Tour nel caos. Basso: non rispondo alle voci

| 29/06/2006 | 00:00
Su Strasburgo soffia vento di bufera doping. Arriva dalla Spagna. 'E' la stessa storia di un mese fa. Non rispondo sulle voci'' ha detto la maglia rosa, che gia' durante il Giro d'Italia aveva seccamente smentito di essere mai stato cliente del dottor Fuentes. La bufera piomba sul raduno del Tour de France proprio mentre la macchina della 'grande boucle' si mette in moto. E la direzione fa ufficialmente sapere di essere ''in attesa di informazioni ufficiali''. Nella riunione con i direttori sportivi di tutte le squadre tenuta oggi pomeriggio nella sede del Parlamento Europeo che ospita il 'quartiertappa', la direzione del Tour ha confermato di non avere altre informazioni che quelle di stampa. Secondo alcune voci, gli organizzatori sarebbero pronti ad escludere individualmente (cioe' senza colpire le squadre al completo) i corridori che risultassero ufficialmente inseriti nella lista redatta dalla Guardia Civil spagnola. Corridori che, secondo la legge attualmente in vigore in Spagna, sarebbero solo testimoni della inchiesta penale. Il cui titolare, il giudice Antonio Serrano del 'Juzgado de InstrucciÓn numero 31' di Madrid, ha annunciato che tra il 20 e 21 luglio comincera' ad interrogare i cinque imputati (oltre a Fuentes e Saiz, l'ematolo Merino Batres, il direttore tecnico Ignacio Labarta ed il ciclista MTB Alberto Leon). Il problema e' che stando alle indiscrezioni che circolano sarebbero complessivamente 22 i 'clienti' di Fuentes iscritti al Tour. Intanto la macchina del Tour va avanti. Stamani i primi ad essere sottoposti ai rituali controlli medici degli ispettori Uci sono stati proprio Alexandre Vinokourov ed i suoi compagni della Astana-Wurth, ovvero la squadra che - col nome 'Liberty Seguros' - Saiz aveva creato e diretto fino allo scoppio dello scandalo. Il kazako ha fatto di tutto per essere comunque al Tour, in particolare si e' speso personalmente per convincere il primo ministro del suo paese a consorziare le cinque principali industrie per sponsorizzare la squadra con il nome Astana. La sua reale partecipazione al Tour e' stata garantita solo nel tardo pomeriggio di oggi dalla decisione del Tas di Losanna, che ha respinto la richiesta della ASO (la societa' organizzatrice del Tour) di poter escludere la squadra. In serata il programma della giornata prevede la cerimonia di presentazione delle squadre. Ma quanti saranno davvero quelli che sabato affronteranno i 7,1 chilometri del prologo a cronometro? E quanti potranno arrivare ai Campi Elisi il 23 luglio? Fosse solo questione di sport, il favorito e' Ivan Basso. Ma questo rischia di essere un Tour de France a eliminazione. Il varesino si sente tranquillo. Ma poi mormora: ''Se la mia colpa e' aver vinto il Giro...''.
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