ARMSTRONG. Il Dipartimento di giustizia boccia il texano
GIUSTIZIA | 22/10/2014 | 00:00 Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha risposto ufficalmente alle difese legali iniziali di Lance Armstrong, definendo il suo approccio e quello dei suoi avvocati privo di fondamento.
In un documento di 27 pagine depositato alla Corte degli Stati Uniti del Distretto di Columbia, gli avvocati americani hanno tentato di smontare la difesa di Armstrong, che essenzialmente ruota attorno al concetto per cui gli Stati Uniti avrebbero dovuto sapere del programma doping presente nel team US Postal Service, e che dalla sponsorizzazione del programma il governo ha ottenuto molto più di quanto abbia investito.
Le due parti in causa stanno battagliando sul tipo di prove che Armstrong dovrebbe essere autorizzato a presentare, dopo che il texano ha ritirato 12 delle sue richieste difensive iniziali ed è accusato di aver mentito in aula. Come spiega il sito americano Velonews, il False Claims Act è molto più "filo governativo" e il tipo di difesa adottata dal vincitore di 7 Tour de France non sembra destinata ad avere successo né in tribunale né agli occhi dell’opinione pubblica.
Gli avvocati del governo hanno anche scritto che l'affermazione di Armstrong secondo cui l'USPS abbia ottenuto più di quanto pagato in termini di sponsorizzazione, non ha valore e riscontro. Il botta e risposta tra gli avvocati del Dipartimento di Giustizia e quelli di Armstrong finora è stato estenuante ma sembra ancora lontano dall’incontrare la parola fine. I documenti legali che entrambe le parti hanno presentato su questo aspetto e su altre proposte sono ben articolati e documentati a dimostrazione di come entrambe le parti stiano impegnando notevoli risorse per questo caso.
La palla ora passa in mano al giudice del caso, il dottor Christopher R.Cooper, che deciderà quali prove e teste sono ammissibili e quali no. To be continued.
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