PETACCHI. «Buona la prima, nonostante la bronchite»

PROFESSIONISTI | 10/02/2015 | 11:09
Capita che una squadra ciclistica scelga per gli allenamenti la costa sud della Toscana – notoriamente dal clima dolce e pre-primaverile e capita invece che alla prima uscita gli atleti in bici debbano fare i conti con il nevischio e con un freddo tipicamente invernale. La squadra alla quale ci riferiamo è il team Southeast, al cui interno figura da poche settimane Ale-Jet Petacchi, 41 anni compiuti il 3 gennaio scorso e con tanta voglia di brillare durante questa che potrebbe (ma il condizionale resta d'obbligo...) essere la sua ultima stagione di una sfolgorante carriera professionistica, iniziata nel 1996 e resa nobile dalle 172 vittorie che lo pongono al primo posto tra i ciclisti plurivittoriosi italiani in attività e al quarto nella graduatoria nazionale di tutti i tempi, alle spalle di Moser, Cipollini e Saronni.

Ed era proprio Petacchi, sei volte primo consecutivamente nella classica di Donoratico e San Vincenzo dal 2005 al 2010, una delle attrazioni della 20a edizione del GP Costa degli Etruschi, affidato alla collaudata e competente regia organizzativa del GS Emilia di Adriano Amici & C.

Come ti presenti a questa stagione ciclistica 2015?
«Le sensazioni che provo sono ottime, ho svolto un buon lavoro nei mesi passati anche se in vita mia non ho mai conteggiato i chilometri percorsi durante l'inverno in allenamento e nemmeno mi fermo a fare calcoli. Però, realisticamente, per le prime gare non posso essere molto ottimista poiché attualmente mi trovo costretto a sperare nel dio-aerosol...».

Come sarebbe a dire?
«Sto lottando contro la bronchite e mi sto curando con gli antibiotici... A casa, mia moglie e il nostro bimbo hanno preso l'influenza e purtroppo non sono riuscito ad evitare il contagio. Del resto i bronchi sono sempre stati il mio punto debole, lo sanno tutti gli addetti ai lavori del ciclismo».

Perché hai scelto il team Southeast?
«Perché è una squadra di giovani gestita senza stress esagerati, bene organizzata e nella quale potrò rivestire il duplice ruolo di uomo-faro e di jolly per le volate. A Donoratico ha vinto un bravissimo Belletti, ma anche Ponzi e Finetto, mi sono già sembrati in ottima condizione. Io sembro destinato a ricoprire il ruolo di regista in gara... magari con licenza – qualche volta! - di vincere e il 2015 potrebbe anche essere la mia ultima annata da Pro. Ma se le cose andranno bene, chissà, allora potrei prolungare la carriera...».

A proposito di giovani: un giudizio sul tuo sorprendente compagno di squadra Mareczko?
«Jakub è molto forte in volata ma dovrà migliorare le sue doti di fondo e la tenuta in salita senza snaturarsi. Quello che è accaduto a Guardini è assai esemplificativo».

Ma tu ti senti più ligure o toscano?
«Risposta difficile. Sono nato in Liguria e tuttora mi alleno più spesso sulle strade liguri, meno invase dal traffico. Tuttavia vivo con la mia famiglia a Viareggio e come ciclista sono cresciuto in Toscana, dove ho tanti amici. Diciamo che sono al 50% ligure e al 50% toscano».

A proposito di amici, quali sono i tuoi punti di riferimento più importanti?
«Michele Bartoli per me è come un fratello e con lui sto già intraprendendo il mestiere di talent scout di giovani ciclisti. Tra i tecnici sono molto legato a Giancarlo Ferretti. “Ferron” mi conosce a menadito e spesso ho bisogno dei suoi consigli. Anzi, non ho problemi a confermare che sono stati proprio Michele e Ferron a convincermi ad accettare l'offerta della Southeast dopo le opportune valutazioni. Tra i corridori ho due impagabili amici nei belgi Iljo Keisse, un pistard di valore con il quale ho condiviso l'alloggio negli anni scorsi, e il simpaticissimo Julien Vermote».

Per finire, secondo te quali sono i migliori velocisti nel mondo e in Italia, attualmente?
«Marcel Kittel, una forza della natura, è di gran lunga il numero uno mondiale, mentre in Italia il migliore mi sembra Sacha Modolo. Purtroppo non vedo all'orizzonte dei nuovi Cipollini o Petacchi e questo sinceramente mi rattrista».

Stefano Fiori, da Il Tirreno
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