CASO PANTANI. Mamma Tonina: «Non è vero che Marco si drogava»
DOPING | 23/10/2014 | 21:23 La Signora Tonina, mamma del ciclista Marco Pantani, è intervenuta ai microfoni di RTL 102.5 durante “Password” per parlare della riapertura del caso sulla morte del figlio.
Da dove possiamo partire? Perché il caso andava riaperto? «Perché ho sempre sostenuto che le cose non erano così, perché c’erano tante cose che non quadravano, io dopo la morte di Marco mi sono letto tutti i faldoni del Tribunale e c’erano tante cose che non erano vere. Io conoscevo mio figlio, conoscevo le abitudini di mio figlio. Anche i giubbotti che erano a Milano, come fanno ad essere a Rimini? Qualcuno glieli aveva portati. Io volevo delle spiegazioni che nessuno mi ha dato in questi 10 anni e spero che qualcuno finalmente lo faccia».
Cosa ne pensa dell’intervista fatta all’epoca a Vallanzasca? È attendibile? «Attendibile sì, anche perché lui aveva scritto anche un libro in quel periodo lì dove diceva, appunto, che Marco non arrivava a Milano. Praticamente quello che ha detto lo aveva scritto già nel libro».
Lei ha detto anche “Io so chi ha ucciso mio figlio” «No, io non ho detto di sapere chi ha ucciso mio figlio. Mi è stato fatta una domanda: “Lei immagina chi avrebbe potuto?” e ho risposto: “Io ho le mie sensazioni, vedremo se son quelle.” Magari lo sapessi già, sarebbe già finita la storia».
Sono sensazioni inerenti a qualcuno che ha voluto mettere in trappola marco fino all’ultimo? «Io ho le mie idee, non posso sbilanciarmi più di tanto perché queste son cose gravi. Io non so proprio niente, ho le mie idee, ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare».
Marco stava proprio male in quel periodo? Ci è andato giù pesante con la droga, il crack, la cocaina? «No, ed è questo che mi dà fastidio. Han fatto credere che Marco consumasse una quantità di cocaina, poi ci sono altre cose che io ho scoperto, che vedremo adesso. Vedremo se lui ha fatto tutti questi prelievi per andare a comprare questa cocaina».
Secondo lei Marco ha trovato pace o si tormenta? «Dopo Madonna di Campiglio lui ci ha impiegato quattro anni per capire chi lo avesse fregato, non so se ci è riuscito o no. Io gli ho fatto la promessa che lo avrei scoperto, quindi devo riuscirci e credo che finché non riesco non sarà in pace e non lo sono neanche io perché sono state dette troppe cattiverie. Marco Travaglio si deve vergognare a scrivere tutte quelle porcherie che ha scritto l’altro giorno, dovrebbe attaccare i vivi che gli possono rispondere, non i morti, o non ha il coraggio di farlo? Si deve vergognare!».
Signora la prego, lasci perdere e lasci riposare in pace suo figlio.
Marco e' stato un grande campione ma, in un epoca in cui doparsi era la regola e lui ha superato il limite.
BASTA!!!!!
23 ottobre 2014 22:50Bastiano
Signora la prego, lasci perdere e lasci riposare in pace suo figlio.
Marco e' stato un grande campione ma, in un epoca in cui doparsi era la regola e lui ha superato il limite.
E' il figlio
24 ottobre 2014 11:45AgostinoB
Non credo si possa pretendere che una madre lasci perdere la morte di un figlio, anche perché, se è purtroppo vero che il pirata si dopava (come tutti i migliori), credo sia altrsì vero che tutta la sua storia dopo il GIRO 1999 è piena di incongruenze sulle quali fare chiarezza.
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