Caso Ferrari: in Procura il verbale di Bortolami

| 01/10/2004 | 00:00
Gia' indagato per falsa testimonianza, proprio per la sua deposizione al processo al dott.Michele Ferrari, il ciclista lombardo Gianluca Bortolami e' entrato per le sue parole anche nella sentenza che ha condannato uno dei medici sportivi piu' noti al mondo. In coda al dispositivo infatti, il giudice unico di Bologna Maurizio Passarini ha disposto ''la trasmissione alla locale Procura della Repubblica (Bologna, ndr) di copia del verbale'' relativo ''alle dichiarazioni rese dal teste Bortolami Gianluca all'udienza del 19 febbraio 2002''. Pochi giorni dopo quella data, il Pm Giovanni Spinosa - che guido' l'inchiesta e la prima fase del processo prima di diventare presidente di sezione al Tribunale di Paola - iscrisse il nome del vincitore del Giro delle Fiandre del 2001 e della Coppa del Mondo del '94 sul registro degli indagati con l'ipotesi di falsa testimonianza. A mettere nei guai il corridore le contraddizioni tra la testimonianza di quel giorno e i verbali che aveva reso in precedenza, oltre alla dichiarazione - fatta in aula - in base alla quale, in pratica, aveva raccontato di essere stato costretto in un interrogatorio a dire che nelle tabelle di preparazione preparategli da Ferrari gli asterischi avevano il significato di proposte di Epo. Bortolami, in un verbale da lui firmato il 16 febbraio '98 nella caserma dei carabinieri di Alassio dopo la disputa del Trofeo Laigueglia, spiego' ai carabinieri del Nas che gli asterischi ''si riferiscono a una proposta di assunzione di Epo che il dottor Ferrari mi fece in relazione al miglioramento del mio stato fisico'' e preciso' ulteriormente che il mezzo posto davanti agli asterischi voleva dire ''una proposta di mezza fiala di Epo''. Un anno abbondante dopo, il 13 luglio '99, nell'ambito dell'inchiesta di Ferrara sul doping, Bortolami rettifico': ''Ritengo che la verbalizzazione abbia tradito il mio pensiero'', dicendo che gli asterischi significavano solo aminoacidi, vitamine, integratori salini. Il 19 febbraio 2002 nell'aula di giustizia inizialmente Bortolami aveva ribadito che gli asterischi sulle tabelle volevano dire aminoacidi, integratori e vitamine. Spinosa aveva ricordato a Bortolami il primo verbale quando parlo' piu' volte di Epo. Li', Bortolami aveva rincarato la dose: ''Quella volta ad Alassio subito dopo la gara venni prelevato per essere interrogato: o dicevo quello (cioe' dell'Epo, ndr) o non sarei piu' uscito dall'interrogatorio''. Spinosa aveva fatto presente che tanti altri corridori vennero interrogati quel giorno, quasi nessuno parlo' di Epo eppure tutti andarono via tranquillamente. Ma Bortolami aveva rilanciato: ''Sono stato costretto a dire in quella maniera''.
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