CARO GREIPEL, SBAGLI, IL CICLISMO È EPICA

APPROFONDIMENTI | 15/03/2015 | 17:20
Non sono per il gioco al massacro. Non mi piace vedere né il sangue né tantomeno i corridori che muoiono intirizziti dal freddo. Ma il ciclismo, uno degli sport più praticati in assoluto, non è per tutti. Un conto è l’andare in bicicletta, un altro è essere ciclisti. In un momento storico come questo dove rifioriscono le Eroiche e le corse sullo sterrato. Adesso che anche i cicloamatori si vogliono esibire sulle strade della Sanremo, della Roubaix o della Liegi, i corridori chiedono di non patire il freddo.
Facciamo un passo indietro. I corridori hanno fatto benissimo in Oman a non correre a temperature folli (50°). Fanno bene a chiedere di non dover affrontare tracciati con tante discese in condizioni estreme: tempeste di neve e temperature sotto lo zero. Quella di oggi, però, è stata una tappa regolarissima. Non me ne voglia André Greipel che ha postato un tweet durissimo, ma agli organizzatori della Tirreno non si può imputare nulla. La neve ha cominciato a cadere copiosamente solo sul finire di tappa. La frazione si concludeva in salita, dove i corridori non rischiavano praticamente  nulla, se non di bagnarsi. Lo ripeto, i corridori devono essere assolutamente tutelati. La sicurezza prima di tutto, ma vediamo di non esagerare, in gioco c’è la credibilità di uno sport che non può perdere la sua stessa essenza, che è fatta di imprese, di epica e di gesti unici che abbiano la forza di lasciare l’appassionato incantato: a bocca aperta. Il ciclismo non può diventare uno sport per impiegati, il rischio che si corre è che gli impiegati si mettano a fare ciò che i corridori professionisti non si sentono più di fare. Gli appassionati chiedono la meraviglia, se il ciclismo perde questo presupposto fondativo, loro – gli appassionati -  non seguiranno più il ciclismo ma preferiranno andare in bicicletta. Loro.

Pier Augusto Stagi



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COMMENTI
Pff il Gorilla.. Dovrebbero chiamarlo il Coniglio!
15 marzo 2015 17:56 teos
Perfettamente d'accordo col direttore Stagi! E mi meraviglio pure che certe parole arrivino da uno abituato a correre in certi climi ed in certe gare come le Classiche del Nord.

Una volta assicurata la sicurezza (scusate il gioco di parole), ed oggi lo era, chi si considera ciclista che corra, chi invece vuol fare la fighetta può sempre darsi al pallone (la consuetudine vorrebbe l'ippica ma mi sa che pure correre in sella ad un cavallo per certa gente sarebbe fin troppo pericoloso..).

ciclismo
15 marzo 2015 18:04 siluro1946
Farsi incantare? Vedendo Quintana, ho smesso di guardare la tappa. Dovrebbero fare dei test, anche estetici, prima di dare la licenza di ciclista professionista.

15 marzo 2015 19:02 Line
vero la neve e iniziata solo alla fine , ma quelli arrivati a 30 min gli avete visti ?
chiedete a loro che pensano
no a chi guarda la tele

epoca
15 marzo 2015 20:07 paree
Stagi perchè non sei stato con una scrivania all'aperto e con una macchina da scrivere come si usava 40/50 anni fà, forse avresti pensato e scritto diversamente,chiedi a chi è arrivato a 30 minuti.
Mi dispiace ma Vegni non ne azzecca una, vi siete chiesti come mai in 50 anni nessuno aveva pensato di fare un arrivo al terminillo in INVERNO, vi ricordo che siamo in inverno...

Immagino che..
15 marzo 2015 23:09 teos
..chi critica sono gli stessi che nel 1999 avrebbero preteso l'annullamento della Freccia Vallone, o magari nel 2010 avrebbero richiesto a gran voce la neutralizzazione della tappa N°7 del Giro 2010 che da Carrara arrivava a Montalcino. Anzi facciamo proprio una bella cosa, corriamo le gare nei velodromi così evitiamo ogni volta tutte queste chiacchiere, tanto per chi critica il meteo non deve essere un fattore nelle gare bensì un mero contorno..

E piove e ci si lamenta dell'acqua, e nevica e ci si lamenta per la neve, e si va per qualche km sullo sterrato e ci si lamenta del fango.. e basta! Oramai si sta arrivando ad un punto che se la gara non si svolge ad una temperatura gradevole quanto basta, sotto il sole primaverile e con il cielo sereno, ogni volta qualche pinco palla che si alza con la luna di traverso si deve sentire in diritto di afferrare lo smartphone, connettersi su qualche social network e fare presenti al mondo i suoi maldipancia.

Il ciclismo NON può essere scorporato dalle condizioni climatiche e va pertanto preso per come esso si offre ai corridori. L'unica cosa che deve tassativamente essere assicurata è la sicurezza di chi fa gara, per il resto si faccia gli uomini e non le signorine, anche in rispetto a chi questo sport l'ha reso davvero popolare e famoso nonostante corresse in ben altre (e più precarie) condizioni!

uomini
16 marzo 2015 08:00 Kamillo

Luca Panichi, che ho avuto la fortuna di conoscere, ha scalato il terminillo sotto la neve su una carrozzina !!
http://www.gazzetta.it/Ciclismo/15-03-2015/tirreno-adriatico-terminillo-luca-panichi-carrozzina-salita-vanotti-110121504921.shtml

Epica e capitali
16 marzo 2015 09:57 Bartoli64
Leggo commenti tutti (o quasi) abbastanza interessanti, ma ricordo che in seno all’UCI si è aperto un dibattito su quali siano le condizioni meteo entro le quali si possa correre ed oltre le quali proprio no.

E’ anche vero che Greipel fa i suoi interessi da velocista, mentre a Quintana, ad esempio, l’arrivo di ieri è andato benissimo.

E’altresì vero che il ciclismo è cambiato e che i percorsi si stanno un po’ troppo “estremizzando”, e bene ha fatto Paree a dire che se arrivi in inverno sul Terminillo ci stà pure che possa sorprenderti una bella nevicata.

C’è poi da sottolineare che i corridori costituiscono un vero e proprio “capitale” per le squadre, e non credo che a nessun team faccia piacere che il proprio corridore di punta, alla vigilia della Sanremo, si becchi una bronchite o vada in terra per l’asfalto semi-ghiacciato dalla neve.

Come si può dunque apprezzare la questione del contendere è molto ampia, e credo che oggi come oggi bisogni necessariamente guardare oltre i valori “epici” richiamati dal Dr. Stagi, anche perché un conto è se la “situazione epica” ti capita (es. se ti nevica sulla riviera ligure a primavera ormai entrata), un altro se proprio te la vai cercare con un arrivo un tantino “rischioso” in questo periodo dell’anno.

Bartoli64

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