GATTI & MISFATTI. NON ESALTIAMOCI, È UN ROSA PALLIDO

GIRO D'ITALIA | 22/05/2015 | 18:42
di Cristiano Gatti     -     

Mi dissocio. Questo non è più Giro. Lo so da me, non c’è bisogno che i pedanti degli almanacchi vengano a ricordarmi tutta la lista di incidenti e accidenti storici, ma qui siamo ben oltre. Troppo oltre. Comincio a pensare che servano più gli stunt-men dei ciclisti.

Mentre la gara regolare finora si è giocata sul filo degli abbuoni e dei secondi, la classifica è letteralmente stravolta e falsata dai sinistri. Ma cos’è, Survivor? Non voglio fare una lista troppo dettagliata e noiosa. Solo un rapido ripasso dei veri eventi sin qui registrati, realmente decisivi: a Genova compare in gruppo un idiota con la bici a scatto fisso, a Castiglione un fotografo dilettante abbatte mezzo gruppo e rischia di mandare a casa Contador, a Forlì Porte fora a sette dal traguardo e poi ha la bella pensata di farsi aiutare dall’avvesario Clarke, ora la caduta di Jesolo che attarda Contador e affossa del tutto Porte, regalando la maglia rosa ad Aru. Prego notare il dettaglio: la caduta avviene a tre chilometri virgola dalla fine, cioè pochi metri prima della famosa neutralizzazione dei tempi, questo per dire fino a che punto questo Giro sia segnato in modo sadico e beffardo dal destino.

Ricapitolando: è pur vero che le cadute e persino i cretini fanno sempre parte della corsa, purtroppo, ma in questa edizione 2015 siamo oltre ogni immaginazione. Sembra vadano in strada solo gatti neri. Tutti in maglia Astana, tra l’altro. Perché è un fatto: soltanto ad Aru finora è andato tutto bene.

Di fronte a un simile quadro, mi sembra non ci sia proprio niente da festeggiare. Non è così che l’Italia sogna Aru in maglia rosa. Noi di questa nazione abbiamo mille difetti, ma non siamo sciovinisti e partigiani da quattro soldi: sappiamo pesare gli avvenimenti. E benchè ci piaccia molto vincere, ci piace vincere con le proprie gambe. Non sulle disgrazie altrui.

Allora mettiamola così: ci teniamo la maglia rosa, perché di certo non l’abbiamo rubata. Questo è sicuro. Ma per piacere evitiamo di festeggiare con toni enfatici. Non ce la siamo guadagnata, ce la siamo trovata per caso. A poco vale il discorso che certi geni buttano subito lì sulla prontezza di Aru, sulla sua astuta posizione in gruppo, come se Contador fosse un mezzo interdetto che sta nelle posizioni pericolose. Non scherziamo: la casualità di questi sinistri è micidiale, stavolta premia Aru (che certo fa bene a stare davanti) e castiga Contador (che comunque è a pochi metri di distanza). Danni e vantaggi li decide il caso, non facciamola più teorica e strategica di quanto non sia. E voltiamo pagina. Conviene.

Purtroppo, il Giro povero ma bellissimo, combattuto dai big tutti i santi giorni, si sta lentamente trasformando in una ruota della fortuna. Bravo, proprio bravo Aru a non lasciarsi andare con le euforie. Lui stesso, sono certo, sogna un altro genere di maglia rosa. Lo stesso che sogno io e che sognano gli sportivi sinceri. E’ quella che bisogna inseguire a tutti i costi, battendo il mito di Contador. E se alla fine non sarà maglia rosa, sarà comunque un secondo posto dietro il grandissimo. Cosa te ne fai di una maglia persa dagli avversari in un mare di scalogna?

Un timido brindisi, nel pudore generale, e chiudiamo subito qui la festa. C’è tutta un’altra storia da costruire, diversa e migliore. Già salvare la faccia nella folle megacronometro del prosecco, per quanto mi riguarda, sarebbe un vero trionfo per Aru. Più di questa strana maglia, di questo rosa così pallido.
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COMMENTI
Non esageriamo....
22 maggio 2015 19:51 fav1
"Ce la siamo trovati per caso".... Un par de ciufoli.....

Essere dopo una settimana di giro dura come questa a 3 o 14 secondi da contador non penso sia una cosa banale che ti "cade addosso" senza accorgertene ... Io brinderei a champagne altroché....

Non mi pare che al tour 2014 abbiate sminuito la vittoria di Vincenzo fatta con le medesime casualità oggi in discussione!

Il vincitore non è solo il più forte... È anche il più capace a restare in piedi e ad aggirare la mala sorte!

euforia
22 maggio 2015 19:51 andy48
D'accordo con Gatti, che dice quello che io, e probabilmente altri, ho pensato alla fine della tappa. E cioe', bene per la maglia ad Aru, ma non era proprio questo il modo migliore di guadagnarsela. E nessuno, dico nessuno (almeno durante il processo alla tappa), e' riuscito a pronunciare due parole in questo senso. Mi sembra un po' strano e meschino...

Mi sembra che
22 maggio 2015 19:54 canepari
fino ad ora “il Tamburino sardo” non abbia rubato niente. E’ per caso colpa sua se non è ancora andato per le terre? Io, dissentendo da Gatti con convinto gusto, penso che, pur mostrando Fabio qualche piccolo segno di sofferenza, un po’ di festa (modesta ma convinta) si possa anche fare, non fosse altro perché domani partirà con la maglia rosa che tutti sanno essere un qualcosa in più per il morale. Anzi sono convinto che non farà una brutta cronometro. Una cosa è certa Fabio Aru lotterà fino alla fine del Giro, e questo piace ai tifosi. Così come piace lo stoicismo, la visione di corsa e la classe del suo principale avversario. Da parte mia ho comprato un barattolo di “vinavil” e penso che in questi prossimi giorni mi incollerò davanti al video.

critica
22 maggio 2015 19:59 lukabullo
Però quando ha vinto Nibali per la sfortuna degli altri, tutti contenti vero?

giustissimo
22 maggio 2015 20:36 terry
Grazie di questo bellissimo articolo!L'unico appunto(sommessamente) è quel "mito" davanti al nome di Contador......forse ho interpretato male io,ma personalmente ritengo che sia un Campione ......Quanto ad oggi,se non ci fosse stata la decisione(obbligata) dell'altro giorno sulla bici data da un avversario,credo che per pochi metri e considerando la pioggia incessante fin dalla partenza,forse la giuria avrebbe potuto anche chiudere un occhio.....Che vinca il migliore,ma sul serio.

22 maggio 2015 22:12 BARRUSCOTTO
GIANCARLO FERRETTI UN GIORNO DISSE AI SUOI CORRIDORI UN CORRIDORE FORTE NON CADE MAI NON SI AMMALA MAI

TRADUCIAMO
22 maggio 2015 23:17 memeo68
Cristiano, concedimelo.........Gatti voleva dire che: Aru sta facendo uno splendido Giro, Contador è in questo momento il \"padrone\" del Giro, Porte un pò se l\'è cercata ma ha anche avuto una sfiga mostruosa ma.......nel momento i cui Aru evidezia preoccupanti segni di flessione gli capita questa evidente botta di "fortuna" che lo porta in Rosa. Tutto qui. Poi la terza settimana chiarirà tutto.......come sempre

domani occhio alle moto
22 maggio 2015 23:50 pickett
Nel recente passato,in casi come quello di oggi,con una caduta appena prima dei 3km,la giuria aveva annullato tutti i distacchi.Vedi il Tour dello scorso anno,e la Vuelta di 2 anni fa(quando il graziato fu Pozzovivo).Con un minimo di buon senso,oggi si sarebbe dovuto fare lo stesso.A me sembra che ci sia un vento favorevole ad Aru.Invito tutti gli appassionati ad osservare a quale distanza si terrà domani la moto che precederà Aru,e a confrontarla con la distanza a cui si terranno le moto che precederanno gli altri corridori.Se Aru dovesse,come temo,disputare la cronometro dietro derny,questo Giro sprofonderebbe nella vergogna e nella farsa totale.

Ricodare Colli, il valore di Nibali ed il "Ferretti-pensiero"
23 maggio 2015 09:23 Bartoli64
A me l’articolo è piaciuto nei contenuti e nei concetti che voleva esprimere, anche se ha le sue brave “provocazioni” giornalistiche ed anche se, nella frase in cui parla del fotografo di Castglione, manca clamorosamente una frase del tipo: E FRANTUMA UN BRACCIO A DANIELE COLLI (perché va ricordato chi è la vera vittima di quel disgraziato incidente).

Quanto a quello che ha scritto lukabullo c’è da dire che quando Nibali ha vinto il Tour (molto più per meriti suoi che per la sfortuna degli altri) aveva già dimostrato di essere il padrone della corsa, fermo restando che non aveva mai perso un colpo né prima e né dopo e che, oltre alle vittorie di tappa, la sua costante presenza in testa al gruppo sulle grandi montagne, così come le sue prestazioni a cronometro, non hanno mai lasciato spazio a dubbi sul suo superiore valore atletico in quello stesso Tour.

Purtroppo non è colpa sua se Froome non sa stare in piedi sul pavè e neppure se Contador ha la brillante idea di prendersi un gel dalla tasca in una discesa bagnata, piena di dossi e mentre scende a più di 60 km/h, o sbaglio?

Interessante poi la citazione riportata da Barruscotto e che, nell’essenza del “Ferretti-pensiero”, sta a significare che un vero Campione (oltre a saper correre, saper mettere le ruote nei punti giusti, saper conservare sempre la massima concentrazione in gara e scrupolosa attenzione nella cura del proprio fisico) batte anche la sfortuna.

Un concetto molto duro quello che esprimeva il noto “Sergente di Ferro”, è vero, ma che ha il suo innegabile fondamento.

Bartoli64

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