CARO TINKOV, PENSA NUOVO E DICE COSE VECCHIE

APPROFONDIMENTI | 01/04/2015 | 13:16
Ha ragione Oleg Tinkov, qualcosa o più di qualcosa nel nostro mondo a due ruote non funziona. Ha ragione il tycoon russo a dire che il ciclismo deve guardarsi nel profondo, altrimenti non andrà molto lontano. Ha ragione a parlare di costi da ridistribuire e di corse da confezionare in maniera più moderna. Tutto bene, ma quello che dice non ha nulla di innovativo. Per le dirette fiume che sono più un danno che altro, molto modestamente tuttoBICI l’ha scritto più e più volte, tanto da beccarsi gli strali di chi questo tipo di televisione l’ha pensata e la propone da anni.

Ha ragione Tinkov a sostenere che “il mondo del ciclismo deve cambiare o rischia di morire soffocato dagli scandali”. Ha ragione anche a dire che “il reddito del ciclismo deve essere ripartito fra organizzatori e squadre e bisogna lavorare con le tv per offrire uno spettacolo sempre più un interessante”. E non gli si può dire assolutamente nulla quando sostiene che “dobbiamo trovare un modo per interessare il pubblico durante le tappe o le corse lunghe e noiose. Abbiamo probabilmente bisogno di rendere le dirette più brevi – spiega sempre Tinkov -  o iniziare a mostrarle più tardi, quando c'è la battaglia finale”. Sbaglia, secondo me, quando dice che non dobbiamo rimanere ancorati alla storia. Perché spesso nella storia sono custoditi documenti, relazioni e proposte.

Come quello che è stato formulato sul finire del 1992, a Milano. Quell’anno fu proposto un convegno dal titolo «Il ciclismo verso il futuro». In quell’occasione, sotto la regia del presidente della Lega Vincenzo Scotti e la fattiva collaborazione di un uomo di sport come Luca Cordero di Montezemolo, si avanzarono molte proposte, perfettamente in linea e sovrapponibili con quanto sta suggerendo il magnate russo. Il gruppo di lavoro composto da Vittorio Adorni, Moreno Argentin, Ercole Baldini, Alcide Cerato, Enrico Ingrillì, Fiorenzo Magni, Alfredo Martini, Francesco Moser e Gian Luigi Stanga misero sul tavolo diverse proposte, tra queste, esattamente quello che ventitré anni dopo suggerisce Tinkov. Questi signori, se non ricordo male, affrontarono anche molto duramente la sponosa questione data dalla titolarità delle corse in sede di Corte Europea e il responso fu inequivocabile: gli organizzatori sono gli unici titolari delle loro corse. Punto. Con questo non dico che non si possa arrivare a spartirsi i diritti tivù, ma è bene che Oleg Tinkov sappia che il mondo del ciclismo esiste da qualche decennio e se è diventato quello che è – con tutti i pregi e i difetti del caso – è per persone che non avevano l’anello al naso, con tutto il rispetto per la sua persona e per  Dave Brailsford.               p.a.s.
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COMMENTI
Non credo che il problema delle dirette sia che sono troppo lunghe
1 aprile 2015 15:44 ciclistas
Se uno non ha voglia di guardare tutta la diretta basta che guardi quanto manca e con un semplice calcolo matematico torni a guardare dal punto che desidera. Se è vero che alcune corse possono risultare in alcune parti monotone è vero anche che la monotonia è spesso riservata agli ultimi chilometri quando cioè la corsa è già "fatta". Tanto per non andar lontano mi viene in mente il Fiandre che spesso è più spettacolare dai -100 ai -40 che non dopo.
Piuttosto spesso le corse proposte in differita sono sintetizzate male proponendo sempre gli ultimi km con la corsa già fatta quando basterebbero gli ultimi 5 km inserendo invece i punti dove è avvenuta ad esempio la selezione decisiva.
Per i tratti monotoni sarebbe interessante invece inserire interviste e altri servizi particolari sulla preparazione alla gara seguita dai corridori più importanti o pezzi storici e tanto altro. Cosa che in parte viene già fatta.

saluti
Claudio Pagani

Bravissimo direttore Pier Augusto stagi per la verità su Tinkoff e Rijs.
1 aprile 2015 19:35 michelegrandi1
Nonostante tutti i milioni di euro che gli fanno spendere giornalmente senza risultati, a vedere questa foto sembrerebbe più felice Tinkov del Presidente Cookson. Probabilmente perché è stata scattata durante Vuelta e quelli erano momenti migliori su tutti gli aspetti per il miliardario russo (sia per risultati, visto che avrebbero vinto con Contador, che per la situazione economica della Russia e del rublo). Comunque, secondo me la verità la si legge anche nei commenti di alcuni blogger presenti nell’intervista di Ivano Fanini sull’Astana di Vinokourov e Nibali. Se lo si legge bene ci sono alcuni commenti davvero interessanti, quasi profetici…e soprattutto in momenti al di fuori di ogni sospetto. Chissà a chi toccherà adesso…comunque Tinkov a mio avviso ha fatto benissimo!!

Come avevo previsto....! Bravo Tinkov
1 aprile 2015 22:06 wolf84
Mi ricollego a quanto scrive michelegrandi, andate pure a rileggere il mio commento nell'intervista a Ivano Fanini sull'Astana all'interno dell'arena. Avevo detto che la prossima vittima sarebbe stata la Tinkoff di Riis e infatti...Soltanto che anche questa volta è venuta fuori la grande intelligenza di Tinkov che con colpo di classe ha cacciato la "mela marcia" ed è uscito da una situazione parecchio complicata! Vedremo cosa succederà nei prossimi giorni...

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