Gatti & Misfatti
Iprovinciali
di Cristiano Gatti

Mentre ci gustiamo questo nuovo campionato del mondo a tappe, che come ogni anno si disputa a luglio sulle strade francesi, mi sembra doveroso precisare un paio di cosette sulla pallosa questione - tutta nostra - della “sudditanza psicologica” nei confronti del Tour. Sì, puntuali e fastidiosi come l’Ici, anche questa volta i nostri nazionalisti sono risaltati fuori sventolando fieri la bandiera rosa, vessillo che nelle faccende ciclistiche sostituisce il tricolore come emblema patriottico. Ma guarda quant’è bello il Giro, hanno urlato in corteo. E subito dopo, banalotti e scontati: basta con le sudditanze e le riverenze nei confronti del Tour, che cosa sarà mai, questo Tour? Per un certo tempo, hanno trovato anche il loro uomo simbolo, paladino di tutte le rivolte, combattente di tutte le sudditanze, e come no, proprio lui, il fresco eroe rosa, sua velocità Alessandro Petacchi. Cavalcando la sua indolenza ligure e marinara, che per qualche ora l’aveva portato sull’orlo di un no masochista alla trasferta francese, i patrioti rosa l’hanno eletto ad esempio: bravo, dice no al Tour perché gli basta il Giro. Così si fa, e così la finiamo col nostro becero provincialismo che trova sempre il meglio lontano da casa...

Di questa tiritera del provincialismo, francamente, non se ne può più. Adesso dovremmo pure sentirci in colpa pensando che il Tour è la prima corsa al mondo. Che cosa dovremmo dire, che è la seconda o la terza? Che la prima è il Giro e che la seconda è la Vuelta? Via, siamo seri. Spiace dirlo, ma il vero provinciale è quello che per stupido orgoglio di campanile nega l’evidenza. Faccio un esempio: io sono bergamasco, e tantissimi miei conterranei sono convintissimi che Bergamo sia il centro del mondo, che non esista luogo più bello, più organizzato, più laborioso, più santo, più tutto, di questa nostra amatissima cittadina d’estrema provincia. Se appena uno fa per dire una cosa del tipo “però New York e Parigi...”, questi miei compatrioti se la prendono a morte, pensano che in fondo sia un insulto a Bergamo, anche se nel discorso Bergamo non c’entra proprio per niente. Dire che Parigi è una capitale bellissima, non significa dire che Bergamo è orrenda: eppure, il discorso non passa. Esiste solo Bergamo: al centro del mondo, al centro delle mentalità.
Tornando al ciclismo. Se il Tour, come dice Giancarlo Ferretti, è uno dei pochi eventi - assieme a Olimpiadi, Mondiali di calcio e qualche Gp di F1 - che smuova miliardi di telespettatori, se in Francia si affollano tutti i migliori corridori del mondo, se anche le televisioni e i giornali meno sportivi del pianeta per un mese si scomodano a parlare di bicicletta, se tutto questo è vero e insindacabile, allora, maledizione, accettiamo in serenità, direi quasi con entusiasmo, questa benedizione, perché un grande Tour fa bene a tutti, a chi questo sport pratica, finanzia o semplicemente ama. Lunga vita al Tour, altro che sudditanza. E altro che dire bravo a Petacchi per il suo no: bravo lo dico al patron Fassa, al valoroso diesse Ferretti, al papà del corridore, ai suoi procuratori, cioè a tutti quelli che in Francia ce l’hanno portato con qualche coccola e con qualche calcio nel didietro. Il grande artista è quello che si esibisce nei teatri più gloriosi: la Scala, certo, ma anche l’Opera e il Metropolitan. E il grande corridore, piaccia o non piaccia, è quello che va a misurarsi là dove c’è la grande corsa: al Giro, certo, ma anche al Tour (ovviamente, la regola vale pure per Armstrong). Se Alessandro da solo non ci arriva, bravi quelli intorno a farglielo capire. Speriamo una volta per tutte.

Quanto ai patrioti che vorrebbero ad ogni costo blindare le frontiere, sublimandosi nel Giro, mi limito a far presente una sola cosa: se il prestigio francese, anzichè serenamente inorgoglirci, ci smuove invidia e frustrazioni, c’è un’unica strada da percorrere: fare più grande il Giro del Tour. Anzichè star qui a dire che cosa sarà mai questo Tour, basta con la sudditanza e viva il rosa, provino gli sciovinisti di casa nostra a lavorare sul serio. Qualcosa di simile, in Italia, s’è già fatto nelle vigne: una volta esisteva solo lo champagne, parola magica e fascinosa che incuteva soggezione, adesso lo champagne è sempre lo champagne, ma anche lo spumante comincia ad essere lo spumante, fiero di esserlo, con pari dignità. O è un paragone idiota? Dicono i patrioti che il Giro è già più bello del Tour, perchè i nostri percorsi sono nettamente migliori dei loro. E questo è un dato di fatto. Ma la constatazione si rivela un boomerang: se loro, con l’uva che si ritrovano, riescono a fare un simile champagne, le nostre colpe sono doppie. Forse è meglio se per il momento stiamo un po’ zitti: ne riparliamo quando lo spumante sarà finalmente spumante.

Cristiano Gatti, bergamasco, inviato de “Il Giornale”
Copyright © TBW
TBRADIO

00:00
00:00
L'HG Cross di Heerde, nei Paesi Bassi, incorona vincitori Ceylin del Carmen Alvarado e Joran Wyseure al termine di una giornata di grande spettacolo nel ciclocross internazionale. Tra le donne elite, la portacolori della Fenix-Premier Tech ha fatto valere tutta...


Si può considerare un esotismo fuori stagione l’assegnazione di così tante maglie tricolori, sette, il 24 ottobre, ma è veramente il caso di dirlo: meglio tardi che mai. La bella e partecipata rassegna dei campionati italiani assegna un ruolo quasi...


Ancora una volta è Elisa Longo Borghini a dettare legge. Sulle strade piemontesi di Piasco, nel Cuneese, la campionessa della UAE Team ADQ ha conquistato l'ottavo titolo italiano a cronometro della sua straordinaria carriera, chiudendo la stagione con l'ennesima...


Ancora Sud Africa sul tetto continentale. La campionessa africana 2026 si chiama Magda Nieuwoudt, ha 36 anni e arriva dalla gravel. Una vera prova di forza quella delle sudafricane Che piazzano seconda Lisa Bone e terza Tiffany Keep. A fare...


Nicolas Milesi concede il bis. A una settimana dal prestigioso successo nella Crono delle Nazioni di Les Herbiers, il bergamasco conquista anche il titolo italiano a cronometro della categoria Under 23 sulle strade di Piasco. l portacolori della Netcompany...


Arriva in Slovacchia la prima, attesa vittoria tra gli juniores di Alessio Borile. Il promettente friulano della Asd DP66 Pinarello si è imposto nel Gran Premio di Topolcianky, confermando tutto il suo talento in una prova di alto livello internazionale....


Bella vittoria internazionale per Lucia Bramati. La vicentina del FAS Airport Services Guerciotti Premac si è infatti aggiudicata la terza prova della Janev Cup per donne elite disputata a Rymarov, in Repubblica Ceca. Bramati ha dominato il confronto chiudendo...


Va al figlio d'arte Patrik Pezzo Rosola il titolo italiano a cronometro della categoria juniores. Sulle strade di Piasco, nel Cuneese, il veronese della Nordest Petrucci Assali Stefen ha offerto una prestazione impeccabile, coprendo i 19, 7 chilometri del...


Si chiude nel segno della maglia tricolore la stagione di Nicole Bracco. La cuneese della Società Ciclistica Cesano Maderno ha conquistato il titolo italiano della cronometro donne allieve sulle strade di Piasco, nel Cuneese, coprendo i 13 chilometri del...


L'apertura dei Campionati Italiani a cronometro di Piasco parla lombardo. A conquistare il titolo tricolore nella categoria allievi è stato il milanese Samuele Matteini del Team Aba Orobia Biassono, autore della miglior prestazione contro il tempo della giornata sui...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra