PROFESSIONISTI | 24/07/2016 | 10:43 Mikel Nieve ha centrato uno degli obiettivi che si era posto approdando alla Sky: vincere il Tour con Chris Froome. Insieme a Poels, il basco è stato il più presente degli uomini che hanno affiancato il campione britannico e conferma: «Questa è la mia miglior stagione, visto che ho anche conquistato una tappa e la maglia di miglior scalatore al Giro d'Italia. E arrivare a Parigi con Chris in maglia gialla è un premio straordinario, la realizzazione di un obiettivo importante».
La Sky si è dimostrata fortissima. «È vero, tutto ha funzionato alla perfezione e tutti hanno dato il massimo. Abbiamo sempre dovuto assumerci la responsabilità della corsa e non abbiamo mai perso un colpo di pedale. Sì, abbiamo disputato un grande Tour».
È soddisfatto del suo rendimento in montagna? «Certamente. E a dire il vero sono andato meglio di quel che pensassi. Dopo il Giro, avevo qualche dubbio sul mio rendimento, in allenamento andavo bene ma non potevo sapere quale sarebbe stato il mio rendimento sulle tre settimane. E invece sono andato forte. Il Tour era nei miei programmi sin dall'inizio, poi strada facendo mi hanno chiesto di correre il Giro e devo dire che sono contento della mia stagione».
Anche Poels è stato bravissimo. «Ognuno di noi ha avuto degli alti e bassi. Io per esempio venerdì ho vissuto una giornata difficile, ma la nostra forza è che se non c'era uno c'era l'altro. E tutti i giorni abbiamo dimostrato di essere la squadra più forte».
Froome ha mostrato di apprezzare il vostro lavoro. «Lui ci ringrazia sempre, sin dal primo giorno lo ha sempre fatto. Lavorare per un leader come lui è una goduria».
Le pesa la mancata convocazione per i Giochi Olimpici? «Questa era un'opportunità unica per essere andare ai Giochi. Ci speravo, soprattutto dopo aver visto il percorso. Ci credevo, ma il selezionatore ha pensato diversamente e io rispetto la sua decisione».
Adesso allora può riposare… «Ho bisogno di riposare soprattutto dal punto di vista psicologico, perché arrivo da mesi molto intensi. Correrò a San Sebastian perché sono a casa mia, poi me la prenderò più tranquilla e non so se correrò ancora. Ho disputato la mia stagione migliore, mi è mancato solo un buon piazzamento in classifica generale, ma il mio livello di rendimento è stato decisamente alto.».
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