Mark CAVENDISH. 10. Prepotente, dirompente, trabordante Mark. Non si ferma più e nessuno riesce più a fermarlo. Ci prova il Bel Marcello, ma gli fa solletico e al britannico vien da ridere. Terza vittoria di tappa per Cannonball, 29° in carriera al Tour de France, davanti a lui solo l’immenso e raggiungibile (almeno a livello numerico) Eddy Merckx che è lì a quota 34. Mark sta vivendo in questa calda estate una nuova primavera. Mark is back!
Marcel KITTEL. 5. Gli manca un po’ di esplosività, è chiaramente inferiore a superMark. Ma quello che non mi piace assolutamente è il suo modo di affrontare le volate. Sempre dietro, troppo timoroso e pauroso, incapace di prendere e tenere la ruota di Fabio Sabatini che fa i numeri, ma non sa più per chi. Oggi perde la volata, ma lo fa molto prima di ingaggiare il duello con Cavendish.
Daniel MCLAY. 8. Il 24enne britannico della Fortuneo ci sa fare e anche oggi riesce a disputare una volata di buonissimo livello. Con personalità e velocità.
Alexander KRISTOFF. 5,5. Tiene meglio le ruote e la posizione, ma gli manca qualche watt per fare la differenza.
Davide CIMOLAI. 6. È l’unico dei nostri che sprinta, che ci prova.
Peter SAGAN. 6. Volata di velocità, che lui fa più con destrezza e colpo d’occhio. C’è sempre.
André GREIPEL. 4. Non ci prova neppure. Non c’è.
Matteo TOSATTO. 8. Trentaquattro Grandi Giri sulle spalle e nelle gambe, è sempre lì a prendere il vento in faccia per Contador e Sagan. Se decidessero di fare un monumento al gregario, potrebbero chiedergli di fare da modello.
Yukiya ARASHIRO. 7. Al km 3 il Jappo della Lampre Merida attacca in compagnia di Jan Barta della Bora Argon 18. Giornata in libera uscita, tutt’altro che riposante. Sotto il solleone (anche se ci si entrerà ufficialmente solo il 23 luglio), i due non si risparmiano. Sanno perfettamente che la loro sorte è segnata, ma corrono decisi e indomiti come se non ci fosse domani. Oggi però bravi.
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