidal, un casco dedicato ai chi pratica ciclismo su strada e gravel. Cosa cambia rispetto ai modelli storici POC? Semplice, troviamo in questo caso un nuovo approccio e forme inedite, ma resta evidente la priorità...


Arriva oggi la nuovissima C72, la bici con cui Colnago dà seguito alla leggendaria Serie C,  quella in cui il marchio imprime come firma assoluta la propria filosofia. Artigianalità, prestazioni e design si compongono in questo prestigioso modello prendendo forma dall’unione di diversi elementi, ognuno...


Carlos Canal ha vinto la seconda tappa del 5° O Gran Camiño - The Historical Route, la Vilalba  - Barreiros  di 148, 6 km caratterizzata dalla salita all’Alto de Noceda (2, 6 km all’8, 4%) ad una ventina di chilometri...


Compirà 36 anni il prossimo 27 giugno, ha concluso la sua carriera agonistica alla fine del 2019, si è dato all'arte come pittore, alla musica come dj e al gravel come ciclista pronto a divertirsi. Ora però Taylor Phinney ha...


Dal 20 al 24 aprile, il Tour of the Alps tornerà a raccontare la magia del grande ciclismo e della montagna in cinque giornate elettrizzanti tra Tirolo, Alto Adige e Trentino. Ma a correre assieme ai campioni sono anche le...


Domenica 19 aprile in diretta esclusiva su Eurosport 1, HBO Max e discovery+, disponibile anche su DAZN, TimVision e Prime Video, la 60ª edizione dell’Amstel Gold Race segna il passaggio dalle Monumento del pavé alla settimana delle Ardenne, rinnovando sul...


E Napoli allora, città degli alunni del sole, stavolta si inventa per il Giro prossimo di maggio un traguardo diverso clamorosamente da via Caracciolo. Mirabolante e geniale, anche grazie ad una sua planimetria fascinosa per il ciclismo agonistico, Napoli rimuove...


È stata una prima giornata all’insegna della velocità e del grande caldo quella vissuta dai corridori impegnati al Tour of Hainan 2026. Sin dalla partenza, infatti, le alte temperature l’hanno fatta da padrone rendendo più impegnativi di quello che...


RCS Sport comunica l'elenco delle 21 squadre che saranno al via del Giro d'Italia Women, in programma dal 30 maggio al 7 giugno. 14 UCI WorldTeam AG INSURANCE - SOUDAL TEAM CANYON//SRAM ZONDACRYPTO EF EDUCATION - OATLY FDJ...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024