DELL'ACQUA. La bici, il trapianto, la vita. GALLERY
STORIA | 20/08/2015 | 08:32
E’ una storia, fra molte e di vario genere, dove la bicicletta gioca un ruolo importante quella di Enrico Dell’Acqua, vitalissimo “giovanotto”, classe 1942, comasco di Cermenate. Il legame con la bicicletta è sempre stato vivo e costante, diciamo nel solco di passionalità definibile come normale, sin dalla giovinezza e nel periodo della maturità che l’ha visto impegnato nell’attività professionale quale dirigente industriale.
Nel 1999, “nell’altro secolo” scherza Enrico Dell’Acqua, è costretto ad affrontare il trapianto del fegato. E’ la data di una svolta importante della sua vita, la “sua nuova vita” la definisce. E’ un’evenienza oltremodo impegnativa che lo determina e lo motiva, con sempre crescente convinzione, a dimostrare che un trapiantato non deve vivere nella paura ma una persona che, per la maggioranza dei casi, può condurre un’esistenza normale e, per certi aspetti, sottolinea “straordinaria”.
Ecco che qui entra in gioco, con un ruolo importante, importantissimo e per molteplici motivi, l’amata bicicletta da corsa che rappresenta e racchiude un nuovo orizzonte per Enrico Dell’Acqua. E anche attraverso la pratica della bicicletta vuole dimostrare la possibilità di normalità per coloro i quali abbiano vissuto l’esperienza di un trapianto non con lo spirito del fenomeno ma con quello di un testimonial di “normalità”.
Con cautela, gradualità, moderazione e opportuni controlli, partecipa a manifestazioni ed eventi di rilevante spessore nel settore del ciclismo amatoriale e, tanto per citarne alcuni, oltre dieci edizioni dell’amatissima Maratona delle Dolomiti, sette Nove Colli, la Bergamo-Roma, la Felice Gimondi e varie edizioni dei mondiali per trapiantati, dall’edizione australiana a quella svedese. Particolare soddisfazione ha tratto dalla doppietta Gavia-Stelvio scalati nella medesima giornata. Le sue palestre d’allenamento, quasi quotidiane, sono le vicine salite di Brunate e del Monte Bisbino che, in tema di pendenze, non scherzano di certo e sono pari alla bellezza del panorama che riservano su Como e il suo lago. E’ impegnato con gli amici di Cento Cantù in varie iniziative, soprattutto nell’ambito delle due ruote, che hanno al centro l’ambiente del ciclismo con la collaborazione all’organizzazione locale del classicissimo Giro di Lombardia.
Indossa sempre la maglia “Trapianto è vita” ed è impegnato con costanza e particolare passione con le associazioni dei “colleghi” e, fra questi, sono compresi anche giovanissimi, anche dei bambini in età prescolare alcuni dei quali “gareggiano” (virgolette d’obbligo) con biciclettine munite di rotelle stabilizzatrici.
Dell’Acqua raccomanda sempre, primo a se stesso, che l’impegno deve essere commisurato alle capacità e all’allenamento e deve sempre costituire un’espressione ludica, non agonistica ad ogni costo. Tutto questo è essenziale e imperativo per essere in linea con lo spirito dell’impegno e della salute, un bene d’apprezzare e preservare con ogni mezzo, pedalando con responsabilità.
g.f.
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