CONTRI AUTOZAI. Un team in crescita che guarda al futuro

JUNIORES | 09/03/2015 | 17:21

Società storica (nel 1986 l’idea di formarla), società vincente (416 vittorie in 30 stagioni di attività, con i picchi di 36 nel 2004 e 35 nel 2014), un gruppo di amici (tanti dei 230 atleti sono rimasti legati): è la Contri Autozai Patos del presidente Gianni Tebaldo. La presentazione della squadra all’inizio della stagione agonistica è una carrellata di ricordi (nel 1987 la prima vittoria, poi le imprese di Davide Rebellin, le maglie iridate, azzurre, tricolori, rosse), gli ultimi di un 2014 fantastico col titolo italiano a cronometro e l’Europeo di Affini solo per citare le emozioni più vive. E’ la memoria di chi, assicura il vicepresidente Lucio Cordioli, «da lassù ci benedice», leggi chi ha condiviso un tratto di strada in Contri come Fausto Danese, Leonardo Massaro, Riccardo Tarocco, Andrea Milani, Beatrice Tebaldo, ma anche (ed è squisita sensibilità) persone come Roberto Girelli, Luciano Zanetti, Silvana Bassi, Renzo Girardello che tanto hanno dato al ciclismo. E’ la riconoscenza nei confronti di uno dei fondatori del gruppo, Alberto Bertolazzi, «che sta sostenendo una battaglia contro il buio della mente».


Trent’anni di attività con ragazzi di 17-18 anni rappresentano «uno spaccato di società italiana», dicono che «i giovani, le famiglie, il mondo sono cambiati», che «è cambiato il ciclismo», ma anche che «è sempre lo stesso perché bisogna sempre spingere con agilità i rapporti duri» e che «la categoria juniores è sempre più esigente». Ecco, allora, che la presentazione a Isola della Scala, è "il presente" nelle parole di Lucio Cordioli. «I ragazzi - dice - hanno sempre 17 e 18 anni, ma oggi devono sapere come ci si allena, di watt e frequenzimetro, di fondo medio e alimentazione. E fare la vita da corridori anche giù dalla bici. Allora i risultati servono a dare gioia e valore ai corridori, a verificare la bontà del lavoro svolto e ad alzare sempre più l’asticella».


Cordioli, però, guarda anche al futuro e avverte che «non deve esserci la paura di cambiare, anzi i problemi vanno affrontati con entusiasmo perché la specie che resiste è quella che si adatta al cambiamento». E oggi «il ciclismo deve prevedere corridori universali, che sappiano andare su strada, in pista, nel ciclocross, a cronometro, nel mountain bike». Ed ecco proposte per rendere più belle le domeniche del ciclismo: «Dobbiamo far sì che le gare ci siano e proporre soluzioni nuove, perché, allora, non fare due gare con lo stesso arrivo, agganciando quelle per juniores a quelle degli Under e degli stessi amatori? Bisogna aprire il calendario, unire le forze».

La Contri Autozai Patos, assicura Cordioli, «si riconosce nel grande lavoro che stanno facendo il presidente provinciale Liber e il vicepresidente regionale vicario Molinaroli», segue «con grande affetto l’impegno di Remo Cordioli nella struttura tecnica nazionale», rileva «qualche benevola riserva sulla Federciclismo che vorremmo maggiormente impegnata nei confronti del ciclismo di base e delle società».

E’ bello che la Contri, nell’occasione, abbia invitato i dirigenti delle altre società veronesi juniores (Ausonia, Assali Stefen, Sissio, Service 2000) «perché il ciclismo è una piccola famiglia, fatta di persone che non mollano mai, che si rendono felici per le piccole grandi gesta dei giovani atleti».

Lucio Cordioli sottolinea che «senza la Contri e gli sponsor non saremmo qui», fa presente che «quando il bicchiere è mezzo pieno, il presidente Tebaldo lo riempie» e avverte i corridori: «Arrivare in alto è più facile che restarci. Il difficile viene adesso. Saremo al fianco vostro e delle vostre famiglie. Siate squadra, accettate i pregi e i difetti dei compagni e contribuite a aumentare i primi e diminuire i secondi, non esaltatevi quando vincerete, non abbattetevi nelle sconfitte, abbiate sempre rispetto e stima per gli avversari, soprattutto quando vi batteranno. Questo è un periodo della vita che resterà sempre nei nostri e vostri cuori».

La presenza del commissario tecnico azzurro Rino De Candido e del responsabile regionale Trevellin testimoniano l’attenzione dei vertici nei confronti di «una società che ha tecnici preparatissimi». «La Contri è un serbatoio della nazionale», dice De Candido (e Riccardo Bassi, presidente Cage Capes Silvana, può aggiungere: «...e la Cage è il serbatoio della Contri». Molinaroli esprime il «grazie ad una società che tanto dà a Verona», mentre Liber accoglie l’invito di Lucio Cordioli a pensare al cambiamento «perché quest’anno potremmo arrivare al minimo storico come numero di gare per juniores a Verona, solo quattro o cinque». Al riguardo, Remo Cordioli ricorda che «l’associazione direttori sportivi, nel 2014, si è autotassata per organizzare 4 gare e ovviare, in parte, alla lacuna, perché tra i nostri ragazzi non devono esserci "panchinari", ma la sicurezza di poter correre sempre». E’ un tema su cui riflettere perché se le gare sono poche una delle più belle categorie del ciclismo ne esce svilita e impoverita.

 

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