Fanini: la confessione di Museeuw è solo una conferma...
| 24/01/2007 | 00:00 «La confessione fatta da Johan Museeuw può sembrare una delle più gravi e scioccanti degli ultimi tempi perché arriva dalla voce di un campione tra i più grandi degli ultimi anni, tuttavia per me non è altro che la ciliegina sulla torta di un ambiente che ormai sta andando a rotoli. Credo infatti che Museeuw sia stato costretto a parlare così a causa delle circostanze. Dopo i fatti gravissimi in cui era indagato, non aveva altre chance se non quella di ammettere una minima parte delle sue colpe per salvare la faccia. Sono deluso ma non sorpreso. La cosa veramente preoccupante è che se si è dopato un fuoriclasse come Museeuw (che di certo non ne avrebbe avuto bisogno), figuriamoci cosa potranno fare quei corridori atleticamente molto meno dotati di lui e disposti a tutto pur di emergere o trovare un semplice contratto» esclama Ivano Fanini, patron di Amore & Vita – McDonald’s.
E aggiunge: «Da molto tempo che siamo ormai giunti al limite ma nessuno sembra veramente interessato a far niente per cambiare le cose. Io parlo senza paura, cerco di far capire agli atleti e alle persone che si muovono attorno a questo ambiente che così non si può più andare avanti. Ma invece di essere appoggiato vengo criticato duramente, boicottato e a volte anche odiato. Questo a me non spaventa e continuerò sempre ad andare avanti per il bene dello sport, anche se da solo è impossibile migliorare le cose. Ci vorrebbe l’aiuto dell’UCI e degli organizzatori delle gare, una vera e propria prova di forza da parte di chi comanda. Purtroppo però il più delle volte chi è al vertice spende troppo tempo ad ascoltare inutili chiacchiere e stupide giustificazioni. Basti pensare che un personaggio come Lefevere, da sempre a capo di team tra i più forti al mondo e oggi Presidente Internazionale dei gruppi sportivi al posto di un certo Manolo Saiz, è ora coinvolto in uno scandalo doping ma sicuramente si giustificherà dalle accuse dicendo che all’interno dei suoi team non si è mai accorto di niente. E poi non dimentichiamoci che ad oggi non sappiamo ancora chi realmente abbia vinto il Tour de France... Il ciclismo sta peggiorando giorno per giorno, le corse a tappe più importanti del mondo, Giro, Tour e Vuelta vivono nello scandalo da ormai 10 anni ma invece di trovare una soluzione si pensa soltanto al business e al ProTour. Questo è un mio nuovo appello prima che succeda qualcosa di più grave ed il ciclismo sia costretto a fermarsi da solo» conclude Fanini.
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