Gli autori con l'editore Roberto Giachino e con Tino Tacchella
El Diablo con Tino Tacchella
Un momento della presentazione
Luciano Bracchi, Davide e Simone Boifava
Roberto Di Silvio, storico "cantore" del Diablo
Samanta Chiappucci con Sandro Quintarelli
Tino Tachella con Samuele Chiappucci
Ancora Samuele con Davide Boifava
LIBRI | 04/04/2017 | 09:10 Presumiamo non abbiano avuto molti dubbi l’editore, l’autore e il protagonista sulla scelta del titolo per il libro “EL DIABLO RACCONTA – Chiappucci, una vita in fuga”. La pubblicazione è stata presentata lunedì 3 aprile, in modo svelto, informale, molto piacevole, ricco di personaggi e momenti significativi, presso l’accogliente struttura di Anselmo’s, in un’atmosfera rilassata e rilassante, a Buccinasco, prima cintura periferica a sud di Milano.
El Diablo, soprannome coniato dai colombiani per Claudio Chiappucci, calzante con la tipologia del corridore, era al centro dell’attenzione durante la presentazione con, al suo fianco l’autore, Beppe Conti – e qui ci sentiamo esentati da ulteriori precisazioni -, Tito Tacchella, titolare della Carrera Jeans, la squadra storica di Chiappucci e di molti altri campioni che ha un posto di rilievo nella galleria d’onore delle squadre italiane. Roberto Giachino, l’editore, titolare della torinese Graphot che ha già proposto varie e piacevoli pubblicazioni sul ciclismo, la sua storia, i suoi protagonisti, completava la squadra dei relatori.
Naturalmente, viene da dire, c’erano Davide Boifava, Sandro Quintarelli, i direttori sportivi – oltre che amici – storici di Chiappucci, Luciano Bracchi, fine meccanico in corsa e sempre con Boifava nella Podium, il figlio di Davide, Simone Boifava, che sono intervenuti nel dibattito che si è sviluppato e animato, con gli interventi incisivi, diretti, com’è nel suo stile, di Alcide Cerato. Poi Nino Minoliti, giornalista della Gazzetta dello Sport che ha vissuto sul campo il periodo del Diablo – ora è nelle sfere direttive del giornale rosa - ha ricordato e mitigato, anche con il ricordo di Candido Cannavò, certe situazioni e posizioni in argomento evocate da Chiappucci.
C’era don Agostino Frasson della Casa don Guanella di Lecco, sacerdote e ciclista assiduo, l’avv. Gianluca Santilli, promotore della bike-economy nella sua più recente veste (e non solo), il varesino Francesco Frattini, Dino Zandegù e giornalisti come Sergio Meda,Pier Augusto Stagi e Roberto Di Silvio, unitamente a molti amici del Diablo che, come lui, sono sempre e comunque legati alla bicicletta.
Il libro, scritto sotto forma d’intervista, ripercorre in maniera dettagliata e scorrevole, piacevole da leggere, la carriera di Claudio Chiappucci unendo ricordi familiari (il libro Chiappucci l’ha dedicato a mamma Renata, mancata lo scorso anno e a papà Arduino, con toccanti parole) a quelli sportivi. Ricorda così l’esordio con il Pedale Saronnese, il passaggio alla brianzola Isal Tessari dove incontra il d.s. Enrico Maggioni, persona per lui importante e il suo incrociarsi sulle strade, praticamente da sempre, con Gianni Bugno, da lui sempre sconfitto, afferma in apertura Chiappucci. E’ stata una delle rivalità storiche, sentite, e benefiche per la popolarità del ciclismo italiano.
E’ stato ricordato nel corso dell’incontro Marco Pantani che, all’esordio nel professionismo e per varie stagioni, è stato il compagno di camera del Diablo. E tanti, molti, altri episodi di una storia lunga che la pubblicazione ripercorre, oltre che con la brillante penna, pardon tastiera, di Beppe Conti con una documentata galleria fotografica dell’archivio personale del protagonista e dove appaiono vari personaggi con, fra questi, don Piero Carnelli, molto legato al ciclismo e alla famiglia Chiappucci.
Il libro comprende nel capitolo “dicono di lui” una cinquantina di testimonianze di campionissimi, campioni, corridori di varie epoche e altri personaggi legati al ciclismo giornalisti, che inquadrano e commentano, dal loro angolo di visuale, il profilo e la figura del campione di Uboldo, bassa provincia di Varese, alla confluenza fra quelle di Milano e Como, con la famiglia originaria della Lunigiana.
La prefazione è di Gianni Mura. Visto il personaggio e le sue molteplici e profonde conoscenze in vari ambiti, verrebbe da dire che la prefazione è un “antipasto”, raffinato e completo, che da solo vale quanto un pranzo d’autore.
Il libro è edito da Graphot Editrice Lungo Dora Colletta 113/10 bis – 10153 Torino tel. 011 – 238.62.81 – fax 011 – 235.88.82 www.graphot.com - e-mail: graphot@graphot.com
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