L'ultima idea di Fanini: voglio fare un reality sul ciclismo
| 21/10/2006 | 00:00 Ivano Fanini, patron di Amore & Vita Mcdonalds, ha in progetto di mettere a disposizione i suoi corridori per realizzare il primo reality show sul ciclismo professionistico. Tutto il suo staff ci participerà, a partire dai direttori sportivi, l'ex campione Pierino Gavazzi, e Roberto Pelliconi, entrambi con una grande esperienza nel mondo del ciclismo.
Fanini mette a disposizione uno splendido ritiro immerso in un paradiso che può ospitare 24 ore su 24 una trentina di persone. “Voglio proporre anche a Mario Cipollini, dall’alto della sue esperienze, di entrare a far parte di questo progetto. In tal caso, sarei pronto a rivedere le mie richieste di risarcimento a suo carico per non aver rispettato il contratto che gli imponeva di concludere la carriera nella mia squadra - spiega Fanini -.
Questo progetto innovativo e inedito arriva dopo una riunione che aveva per oggetto il bilancio di fine stagione 2006 che è stato assai deludente. Infatti, non era mai accaduto nella storia che il team avesse un rendimento così scarso in termini di risultati. Pur portando avanti una concreta linea antidoping al proprio interno, abbiamo sempre ottenuto da 10 a 20 vittorie l’anno, stavolta ci siamo fermati a tre successi. Va sottolineato che, nella maggior parte delle competizioni, riuscivano a concludere le gare solo 2 o 3 atleti. La mia volontà che i ragazzi finiscano almeno la corsa entro il tempo massimo sembra addirittura eccessiva perché la giuria ed i direttori di corsa invitano i corridori staccati di pochi minuti dal gruppo a ritirarsi dalla gara. Invece si dovrebbe incentivare e stimolare quegli atleti che comunque sono determinati ad arrivare fino in fondo. Infatti è triste vedere che al traguardo, di solito, arrivano da 20 ad un massimo di 50 corridori su oltre 150 partenti. Capita addirittura in alcune gare che le ammiraglie siano costrette ad uscire dalla corsa perché i propri atleti si sono ritirati tutti. Le corse perdono di valore ma soprattutto non si ha la possibilità di vedere i reali rendimenti degli atleti che vengono fermati dopo nemmeno metà gara non appena accusano pochi minuti di ritardo dai primi. Siamo arrivati al punto che, a eccezione dei grandi eventi, gli appassionati vanno più volentieri alle partenze che agli arrivi, in quanto spesso essi sono una vera desolazione. Questa situazione è diventata insostenibile – tuona Fanini – non posso pretendere che vincano se davvero sono puliti (anche se soltanto su pochi di loro metterei la mano sul fuoco, ndr) ma se quanto affermano i miei ragazzi è vero, allora propongo un reality show in cui si metta a nudo il ciclismo in tutti i suoi aspetti, dall’allenamento alla vita da corridore, dalla preparazione medica all’alimentazione, dalle strategie di gara fino al culmine della corsa vera e propria. Il ciclismo è uno sport che meglio di altri rappresenta la metafora della vita, dove si ottengono risultati e successo solo se si fanno veri sacrifici, se si lotta contro le difficoltà fisiche e psicologiche, se si fa una vita regolare. Ma l’interesse maggiore di un reality sul ciclismo attuale è sicuramente rivolto al doping. Tutti gli scandali che si susseguono dimostrano che oggi si compete e si vince quasi esclusivamente grazie ai medicinali dopanti ed è quindi significativo far vedere al mondo che i corridori spiati 24 ore al giorno, una garanzia di pulizia, non possono in nessun modo fare risultato o addirittura non arrivare a finire le corse pur essendo dei talenti. Questo progetto, sul quale mi sto impegnando moltissimo affinché si possa concretizzare prima possibile, sarebbe anche un reality educativo per le future generazioni e farebbe riflettere il pubblico perché diventerebbe una vera prova di quanto sia falsato il mondo del ciclismo e dello sport in generale. Negli ultimi anni il reality ha invaso quasi completamente i palinsesti tv e questo si sta tramutando in una crisi del settore ma la particolarità di un programma che mira a dimostrare quanto il doping attanagli e condizioni il ciclismo oggi sarebbe avvincente. Sono convinto che sia la chiave di un grande successo, nettamente sopra l'interesse destato dal reality Campioni che seguiva il torneo di calcio in eccellenza" conclude Fanini.
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