E ora musica: Gianni suona e Dino Zandegù canta sotto lo sguardo di Moser e Fondriest
Ed ecco la splendida torta
Gianni con le figlie Laura e Paola
INIZIATIVE | 29/04/2016 | 20:45 Gianni Motta, cinquant'anni di Giro. Era il 1966 quando un giovanissimo Gianni Motta vinceva la corsa rosa ed entusiasmava gli appassionati di tutta Italia. E questa sera la sua Cassano d'Adda ha voluto celebrare la ricorrenza e stringere il campione in un abbraccio speciale. Ad organizzare la serata è stata sua figlia, Laura. A presentare, Alessandro Brambilla con il vice direttore della Gazzetta dello Sport Pier Bergonzi che ha guidato il talk show che ha fatto seguito alla proiezione di un filmato stotrico molto emozionante. In sala, tra gli altri, Vittorio Seghezzi e i suoi 92 anni ben portati, che è stato diesse di Motta alla Faema, Ernesto Colnago, Ugo e Cristiano De Rosa, Pietro Rosino Santini, Valentino Campagnolo, Caterina e Amedeo Colombo, Fezzardi e Dancelli che hanno corso alla Molteni con Motta. E ancora il grande rivale Felice Gomondi, Francesco Moser, Maurizio Fondriest, Franco Cribiori, Giovanni Mazzola di Vittoria, Stefano Allocchio, Marino Vigna e il presidente facente funzioni del Comitato Regionale Lombardo Cordiano Dagnoni. Poi Dino Zandegù. Italo Zilioli, Alberto Della Torre, Riccardo Magrini, Walter Avogadri, Gianfranco Foresti, Franco Balmamion, Gianni Torriani, Marco Cattaneo ed Enrico Maggioni.
C'è il fratello di Gianni, Lino classe 1947 e soprattutto c'è la zia Emma, 105 anni, che lo ha cresciuto a Premeno, sul lago Maggiore, e che - lucidissima - racconta di come Gianni da bimbo facesse sempre finta di avere mal di gambre per farsiportare in spalla.
«Ho il magone - confessa il mitico Gianni Motta -, non mi aspettavo davvero una festa così bella. Cosa posso dire? Che mio padre lavorava alla Motta, mia madre lavorava alla Motta, sino sono messi assieme ed è nato un bel Mottarello...».
Curiosa anche la storia della data di nascita: «Sulla pagella c'è scritto 12 marzo, poi a 16 anni ho fatto la carta d'identità e hanno sbagliato scrivendo 13. Ma io sono nato il 12. Però se volete farmi auguri e regali, fatelo sia il 12 che il 13, così non sbagliate».
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