LE STORIE DEL FIGIO. «1919, COME COPPI»

STORIA | 12/04/2017 | 07:14
Sono sempre un piacere, sempre motivo per approfondire conoscenze e apprezzarne la preparazione, anzi la cultura ciclistica (e non solo) di un signore la cui nascita è stata registrata all’anagrafe il 3 gennaio 1919, le visite a Vincenzo di Cugno. Ricordando l’anno di nascita è solito soggiungere, con un arguto sorriso, “1919, l’anno di nascita di Fausto Coppi”.

Il secolo è vicino ma la memoria, l’eloquio, la conoscenza della materia ciclistica nei suoi fondamenti di base, comunque sempre attuali, non tradiscono assolutamente gli anni prossimi alla tripla cifra.
E’ un personaggio che ha avuto un ruolo di primo rilievo nella strutturazione dell’impianto delle regole ciclistiche, soprattutto nel secondo dopoguerra, quando è stato fra i fondatori della categoria dei Giudici di Gara di ciclismo dei quali è stato il primo presidente.

In una recente e sempre istruttiva visita nella sua bella casa milanese che si affaccia sul Parco Solari, distraendolo dall’ascolto della sua amatissima musica operistica della quale è un assiduo e competente cultore, Vincenzo di Cugno – purtroppo limitato nei movimenti degli arti inferiori da una forma artritica che, comunque, affronta con coraggio e grinta – ha ripercorso un po’ la sua vita sportiva.
E’ nato a Trani, in Puglia, Vincenzo di Cugno, conte di Molviano ma già all’età di tre anni è milanese, milanese con residenza della famiglia in Via Gluck, al civico 9, la via nei pressi della Stazione Centrale resa famosa da una canzone di un altro con famiglia d’origine pugliese come Adriano Celentano.
Giovanissimo, attratto dalla bicicletta, inizia a correre con i colori del glorioso Sport Club Genova 1913, che ha avuto fra i fondatori Adriano Rodoni poi presidente per moltissimi anni. Ricorda la sua prima bicicletta, una Dalcerri, un costruttore della vicina Opera, comune nella prima cintura milanese. Tanta passione, tanto impegno ma pochi risultati. A sua “discolpa” Vincenzo di Cugno ricorda che aveva iniziato a lavorare giovanissimo e, la sera, frequentava corsi di studio. Una di queste sere, rientrando dall’allenamento, fra il lusco e il brusco, in zona Solari, una Balilla non rispetta la precedenza e Di Cugno, con la sua Dalcerri, ci finisce contro, in pieno, rompendo i vetri e riportando pure notevoli danni fisici. Conseguenza è che il papà, che già non vedeva di buon occhio la passione del figlio per la bicicletta, gliela sequestra “manu militari”. Finisce così la carriera di corridore ma continua la passione per le due ruote frequentando la sede dello Sport Club Genova, in Via Olona, vicino alla zona della basilica di S. Ambrogio, ritrovo animato – come usava allora – con bar, biliardo, segreteria e varie attività per i soci e le loro famiglie. Un inciso, a questo proposito. L’ultima iniziativa del genere, nell’area milanese, è stata fino a quattro/cinque anni fa circa, il ritrovo della Zanazzi, in Via Dezza, sempre in zona Solari, animato dalla vivacità del compianto Renzo Zanazzi e che Vincenzo di Cugno frequentava assiduamente. Altri tempi…

Nello Sport Club Genova incrocia la figura di Adriano Rodoni e cura, quale direttore sportivo, la categoria degli “aspiranti”, ora paragonabile a quella degli “esordienti” per passare poi a quella degli “allievi” dove alleva vari corridori di nome e frequenta molti personaggi del ciclismo. Fra questi ricorda con particolare affetto il friulano Oreste Conte, Ugo Bianchi, telaista principe che abitava in una villetta della vicina Via Foppa, Ernesto Vigna, il papà di Marino Vigna, oro nell’inseguimento a squadre alle Olimpiadi di Roma 1960, anche lui tesserato per il Genova e tanti altri.

Da tempo aveva iniziato a lavorare alla CGE, in Via Bergognone, vicino all’abitazione di Via Solari dove nel frattempo si era trasferito. Resterà alla CGE, ininterrottamente, per quarantasei anni, raggiungendo posizioni di alta responsabilità. La struttura ora ospita i laboratori per gli allestimenti scenici e i magazzini del Teatro alla Scala.
Nel secondo dopoguerra Vincenzo di Cugno è il volano della creazione dell’A.N.U.G.C. (Associazione Nazionale Ufficiali di Gara del Ciclismo), allora con autonomia funzionale e tecnica, organismo regolato per i ruoli direttivi da votazioni espresse dagli affiliati, con peso specifico e innovativo per il ruolo, la figura e la “statura” degli associati. Non proprio come adesso, certamente, verrebbe da dire.

Vincenzo di Cugno è il primo presidente della struttura nazionale creata soprattutto con l’apporto e l’impegno del nucleo di dirigenti lombardi e, in questa funzione, si avvale della competenza d’indirizzo specifica del ciclismo e intellettuale (che non guasta mai) di Armando Cougnet, Giuseppe Ambrosini, Aldo De Martino, Nino Nutrizio, Mario Fossati, Aldo Zambrini, Vittorio Strumolo, Bruno Raschi, nomi che non hanno bisogno di molte illustrazioni e/o spiegazioni. E’ nella giuria del Giro d’Italia 1946 e riesce ad ottenere che sia l’ANUGC, in esclusiva, a nominare la giuria della corsa rosa, dall’edizione 1948. Viaggia, osserva, propone, prepara programmi e nuovi giudici di gara formati per il ruolo. Quest’attivismo non è vissuto bene dal suo amico, il “presidentissimo” Adriano Rodoni, che lo vede, a mano a mano, come un competitore temibile e ne determina un lungo e pesante “stop”. Neppure la successiva reintegrazione, determinata da una sentenza del Consiglio di Stato, ha mai rimarginato completamente questa ferita di Vincenzo di Cugno.

E’ stato poi per sedici anni il vice-presidente dell’UNVS (Unione Nazionale Veterani Sportivi)
, a contatto con grandi personaggi dello sport italiano, di tutti i settori, molti dei quali sono stati suoi amici.
E ogni volta, a ogni incontro, ricorda sempre nuovi episodi, nuovi aneddoti – come può testimoniare anche l’amico Marco Pastonesi che va a trovarlo – di un passato speciale, vissuto sempre con entusiasmo, nel mondo delle due ruote.
E ci saranno altre occasioni per ricordarne alcuni che la freschissima memoria di Vincenzo di Cugno conserva con lucida vivezza e abbondanza di particolari.
La memoria, materia non sempre valorizzata come merita, anche nel ciclismo, così come in altri settori, purtroppo.
Questi sono i tempi, piaccia o no.

Giuseppe Figini
Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.

La storia di Ernesto Colnago è unica, figlia della Lombardia contadina del dopoguerra. Uan storia tanto bella che può diventare fonte di ispirazione per i giovani manager del mercato globale. Così può capitare che una multinazionale come la EA Sports...


Dopo cinque anni nel WorldTour con le maglie della BMC e della UAE e la stagione 2019 vissuta con i colori della Cofidis, Darwin Atapuma è costretto a fare un passo indietro. Il colombiano, 31 anni, avrebbe dovuto essere uno...


Il danese Mathias Norsgaard, nuovo acquisto della Movistar, è rimasto vittima di un grave incidente mentre si allenava ieri nella zona di Girona, in Spagna. Secondo la ricostruzione pubblicata dal sito catalano Cassa Digital, il corridore ha visto solo all’ultimo...


A 39 anni Lars Bak ha annunciato il suo addio alle corse qualche settimana fa ma il ciclismo continuerà ad essere la sua vita. Il danese diventerà infatti uno dei direttori sportivi della NTT Pro Cycling. In una squadra relativamente...


  Il paese di Brinzio, località dell’alto Varesotto legata al ciclismo, si prepara ad ospitare domenica 8 dicembre la 20esima edizione della Pedala con i Campioni. Sarà anche in questa occasione un’edizione particolare della pedalata a scopo benefico, promossa dal...


  Non era e non poteva esserlo quest’anno il solito clima goliardico e festoso per il ritrovo che si celebra in autunno all’Antica Trattoria di Tramway a Ponte all’Asse (ora si chiama Poggio Nuovo) organizzato da Juri Naldi e Fabio...


Nella prima giornata della prova di Coppa del Mondo pista a Cambridge, in Nuova Zelanda, l’Italia ha visto in gara il quartetto dell’inseguimento maschile. Liam Bertazzo, Francesco Lamon, Davide Plebani e Michele Scartezzini hanno fatto segnare il quinto tempo nelle...


Il freddo è arrivato e la pioggia non ci ha risparmiato, ma con gli ultimi prodotti di Santini creati con gli innovativi tessuti Polartec® tutto rientra in ordinaria amministrazione. In particolare modo, è stato un mese in cui la Giacca...


Per il ciclismo è tempo di definire gli organici e i programmi del 2020, ma anche di premiare i protagonisti della stagione conclusa. Fra questi ultimi appuntamenti uno dei più longevi è certamente l'incontro nazionale degli ex corridori, giunto alla...


Conclusa con la settima posizione la terza prova del DVV Trofeo a Kortrijk in Belgio, Eva Lechner in questi giorni sta ultimando il ritiro in Spagna, a Benicasim, in vista degli importanti impegni futuri. “A Kortrijk non ero in giornata...


VIDEO





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155

[X] Il nostro sito web utilizza i cookies (piccoli file salvati sul tuo hard disk) per migliorare la navigazione, analizzare l'accesso alle pagine web e personalizzare i propri servizi. L'utente è consapevole che, se esplora il nostro sito web, accetta l'utilizzo dei cookies.
Per maggiori informazioni consulta la nostra privacy policy