| 20/02/2007 | 00:00 La A.S.O. ha emesso oggi un comunicato durissimo, che annuncia la decisione di organizzare la Parigi-Nizza fuori dall'Uci.
Ecco il comunicato:
A tre settimane dal via della Parigi-Nizza, Patrice Clerc, presidente di A.S.O. e Pat McQuaid, presidente dell’Uci, si sono incontrati.
In questo incontro, svoltosi ieri, il presidente dell’UCI ha confermato che la corsa si svolgerà fuori dal quadro sportivo dell’UCI stessa se l’A.S.O. rifiuterà di entrare a far parte del circuito UCI Pro-Tour, riaffermando così la sua volontà di imporre questo circuito chiuso, a vocazione economica, del quale A.S.O., come gli organizzatori di Giro e Vuelta, rifiuta legittimamente di far parte, sin dal giorno della sua creazione.
Prendendo atto della posizione dell’UCI di fronte alle minacce che questa ha fatto pesare nei confronti degli organizzatori della corsa, A.S.O. si trova costretta a prendere tutte le misure che consentano di proteggere una prova che occupa una posizione di primo piano nel patrimonio del ciclismo internazionale e conferma che la Parigi-Nizza si svolgerà come previsto dall’11 al 18 marzo prossimi.
In queste circostanze eccezionali, e con l’obiettivo di salvaguardare l’integrità e la credibilità della corsa, A.S.O. organizzerà la prova secondo i dettami della legge francese e ha sollecitato, per questo, la Fédération Française de Cyclisme (FFC) per stabilire con quest’ultima una convenzione che assicuri naturalmente il rispetto dei suoi regolamenti tecnici.
Nel corso dell’incontro citato, Patrice Clerc ha chiesto ancora una volta che venga organizzato un incontro tra tutte le componenti del ciclismo. È questo - secondo Clerc - l’unico modo per uscire da una crisi grave causata da una rifornma sbagliata voluta dall’UCI e imposta prima ancora di ottenere un necessario consesno.
A.S.O. rimpiange il fatto che questa richiesta sia stata respinta dal presidente McQuaid, che tenta di trasformare l’A.S.O. stessa nella sola responsabile di questa crisi, quando è l’UCI che dal giugno del 2006 ha vanificato gli sforzi di mediazione che aveva portato un gruppo di lavoro a raggiungere un accordo che aveva raccolto consensi unanimi e al quale A.S.O. stessa aveva contribuito.
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