TINKOFF SAXO. Contador racconta il suo Kilimangiaro. GALLERY
La partenza
L'accampamento
Ivan Basso al "foglio firma"
In marcia
Il riformimento
Tutto pronto per salire
Buon appetito
Contador, Henadez, Pires e Gomes
Contador e Pires prima della partenza
Foto di gruppo
Guardando all'insù
Il campo
In cammino
Il meraviglioso panorama
A quota 5000 metri
Il campo 4
Alberto al campo 4
Panorama al tramonto
La gioia di Contador
I massaggiatori deConinck e Cossard in vetta
Michael Rogers e Manuele Boaro
Bjarne Riis e Ivan Basso
Bjarne Riss in cammino
La salita
Siamo andati lassù...
Steven de Jongh
Ancora salita
Le tende dell'accampamento
Tosatto, Kreuziger e Majka
L'ultimo assalto
Alberto Contador in vetta al Kilimangiaro
PROFESSIONISTI | 07/11/2014 | 18:47 Alberto Contadorè tornatodall'Africadopo aver conquistatola vetta più altadella sua carriera,i5895metriKilimanjaroconil 70 per centodeimembri del TeamSaxoBank, dopo unadurasalirecinque giornisegnati daunclima rigido. «È stataun' esperienza nuovain cuitutta la squadraè stata insieme,condividendomomenti belliealcuni davverocomplicati.Il tempo nonci ha aiutato,peri primi tre giorniha piovutomolto enon avevamoil tempo di far asciugarei vestiti cheindossavamo,come le tende e i sacchi a pelo. Più chela faticao l'altitudinefisico, il problema peggioredei primi giorniè stata lapioggia». «Naturalmente,ilvero banco di provaè stata lasalita alla vettadell'ultimo giorno. Siamo passati dall'ultimo campo, che si trovaa4.600metri,fino ai 5.895di Uhuru Peak,il punto più altodel Kilimangiaro.Quel giornoci siamo alzati alle23.30per raggiungerela vettaal sorgere del sole,ma dopo tre ore ha iniziato a nevicare e si è alzatio un vento impressionante.Era difficilepensare alla vetta,ma per fortunaquando siamo arrivati più in alto il ventoci ha dato unpo 'ditreguae abbiamo deciso di provare». Albertonon aveva mai affrontato una montagna così alta. «È statauna nuova sfida perme, perché non sapevo quale sarebbe statala rispostadel mio corpo all'altitudine,male sensazioniche ho avutosono state abbastanza buone.Solosuperando quota5400 metriho notatoun certo disagionello stomacocheperò è rapidamente scomparso»-
«La mia squadra comprendeva Valgren,Kiserlovskie una guida.Abbiamo avutomomenti difficili,ci sono statii colleghiche si sono sentitimalee hanno dovuto fare marcia indietro, altri hanno avuto bisogno di aiutoper raggiungere lavetta eci sono statialtriancora sono tornati al campo senza ricordare quel cheera successo.Questo erain partelo scopo diquesta spedizione,affrontare situazioniche ha sollecitatol'unionee lafratellanza,e credo cheabbiamo raggiunto l'obiettivo. È statauna buonaesperienza, chesegna l'inizio della stagione2015,probabilmente l'anno più impegnativodella mia carrieracon il duplice obiettivodi Giro d'Italiae Tour de France.Ora devorecuperare daquesto viaggioe poi sarà tempo di salire in bicicletta, finalmente».
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