OSSUCCIO. Ciclismo, passione senza fine

INIZIATIVE | 14/03/2016 | 08:04
E’ stata una piacevolissima serata quella di venerdì 11 marzo a Ossuccio con interessanti squarci di particolari momenti e aspetti del ciclismo “live”, in diretta, proposti dai relatori e vissuti con partecipazione dai numerosi presenti nell’elegante e prestigiosa ambientazione di Villa Leoni. Microfoni e riflettori su Salvo Aiello e Riccardo Magrini, coppia affiatata di commentatori del ciclismo su Eurosport, che si sono espressi sul tema della serata “Telecronaca di una passione”.

Sono stati sollecitati dal giornalista del quotidiano La Provincia Fabio Cavagna che ha pure ricordato la figura di Giulio Mauri, giornalista di Cantù e riferimento del ciclismo comasco, scomparso nello scorso gennaio, dall’avvenente verve di Miriam Terruzzi, attiva e documentata blogger di “Emialzosuipedali”, abituale interlocutrice sui “social” delle due voci di Eurosport e dal nostro Giuseppe Figini, che ha messo sul piatto la sua esperienza e le sue grandi conoscenze tecniche.  E non solo voci a Ossuccio ma anche volti e persone, persone di peso, elevato peso specifico nel caso di Magrini, un po’ in antitesi al suo cognome, persone di valore, competenza nell’espletamento del lavoro, un lavoro che coincide con la passione, in misura elevata, elevatissima. Esplicito, diretto, franco e pure immaginifico l’eloquio del “Magro” toscano che ricercava l’approvazione e la comprensione dell’amico e socio nel sodalizio di microfono, Salvo Aiello, naturalmente misurato ed equilibrato, soprattutto quando Riccardo Magrini, nella sua accalorata e simpatica foga oratoria, ricorreva a qualche espressione, diciamo così, un po’ forte e assai colorita ma particolarmente apprezzata, con applausi, dalla platea.

Era una platea definibile “interattiva”, nel carattere della serata, con interventi del giornalista canturino Dino Merio, di Sergio Meda, firma di lunga esperienza nel ciclismo, in vari ruoli, alla “rosea” Gazzetta e RCS Sport, di Benito Fornaro, già dirigente di livello nel ciclismo e sempre assiduo pedalatore, di Franco Bettoni, presidente FCI di Como e degli appassionati di Cento Cantù di Paolo Frigerio che sono stati il motore dell’iniziativa. La serata è stata realizzata con l’apporto di Claudio Vaccani di Lenno, della Banca Credito Cooperativo di Lezzeno, del C.C. Canturino 1902, di Europarty che ha ospitato la serata a Villa Leoni, del Panathlon di Como presente con il presidente Achille Mojoli e dell’associazione Amici di Como.

Fra gli intervenuti anche Leonardo Natale, solido e valido professionista dal 1978 al 1985, amico e compagno di squadra di Magrini (per entrambi vari chili fa….), così come il suo meccanico Virginio Luraschi della Luvi di Lurate Caccivio che ha sollecitato al Magro ricordi e chiarimenti, a distanza di circa trent’anni, d’episodi – ciclistici e pure non propriamente e strettamente ciclistici – ai quali Magrini ha fornito spiegazioni esaurienti, convincenti, con l’abituale, franca, diretta e disincantata esposizione.

E’ stato così ripetuto il successo di un’analoga iniziativa di due anni fa, alla biblioteca della vicina Lenno. Un’ulteriore testimonianza che la passione delle due ruote e per i suoi protagonisti è sempre viva, partecipata con il famoso musicista, cantante e scrittore folk, anima e icona del Lago di Como e non solo, Davide van de Sfroos, al secolo Davide Bernasconi, appassionato di ciclismo, che non ha voluto mancare di portare il proprio saluto e complimentarsi di persona, con la gentile signora, con i protagonisti e gli organizzatori della serata e si è intrattenuto, scherzando, con il suo “collega” @Ricvanmagren alla trattoria San Giovanni. E’ il luogo deputato dove, abitualmente nella zona, si ritemprano le forze dopo avere pedalato (o semplicemente parlato), grazie al richiamo esercitato dagli speciali spaghetti allo scoglio di lago, ovviamente, quel ramo del lago di Como che presenta sempre affascinanti vedute, pure serali, con l’illuminata isola Comacina e il magnifico campanile di Ossuccio. Uno spettacolo nello spettacolo, magari da proporre, sulle orme del passato, anche in un prossimo tracciato di un Giro di Lombardia. Tempo al tempo…

(foto di Federico Viotti)

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