LIBRI | 10/11/2015 | 07:31 Svariava, sconfinava, sgasava. Sui tedeschi, per esempio: “Ce n’era uno appassionato di ciclismo col quale ho chiacchierato del Giro d’Italia. Mi ha detto che dalle loro parti la bicicletta non è stata ancora inventata e quando torna su pensa di poter fare un sacco di soldi brevettando quell’idea del pedale legato alle ruote. Ha voluto sapere della moltiplica e del sellino anatomico perché pare che loro non siano fatti esattamente come noi, ma abbiano qualcosa di diverso proprio dalle parti del sellino. A me non interessava tanto questo argomento perché tra l’altro avrei anche fatto la figura del finocchio e, sai bene, coi tempi che corrono quanto sia difficile sganciarti da quel giro. Gli ho fornito tutti gli indirizzi utili, da Anquetil a Dezan perché potrebbe mettere insieme un baraccone tipo Tour e venirne fuori bene”.
Beppe Viola: 34 anni dopo, rinasce “Vite vere compresa la mia” (Quodlibet, 288 pagine, 17 euro), in versione maggiorata grazie ad altri sette testi pubblicati da “Linus”, più un’introduzione di Stefano Bartezzaghi e una nota di Gino Cervi. Stessa copertina (di Altan), stessa prefazione (di Enzo Jannacci), stesso surrealismo e umorismo, stessa libertà ma anche stesse regole, ferree, prima fra tutte quella di non annoiare, tediare, intristire i lettori, e seconda, alla larga dai luoghi comuni, dalle frasi fatte, dagli attacchi loffi, dai finali scontati. E invece denunciare, ma con eleganza, lamentarsi, ma con ironia, e scherzare, ma con serietà. Svariando, sconfinando, sgasando.
“Vite vere compresa la mia”, nonostante i 34 anni, non invecchia, anzi, ha il dono di rigenerarsi, è ancora all’avanguardia, e continua a stupire, sorprendere, calamitare. “Quando vengono al mondo i bambini ricchi parlano già quattro lingue, sono abbronzati e hanno le mèches”. “Mia madre era una donna eccezionale. Lo capii una mattina quando venne a svegliarmi dicendo: ‘Fuori c’è una neve mai vista, fa un freddo cane. Fossi in te non andrei a scuola oggi. Meglio un asino vivo che un professore morto’. L’asino è vivo e vegeto, modestamente”. “Per fortuna c’è qualcuno che mi vuol bene. Purtroppo non si tratta né di Faye Dunaway, né di Gianni Agnelli”. “I giardinetti di viale Argonne servono a tenere insieme la nebbia fino all’alba e anche più in là”. “Ditemi se non è il caso di prendere tutti quelli che fanno gli spiritosi sui 90 minuti domenicali e mandarli in Siberia a vendere gelati”. “Ho trovato un macellaio che è la fine del mondo. Pensa che ammazza i vitelli a baci e carezze perché la carne sia più tenera”.
Giornalista sportivo, Viola era molto di più e molto d’altro, anche se sua madre sosteneva che fosse “buono a nulla, capace di tutto”. Capace di saltare da un cross a una volata, da Ugo Tognazzi a Cochi e Renato, da Moser a Borg. Trovava il tempo per scrivere e giocare, per una moglie e quattro figlie, per la Rai e un’agenzia modestamente ribattezzata marchettificio, per vagare sui Navigli e sfogarsi su un panettone, per stabilire il nuovo record mondiale di colesterolo o quello personale sui due centimetri. Era un seigiornista, quando le seigiorni duravano sei giorni e sei notti, ma il settimo giorno e la settima notte continuava a pedalare, a piedi o in macchina, sulla tastiera o in tribuna, a San Siro o in corso Sempione. Fuori dagli schemi, tra bianchini e boeri, tra clanda e rebongista, tra fresca e rebonza (c’è anche un utile glossarietto, per chi non conosce i termini). Beppe Viola è morto addirittura 33 anni fa. Ma la sua vita vera va avanti. E svaria, sconfina, sgasa.
Quanto mancano, al giornalismo ma non solo, personaggi come lui.
post mortem
10 novembre 2015 15:07siluro1946
Durante una Sei giorni, milanese, chiese a Saronnni del perché i ciclisti non avessero nomi nobili o altisonanti, sottintendendo il basso livello economico e culturale degli stessi. Non avendo più letto niente, che portasse la sua firma, potrei sbagliarmi, ma queste continue celebrazioni, post mortem, mi sembrano eccessive e forse inopportune, data la mancanza di sensibilità della persona.
La classe n'est pas de l'eau
10 novembre 2015 15:34Bartoli64
Che bellissimo ricordo (anche questo) scritto dal Dr. Pastonesi per l’indimenticabile Beppe Viola, ed ha ragione piena Tarango nello scrivere che personaggi come lui mancano e non solo nel giornalismo.
Beppe Viola, però, era un autentico fuoriclasse nella sua professione e di fuoriclasse veri, si sa, ne nascono solo uno ogni tanto.
Un giornalista arguto, competente, appassionato e con un innato dono, quello dell’ironia, che sapeva utilizzare in maniera impeccabile, sempre amabile, opportuna e spesso divertente.
Il suo punto debole? Uno solo: Evaristo Beccalossi, famoso centrocampista dell’Inter, un’autentica croce e delizia per lui, ma al quale non risparmiava critiche costruttive e sempre condite con la sua incredibile verve ironica.
Mi ricordo poi di una domanda che un lettore gli pose in una rubrica di corrispondenza che Beppe Viola aveva in un settimanale per ragazzi. La domanda era più o meno questa:
“Beppe, si fa un gran parlare di calciatori stranieri da acquistare per farli giocare nelle squadre italiane, ma mai del contrario. Secondo te perché”?
Risposta di Beppe Viola: “Perché nessuno se li compra”!
Una classe giornalistica unica, assolutamente e splendidamente unica…
Bartoli64
P.S. Dr. Pastonesi, non faccia caso al post qui sopra.
Il Siluro è fatto così, le tira fuori come se le sente, senza pensarci troppo, esattamente come fa in bagno.
Si, insomma, lui è un tipo molto più "intestinale" che cerebrale.
xbartoli64
10 novembre 2015 17:31siluro1946
Non entrare mai nel merito, ed insultare è tipico in chi non ha mai argomenti, se non ricorrere alle elencazioni delle attività a cui ricorre più frequentemente nell'arco della giornata.
Siluro stai bravo!
10 novembre 2015 19:15Bartoli64
Entrare nel merito? Per cosa e con chi poi? Per uno come te?
Uno che le spara generalmente così nauseanti senza avere neppure la decenza di tirare almeno lo sciacquone!?
Di tutta la storia professionale di Beppe Viola tu non sai nulla, e nemmeno ti sei guardato dallo scoregg(beep) un tuo senile e chissà quanto confuso ricordo di un’intervista poco ortodossa fatta a Beppe Saronni (che oltretutto è sempre stato di risposta pronta e non le ha mai mandate a dire), per di più criticando pure il lavoro di un autentico cantore del giornalismo sportivo come il Dr. Pastonesi.
Entrare nel merito… ma torna nel water closed e chiudi per bene la chiave piuttosto!!
Bartoli64
xbartoli64
11 novembre 2015 08:57siluro1946
Il suo linguaggio la qualifica, continui a diffondere la sua eccelsa cultura nei luoghi, che noto lei evoca continuamente. Mi meraviglio solo che il mediatore dia l'ok a certi commenti, volgari e senza contenuti.
P.S. - Anche se solo al bar, ed in tarde serate, dopo la chiusura del giornale ho conosciuto, e spesso discusso con il dott. Viola. Di sicuro non avrebbe gradito il suo linguaggio e la sua arroganza. Non è mai stato sostenitore del pensiero unico.
Io invece...
12 novembre 2015 15:37Bartoli64
… frequentavo lo stesso circolo culturale di Gianni Brera, ed ai tuoi commenti (finti perbenisti) avrebbe risposto: “ma va da via i ci*p”! (vabbè mi hai capito).
Beppe Viola non era un sostenitore del pensiero unico? Strano, ma non era invece uno che (a detta tua) mancava di sensibilità?
Non ti pare dunque un po’ "stridente" con quello che affermi nel tuo ultimo commento? Ma quante czte scrivi!
Bartoli64
P.S. invece di raccomandarti al moderatore per i miei post, vergognati di tutte le panzane che racconti! Quelle si che hanno un contenuto vero?
Ma guarda te che razza di elemento…
barzellette
12 novembre 2015 18:09siluro1946
Frequentatore di Circoli Culturali!!! Nel locale in fondo a sinistra con il simbolo dell'omino. Faccio il copia incolla ed invio alla "Settimana Enigmistica" per la "Barzelletta della Settimana", prometto che devolverò il sicuro premio in beneficenza.
Mah, fino a prova contraria...
12 novembre 2015 19:31Bartoli64
… le migliori barzellette (come le migliori panzane) sono solo le tue caro Siluro sempre fuori bersaglio.
Secondo una delle ultimissime che hai sparato, ed esempio, le porte della Nazionale a Mareczko sarebbero precluse in quanto “bresciano”(!?)
In ogni caso - e te lo anticipo già - il corridore della Southeast alle prossime Olimpiadi proprio NON andrà visto che il tracciato proprio non si addice alle sue caratteristiche.
No sai, te lo faccio presente prima che ne spari un’altra delle tue da qui a Rio e fai così la tua ennesima por** figura (e sempre complimentoni per la competenza dimostrata oltre che per il leggerissimo campanilismo).
In ogni caso l’ultima porta in fondo a dx (quella con il simbolo dell’omino) è sempre li che ti aspetta però - e te lo ridico - tira almeno lo sciacquone!
Bartoli64
x bartoli
13 novembre 2015 09:14siluro1946
Tanta stupidità in "poco" spazio è cosa rara. Passo e chiudo.
Per il "silurato"
13 novembre 2015 13:13Bartoli64
Ovviamente ti riferisci a tuoi stupidissimi (perché di dimostrata stupidità) post.
Stai bene così...
Bartoli64
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