Azioni legali della Unibet contro Aso e Uci

| 07/03/2007 | 00:00
La Unibet.com (foto cyclingnews.com) ha intentato un’azione legale contro la ASO per cercare di partecipare in extremis alla Parigi-Nizza: il tribunale di Parigi ha a disposizione 36 ore per pronunciarsi, quindi venerdì farà sapere il suo verdetto. Ma la dirigenza della formazione belga-svedese va oltre questa misura d’urgenza. La Unibet.com, infatti, si sente “venduta” dall’UCI e si considera come una “patata bollente” con la quale nessuno vuole avere a che fare. «La nostra squadra ha subito un serio danno di immagine a causa dell’atteggiamento degli organizzatori delle tre grandi corse a tappe e dell’UCI» ha dichiarato oggi il team manager Koen Terryn. «Siamo una formazione di ProTour - ha spiegato Terryn - ma come possiamo competere e conquistare risultati e punti se non ci fanno correre? Porteremo in tribunale anche l’UCI, ma questo sarà un procedimento più lungo, visto che abbiamo chiesto danni per milioni di euro: ci hanno dato la licenza, noi abbiamo investito in contratti, mezzi e personale ed ora ci dicono che la nostra licenza non è più valida? Non lo possiamo accettare». Dettagliata anche la risposta alla ASO: «Dicono che la nostra presenza in Francia è illegale, ma una cosa è lo sponsor e un’altra la squadra. Abbiamo già corso in Francia con una maglia neutra, siamo disposti a farlo ancora, lo abbiamo comunicato in ogni modo, ma non ci vogliono ascoltare. Abbiamo altri marchi da onorare come le bici Canyon e l’abbigliamento Bioracer che con noi hanno investito tanto: finché la Unibet non avrà una licenza in Francia, non metteremo il suo nome sulle maglie. Ma nessuno ci ascolta e vogliono lasciarci a casa, nel nome di una lotta di potere fra ASO e UCI».
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