BOIFAVA. «La San Geo è un patrimonio: io ci sono»

DILETTANTI | 20/02/2015 | 06:46
Davide Boifava ha una storia da corridore e manager. In verità è ancora saldamente in pista, con la sua Podium, che significa negozio e fabbrica di biciclette, ma anche moda fashion e palestra. «Ho l’età per la pensione, ma mi diverto ancora a programmare le cose e a stare vicino ai miei figli Sheila e Simone, che sono bravi e si stanno conquistando un passettino alla volta il loro spazio».
 
Il suo regno a Calcinato è un incanto. Tutto nuovo. Tutto moderno. «Tutto al passo con i tempi…», dice orgoglioso Davide, con quel suo vocione garbato, e il sorriso gentile di un signore che ama raccontare e raccontarsi.

«Però questo è un momento particolare - mi dice -, nel quale è bene ricordarsi da dove si viene, ma è fondamentale sapere dove si vuole andare. Importante è la storia, ma importantissimo è il presente: quello che va fatto tutti i santi giorni. Per questo nel mio piccolo mi sono rimesso in gioco. Se posso, do una mano. Alla mia piccola società di Nuvolento, alla mia Gavardo dove da dilettante ho corso, ma anche all’amico Gianni Pozzani, che si sbatte come un ragazzino per tenere in vita una gara importante e prestigiosa come la San Geo».
 
Davide è in gran forma. Diciamo che è anche parrticolarmente contagioso: quando ci si vede è dura poi venire via. I racconti si intrecciano, si moltiplicano e planano quasi sempre su una buona pietanza. «Ti porto in un locale storico del Bresciano: la locanda Scaiola, a Nuvolera…».
 
Qui era terra di San Marco ed in epoca napoleonica, la locanda era proprietà comunale. La “Scaiola” cominciò attorno al 1860 come stazione per il cambio del tiro delle diligenze. «Poi fu stazione anche della tramvia a vapore. Qui si sono fermati anche i soldati di Napoleone, i corrieri dell’Asburgo, le staffette dei carbonari e i garibaldini di Sirtori».
 
Quale posto migliore, carico di storia e di storie risorgimentali, per raccontarsi un po’ e parlare di futuro…
«Bravo, parlare di futuro. Sai che mi piace anche se non è facilissimo. Però mi sono stufato di pensare sempre negativo. Sai che sono un tipo pacato e non incline a proclami, ma dopo tutti questi anni di crisi e di gravi difficoltà economiche, voglio guardare al mondo in maniera un po’ diversa…».
 
Beh, Davide, a Calcinato stavi facendo fare la manutenzione ad un sistema di antifurto molto sofisticato…
«L’ho detto, non vivo in un altro mondo, il momento è difficilissimo, ma bisogna anche cercare di accontentarsi e guardare avanti con un pizzico di ottimismo. Quindi, noi come azienda stiamo andando benino. Non ci lamentiamo. E se possiamo, diamo anche una mano».

Domani sarai anche sede di partenza della San Geo.
«Esattamente. Gianni (Pozzani, ndr) è venuto da me qualche tempo fa e mi ha chiesto un aiuto. E io sono ben felice di darglielo. È importante che in un momento come questo ognuno di noi faccia la sua parte e dia qualcosa alla causa. A me piace aiutare i giovani. Amo le società di base. Per questo ho dato una mano agli amici della Gavardo e do una mano a Pozzani che è uno che ha l’entusiasmo di un ragazzino e tiene in piedi una corsa che è uno delle gemme più preziose del calendario giovanile. Per domani abbiamo anche predisposto due catering: dentro per il personale delle squadre e nel piazzale, davanti alla Podium, per i tifosi che vorranno venire alla parenza della prima corsa della stagione. Ho visto che danno tempo brutto, speriamo che non sia bruttissimo».

Si temeva qualche anno fa nel calo delle vocazioni, invece il vero problema, oggi, è trovare chi organizza le corse.
«Ho letto quello che avete scritto voi di tuttobiciweb: sono rimasti ormai pochissimi organizzatori, qualcuno ha deciso di unire le proprie forze, vedi Arona e Legnanese. Poi c’è gente come Adriano Amici, che da solo garantisce almeno dieci giorni di corsa e al quale, sinceramente, andrebbe fatto un monumento. Bene, anche per il ciclismo giovanile va fatta la stessa cosa. Io cerco di fare qualcosina, nel mio piccolo e secondo le mie possibilità. Lo faccio con il cuore per il mio territorio. Per i tanti ragazzi che ancora oggi mostrano di avere passone per la bicicletta. La speranza è che in tutta Italia ci si dia da fare per tenere in piedi un movimento bellissimo».

Intanto domani si incomincia...
«Esattamente. Si parte dalla Podium verso una nuova stagione. Verso nuovi traguardi. Verso nuovi obiettivi. Ognuno di noi corre la propria corsa. Ognuno di noi sogna di poter centrare i propri obiettivi. Ma nella vita io ho imparato che da soli non si va da nessuna parte. Bisogna lasciare in un angolo i rancori e i brutti pensieri, e darsi una mano. Chi ama il ciclismo faccia qualcosa per il ciclismo. Anche poco, ma sarà già moltissimo».  

Pier Augusto Stagi
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