POLONIA. Davidenko e gli obiettivi della Novo Nordisk

PROFESSIONISTI | 21/04/2016 | 08:05
Tra le formazioni Professional-Continental che hanno ricevuto la Wild Card per il Tour de Pologne - UCI World Tour 2016, in programma dal 12 al 18 luglio, cè anche il Team Novo Nordisk. La squadra di matrice americana, è composta da corridori tutti affetti da diabete in rappresentanza di oltre 11 nazioni. E’ il primo team al mondo formato da atleti professionisti con diabete che si propongono di incoraggiare le persone con diabete e di dimostrare che vivere con questa patologia non deve essere un freno nell'inseguire i propri obiettivi e i propri sogni. Per questo motivo gli atleti del Team Novo Nordisk incontrano ogni anno migliaia di persone per trasmettere questo messaggio di speranza, cercando attraverso le vittorie e le imprese sulla strada, di incoraggiare e dare nuovi stimoli e nuove motivazioni a chi ne ha bisogno.

“In queste parole che rappresentano la mission del Team Novo Nordisk è racchiuso il motivo essenziale per il quale abbiamo deciso di invitare la sqadra al Tour de Pologne 2016. Ritengo importante che la squadra porti il suo messaggio di speranza anche attraverso le strade della Polonia. Accanto al merito sociale però c’è anche il merito sportivo. Hanno dimostrato di essere una squadra di alto livello, che merita di poter parteciapre alle corse del World Tour. Dove sono stati invitati, faccio l’esempio dell’ultima Milano-Sanremo, hanno sempre onorato la corsa” spiega il direttore generale del Tour de Pologne Czeslaw Lang.

Di seguito l’inervista con Vassili Davidenko, Senior Vice Presidente della parte sportiva del Team Novo Nordisk, che sarà anche uno dei direttori sportivi in ammiraglia al Tour de Pologne. Lui ha portato in dote alla squadra il suo bagaglio di oltre 30 anni di esperienza nel mondo del ciclismo. Ha partecipato a 5 grandi giri: Giro d’Italia (1995,1996,1997) e Vuelta a Espana (1993,1994). Nel 1996 ha vinto la tappa inaugurale del Tour de Pologne e indossato per tre giorni la maglia di leader concludendo poi la corsa al settimo posto nella classifica generale.

Come sta andando questa prima parte di stagione 2016 per il vostro team?
«Stiamo crescendo, continuiamo a vedere progressi da parte di tutti i nostri corridori. Siamo ancora una squadra giovane, ma i ragazzi sono determinati e ci aspettiamo presto dei buoni risultati».

Avete già partecipato a corse importanti, anche World Tour, per esempio la Milano-Sanremo, come vi siete trovati a contatto con l’elite del ciclismo mondiale?
«Il nostro Andrea Peron, per il secondo anno consecutivo, è stato in fuga tutto il girono alla Milano-Sanremo, davvero una bella azione. Purtroppo il nostro leader Javier Megias è rimasto coinvolto in una caduta. Questo è successo verso la parte finale della corsa e ha compormesso le nostre chances. Comunque in generale direi che è stata una buona giornta, la presenza nella fuga ci ha aiutato a dare visibilità a quella che è la nostra mission che è ispirare, educare e dare forza a chi è affetto da diabete, con una passerella mediatica davanti agli occhi di milioni di persone in tutto il mondo».

Che ruolo assume il Tour de Pologne all’interno del programma 2016 del team?
«Un ruolo fondamentale, sarà la nostra prima apparizione in una corsa a tappe del World Tour. Sarà un test importantissimo per tutta la struttura della squadra. Se andrà bene potremo iniziare a pensare a un progetto per la partecipazione a un grande giro nel prossimo futuro».

Qual è la vostra opinione sul Tour de Pologne e sul movimento ciclistico polacco in generale?
«Ritengo sia una corsa importante, di grande prestigio e soprattutto che piace alla gente e al pubblico. Il direttore Czselaw Lang è stato un corridore di successo e ora si è trasformato in un businessman di successo. Lui assime, a sua figlia Agata, sta facendo un grande lavoro per far crescere la corsa che ormai ha raggiunto il top level tra le competizioni internazionali. Il ciclismo è sempre più popolare in Polonia e ci sono sempre più professionisti di qualità. Ed è proprio grazie al Tour de Pologne che questo movimento continua a crescere, anno dopo anno».

E’ stato appena presentato il percorso del Tour de Pologne 2016. Come vi sembra in base al potenziale della vostra squadra? Che idea vi siete fatti su come interpretare la corsa?
«E’ un percorso interessante, sembra vario sotto tutti i punti di vista. Sarà necessario portare una squadra completa il più possibile, pronta a interpretre ogni scenario di corsa. Porteremo i nostri top riders e cercheremo di cogliere le opportunità che si presentano lungo il percorso. Il nostro principale obiettivo sarà dare il massimo e fare del nostro meglio ogni giorno, dalla prima all’ultima tappa».

Mancano ancora più di due mesi all’appuntamento con il Tour de Pologne però avete già delineato quali possono essere i corridori della vostra rosa più adatti a questa corsa o comunque gli uomini più importanti attorno ai quali costruire la squadra per la Polonia?
«La rosa in questo momento è ancora ampia, tutti i corridori hanno la porta aperta. Poi faremo un training camp, circa una sttimana prima della corsa. Solo i corridori al top della forma, i più meritevoli e pronti, saranno selezionati per la Polonia».

Quai sono i vostri obiettivi per il Tour de Pologne 2016? A livello di performance in corsa? E a livello di mission nel divulgare il votro messggio di sport e speranza?
«Proveremo a dare il massimo su ogni fronte, con i nostri sprinter in volata, supportando i nostri scalatori nelle tappe di montagna e cercando di entrare nelle fughe giuste. Solo seguendo questi obiettivi e facendo una corsa di alto livello avremo la possibilità di dare voce e far vedere quello che sono in grado di fare degli atleti diabetici. E speriamo che chi ha questa malattia possa trarre ispirazione e motivazione da noi».
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