ELEZIONI. GHIGO: «DI ROCCO NON HA FATTO IL SUO TEMPO»
PROFESSIONISTI | 10/01/2017 | 13:03 È la politica bellezza, e voi non potete farci assolutamente niente. Si avvicinano le elezioni Federali di Rovereto (sabato prossimo) e si fa sempre più aspra e risolutiva la contesa tra Renato Di Rocco e Norma Gimondi, con il terzo incomodo Angelo Francini, che non starà certamente a guardare e non passerà nemmeno inosservato. Tra le tante cose buttate lì, in faccia al presidente Federale in carica Renato Di Rocco, anche quella di un sistema professionistico asfittico che fatica a stare al passo con i tempi. Anche la Lampre ha lasciato e ora Beppe Saronni e compagnia pedalante batteranno bandiera araba, grazie ai soldi di Abu Dhabi e di un pool di sponsor tecnici made in Italy guidati da Ernesto Colnago.
«Ma come ha spiegato benissimo una settimana fa su “Il Messaggero” Giorgio Squinzi, grande industriale e appassionato di cose ciclistiche, questa situazione rispecchia lo stato di crisi economica del nostro Paese – spiega a tuttobiciweb.it Enzo Ghigo, presidente della Lega del professionismo -. Tante aziende italiane sono in crisi, altre sono finite in mani straniere, altre ancora non hanno la forza per allestire una formazione di livello. Per mettere in piedi un gruppo competitivo servono una ventina di milioni di euro e non ci sono sponsor in grado di spendere queste cifre. Questo è il punto. Il discorso non vale solo per il ciclismo, ma per tutto il sistema sport. Le storie di Inter e Milan, tanto per fare due nomi, sono lì sotto gli occhi di tutti da vedere e valutare. Con questo non dico che non bisogna fare niente, ma la situazione non è assolutamente facile a livello mondiale».
Però tra chi attacca la gestione Di Rocco, mette sul tavolo della discussione anche questo… «E lo fa in modo strumentale e poco corretto – prosegue Ghigo -. In questi anni la pista è letteralmente rinata, il nostro vivaio grazie al lavoro di Cassani, Villa, Viviani , Ganna e di tutti i tecnici sta dando grandi frutti. Il prossimo anno tornerà anche il Giro dei dilettanti, insomma si sono fatte e si stanno facendo diverse cose molto importanti e i risultati mai come in questi anni si sono visti. Bisogna essere in malafede per dire il contrario. Ho letto da osservatore che si sono fatti grandi complimenti alla pista di Fiorenzuola, che in questi anni ha fatto sicuramente tanto e bene per il movimento. Ma si è sminuito il lavoro di Montichiari. Ma la pista bresciana è stata la chiave di volta e di svolta di tutto. Questo non lo si può negare. Non si può fare un lavoro di mistificazione così, perché chi lo fa si qualifica per quello che è. E poi mi lasci dire ancora una cosa…».
La dica. «È vero che il ciclismo italiano professionistico ha solo quattro squadre “professional” di seconda divisione, ma è altrettanto vero che anche nel 2017 l’Italia può vantare il maggior numero di corridori nel World Tour. E lo stesso possiamo dire per i tecnici, i medici, i massaggiatori e i meccanici. Insomma, corridori, tecnici e staff sono apprezzatissimi dai team stranieri, come nessun altro. Questo va detto e ricordato. Quindi, per quanto ci riguarda, per noi come Lega del ciclismo professionistico, non possiamo che essere dalla parte di Renato Di Rocco. È vero: è uomo d’esperienza e da tempo è a capo del movimento ciclistico italiano, ma non ha assolutamente fatto il suo tempo».
Sappiamo tutti quella che è la mentalità dei politici e Ghigo non fa eccezione. Non abbiamo più un team World Tour, una Professional è riuscita ad iscriversi solo fuori tempo massimo, le altre soffrono, gare professionisti muoiono tutti gli anni e questo fenomeno dice che non si deve cambiare nulla.
Più cieco di un politico, ci sono solo due politici!!!!!
la politica
10 gennaio 2017 14:28vandeboer
bene mancava solo la parola del politico di lungo corso, speriamo porti male!
elezioni
10 gennaio 2017 15:52siluro1946
Mai chiedere all'oste la qualità del suo vino. Se il sig. Ghigo vede rosa e tutto va bene beato lui, essendo di parte e coinvolto nel movimento federale è normale il suo appoggio al "compare". Per dare un giudizio sereno basta presentare i numeri delle gare organizzate a qualsiasi livello, il numero dei praticanti e degli iscritti, non con tessere taroccate, e dello spazio dato dai giornali al ciclismo inferiore al rugby, nuoto, tennis, sci, basket ecc chi non si è attivato per ridare un'immagine diversa e non supporta con operazioni di marketing il movimento?
Influenza di Di Rocco
10 gennaio 2017 18:06geo
ecco una dimostrazione delle trame di Di Rocco.....
..
10 gennaio 2017 19:43antani
Scusate commentatori, ma il sig. Ghigo, politico o non politico, dice la verità e le chiacchiere fatte da chi non conosce tutti i problemi del ciclismo non contano niente. Ciò che conta invece è che solo ed esclusivamente Di Rocco possa farcela e che continui a fare il presidente e magari dopo diventi anche presidente dell’UCI. Lui è l’unico valido e competente e l’Italia deve tenerselo ben stretto!!! Per le novità ci sarà tempo…
triste
10 gennaio 2017 21:04FrancoBui
che triste intervista (?) sdraiata
Presidenti.
10 gennaio 2017 21:36warrior
Non solo Di Rocco, anche Ghigo ha fatto il suo tempo.
Nel caso....
11 gennaio 2017 09:26Bicitunder
... abbiamo capito chi sarà il "prossimo" presidente della Lega
Via anche questo Ghigos
11 gennaio 2017 09:54venetacyclismo
Ma scherziamo, va tutto male, da giovanissimi al professionismo, per non parlare delle gare che stanno scomparendo tutte, ci vuole nuova linfa, nuove menti, entusiasmo, ma avete mai visto Di Rocco intervistato ? insomma entusiasmo zero, sembra un funerale. Vai Norma Vai Francini
x antani
11 gennaio 2017 14:31siluro1946
... le chiacchiere fatte .... Lei che tutto sa, ci illumini, molti di noi che non "conoscerebbero" i problemi del ciclismo hanno, anzi abbiamo fatto, dei lunghi elenchi di cosa non funziona e evidenziato lo stato comatoso del movimento, lei dall'alto delle sue conoscenze, o competenze (?) federali ci dica siamo ben disposti a leggerla.
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