I VOTI DI STAGI. MARTINELLI NON SI ARRENDE, CONTADOR LO SA
GIRO D'ITALIA | 24/05/2015 | 20:43 di Pier Augusto Stagi
Mikel LANDA. 9. E’ tutto il Giro che sta svolgendo un lavoro di grandissima qualità, rimanendo tra l’altro in zona podio, visto che è quarto a poco meno di cinque minuti. Si adopera per agevolare il lavoro di Aru e nel contempo per fiaccare le forti leve di Contador. Alla fine va a prendersi l’applauso per una vittoria più che meritata, con la benedizione di tutti. Perdere oggi sarebbe stata una vera beffa. Dopo il tanto lavoro, è il giusto riconoscimento in un giorno importante per il Giro e per la Spagna: oggi sessant’anni fa la prima vittoria spagnola al Giro d'Italia. Correva l’anno 1955: Frascati-Frascati (decima tappa), vittoria di Bernardo Ruiz Navarrete.
Yuri TROFIMOV. 8. Il 31enne corridore russo lotta, soffre e per poco non arriva a ottenere un grande colpo. Per quello che hanno fatto oggi, però, era giusto che vincesse un Astana.
Alberto CONTADOR. 10. Sprinta a Pinzolo anche per un traguardo volate. Sono 2” di abbuono per far capire a tutti, soprattutto ad Aru e compagnia, che nonostante il loro impegno, lui sta talmente bene che è pure disposto a fare qualche scattino. Poi nel finale risponderà da par suo agli scatti di Fabio e Mikel. Lo spagnolo che non è solo un uomo squadra, ma fa da solo il lavoro di tutta la sua squadra, risponde colpo su colpo. Poi decide anche chi è meglio che vada a vincere. Decide di non ammazzare il Giro. Grazie.
Giovanni VISCONTI. 8. Se alle sue spalle non ci fossero gli Astana che giustamente fanno la loro corsa e il loro gioco, oggi la fuga sarebbe arrivata e lui, molto probabilmente, avrebbe portato a casa qualcosa di più. Si consoli, è sempre lì nella top ten, non è poco.
Andrey AMADOR. 8. Il costaricano ha già vinto una tappa al Giro, proprio a Cervinia, dove torneremo venerdì. Lotta come un leone, perde qualcosa solo nel grande finale degli Astana contro Contador. Un solo sogno: Andrey sul podio.
Fabio ARU. 8. Altri al posto suo e al posto loro, non muoverebbero più un dito. Non sono mica tonti: sanno perfettamente che questo Contador lo può battere solo la malasorte. Quindi, tanti al posto loro correrebbero solo per difendere il secondo posto. Invece lui e i suoi ragazzi cercano di far saltare il banco con una condotta di gara intelligente e audace. Se non ci fossero loro, altro che noia.
Beppe MARTINELLI. 8. Se i suoi corrono così, il merito è suo. Contador oggi voleva vincere, ma lo spagnolo non voleva che a vincere fosse Fabio. Alla fine tra i due litiganti ha vinto Landa. Voto alto a Beppe perché conoscendolo avrebbe attaccato anche di più e con maggior foga, soprattutto lungo la discesa del Daune, che non è affatto semplicissima. Ma il tecnico bresciano deve aver pensato: non posso mandare al massacro i miei ragazzi a una settimana dalla fine. Una cosa è certa: Beppe ci proverà ancora. E Contador lo sa.
Rigoberto URAN. 3. Bastano la delusione e la sofferenza dipinte sul suo volto, che diventa maschera. Non si può infierire. Ha vissuto una delle giornate più dure della sua carriera.
Richie PORTE. 2. Anche per il tasmaniano vale lo stesso discorso fatto per il colombiano. L’osservazione di ieri ve la ripropongo oggi: è da gennaio che questo ragazzo corre con grandissimo profitto, era pensabile che potesse competere al Giro?
Leopold KONIG. 7. Arriva a un minutino, fa una grandissima gara, tenendo alto il morale della truppa Sky. Grande. In tutti i sensi.
Ivan BASSO. 3. Per quello che ha detto nel dopocorsa, per come l’ha detto, per la sua onestà intellettuale meriterebbe un 10 in pagella. Per come non sta correndo questo Giro penso che questo voto se lo sia dato lui stesso. Lo conosco da troppo tempo e lo stimo come pochi altri, ma vederlo pedalare così mi fa male. Molto male.
Davide FORMOLO. 5,5. È giovane, tanto giovane, e deve imparare anche a prendere delle grandi musate. Il bimbo oggi la prende, anche se non è durissima. Arriva a 8’ minuti, con Cunego (caduto) e Uran. Al bimbo chiedo solo una cosa: nei prossimi giorni, un altro numerino dei suoi. Tanto per godere ancora un po’. E chissenefrega della classifica.
Dario CATALDO. 4. Male nella crono, male anche oggi: ha dato molto nei primi dieci giorni e ora paga qualcosa.
Rino PARMEGGIANI e Werther SCAGLIONI. 10. Dopo aver svezzato e accudito generazioni di corridori - ancora oggi fanno parte dello staff di Orfeo Casolari, storico cambioruote targato Selle Italia – oggi hanno soccorso lungo l’ascesa verso Folgaria la squadra di tuttobiciweb. Una macchina trasformata in cambusa, con dentro ogni ben di Dio, è stata alleggerita da tre indemoniati. Salami, salamella, culaccia, lonza, formagelle di ogni tipo, prosciutto, prosecco e per finire un Brugnolino da applausi come digestivo. A questi due angeli custodi, il nostro ringraziamento incondizionato. E un appuntamento al più presto.
Direttore non avrei saputo dirlo meglio: vederlo pedalare così fa male. Duole tra l\'altro osservare che purtroppo l\'ultima volta che lo si è visto pedalare veramente bene è stata la tappa dello Zoncolan al Giro 2010. Comunque un grande
Martinelli darei un 5
25 maggio 2015 08:20Leonardosca
Personalmente non condivido la tattica dell’Asta adottata negli ultimi 25Km. Cosa dire….. se Contador non ha squadra, poco importa tanto ha l’Astana…….. A meno di 25 Km dal traguardo erano riusciti ad isolarlo dai propri compagni, e rimaneva ancora da percorrere 10 Km in una vallata con leggere pendenze a salire prima di attaccare XXXXXXXX di Campiglio con 5 Astana nel gruppetto. Perché allora tirare? Una volta isolato Contador si attacca. Lada ha 4:40” in classifica, sono tanti si, ma se lo avesero fatto scattare ai meno 20 Km assieme a Tiralongo oppure assieme a Rosa? Non avrebbero allora messo Contador un po’ in difficoltà? Cosa avrebbe fatto? O lo si metteva in condizione di lavorare a fondo da solo e molto più facilmente attaccabile poi nel finale da Aur, oppure se lo lasciava andare, dava la possibilità a Lada di recuperare sostanziale terreno in classifica.
Ma forse sono io che vedo un altro ciclismo….
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