MALACARNE. «PERCHÈ DOVREI SMETTERE?»

PROFESSIONISTI | 11/11/2016 | 08:01
A 29 anni perché dovrei smettere?? #ditemivoi
Con questo tweet Davide Malacarne, che nel 2016 ha difeso i colori dell'Astana, si rivolge agli appassionati di ciclismo condividendo il suo disapputo nel trovarsi senza squadra. "Calimero", così è soprannominato il corridore di Feltre che nel 2005 si è laureato campione del mondo juniores di ciclocross ed è professionista su strada dal 2009, si trova "a piedi" e sconsolato sta cercando un nuovo lavoro.

«Sinceramente vorrei continuare a svolgere il mio, ma ormai siamo a metà novembre ed è ora che io valuti cosa fare. Vorrei restare nel mondo del ciclismo, mi sento ancora giovane e ho ancora tanto da dare, purtroppo oggigiorno non basta andare bene in bicicletta per meritarsi un contratto. Avevo un accordo con una squadra, che non è stato rispettato. Spero ancora in una chiamata, nel frattempo però mi guardo intorno e penso a come potrei reinventarmi. Dal preparatore all'accompagnatore turistico per viaggi in bici le idee non mi mancano, ma di concreto al momento non c'è nulla. Non pensavo di dover pensare ad un'alternativa così presto».

Un tuo ritorno al fuoristrada è plausibile?
«Questa potrebbe essere un'opzione, tra due anni ci saranno i mondiali marathon a Belluno però, sinceramente, al momento sono un po' deluso e non so se ho voglia di rimettermi in gioco. Dal giorno alla notte non si può passare alla mtb o alla pista, ci sono specialisti e grandi campioni in ogni disciplina, non è semplice reinserirsi in un movimento che non frequenti da tempo. Vedo tanti corridori a piedi e anche tanti buoni, soprattutto numerosi molto forti che lavorano sodo mettendo da parte le proprie ambizioni. Penso che il movimento italiano debba rivedere qualcosa. Non abbiamo più neanche mezza squadra. Abbiamo insegnato il ciclismo al mondo e ora è il mondo a non volerci più».

Sei molto popolare sui social, vuoi dire qualcosa ai tuoi tifosi?
«Cosa posso dire? (sorride sconsolato, ndr). Se dovessi smettere li ringrazio per questi anni passati insieme, se il ciclismo esiste è per gli appassionati... Spero mi seguano ancora, anche dopo, perchè se lo hanno fatto finora significa che hanno trovato qualcosa di positivo in me che comunque vada continuerò a coltivare. Nel profondo spero di poter continuare a correre e magari regalare ancora qualcosa di positivo a loro, al ciclismo italiano e a me stesso».

Giulia De Maio


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COMMENTI
11 novembre 2016 09:53 foxmulder
Il sistema dei punteggi World Tour penalizza chi lavora per i capitani nelle prime parti di gara che diventa come carne da macello. Spero che Davide riesca a trovare una sistemazione. Mi rifiuto di credere che nessuno abbia bisogno di "muli" come lui.

malacarne
11 novembre 2016 14:19 PEDALA
verissimo##

Una situazione emblematica del "nostro" Paese
11 novembre 2016 15:30 pickett
Le squadre italiane ingaggiano corridori etiopi,eritrei,cinesi,giapponesi,albanesi,romeni,e chi + ne ha + ne metta.E se i nostri ragazzi restano senza lavoro chisse ne frega...

Situazione
11 novembre 2016 17:52 502195N
Vedo tanti corridori che hanno trovato ingaggio anche in quest'ultimo periodo che hanno dimostrato poco o niente in tutti questi.
Il lavoro fatto da questo corridore è emblematico, chi sa di ciclismo sa di portarsi a casa una garanzia, sia per quello che puo' fare sia per l'esperienza maturata in questi anni.
Io fossi un team manager un posto per lui lo troverei.

ingiusto
11 novembre 2016 18:44 Guest00
purtroppo chi lavora nei primi km delle corse per i capitani non porta punti WT, e se non hai uno sponsor dietro è difficile trovare una squadra se non sei un campionissimo. In Italia le professional nn hanno fondi per prendere un buon gregario e nel WT ormai nn c'è più una squadra italiana che sia una! Spero che Malacarne trovi presto una nuova squadra. Ottimo gregario e grande persona. In bocca al lupo Davide

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