POLONIA. Ulissi e un Tour da amare

PROFESSIONISTI | 12/06/2014 | 16:31
Diego Ulissi e il Giro di Polonia

Partiamo dal Giro: anche se non sei arrivato fino a Trieste possiamo dire che la Corsa Rosa 2014 ti ha regalato davvero grandi soddisfazioni?
«Sicuramente, per me è stato un ottimo Giro. La Corsa Rosa è un appuntamento al quale tengo moltissimo. Sono partito da Belfast con l’obiettivo di vincere una tappa e ne sono arrivate due (ndr la 5a a Viggiano e l’8a a Montecopiolo) entrambe molto belle. Certo mi sarebbe piaciuto arrivare fino in fondo però non è stato possibile. Da qualche giorno avevo una leggera bronchite e il tappone dello Stelvio, con la pioggia il freddo e la neve mi è stato fatale ho provato a tenere duro ma dopo la tappa di Vittorio Veneto in accordo con la squadra ho preferito fermarmi».

Contando quelle al Giro quest’anno sono già arrivate 4 vittorie, come giudichi la prima parte della tua stagione?
«S', sono partito subito forte con una vittoria in Australia, pi ho centrato il GP Camaiore e adesso due tappe al Giro. L’unico rammarico è che ci tenevo a fare bene nelle classiche del nord, nelle Ardenne, ma non sono arrivato con la condizione che volevo. Comunque direi che la mia prima parte di stagione è andata bene, come voto penso di meritare un bel 7».

Adesso dopo il Giro d’Italia quali sono i tuoi programmi e gli obiettivi per la seconda parte della stagione?
«Ho staccato qualche giorno per recuperare dalla bronchite. Adesso ho già ripreso gli allenamenti, il rientro in gara è previsto al Tour de Slovenie, dal 19 al 22 giugno, e poi parteciperò ai campionati italiani in programma sabato 28 a Cles sul percorso del Trofeo Melinda. E’ un percorso che mi piace e che si addice alle mie caratteristiche, vedremo quale sarà la mia condizione. Poi nel mese di luglio staccherò un po’ la spina prima di riprendere gli allenamenti, con la squadra faremo uno stage in altura e poi il rientro in gara è previsto proprio al Tour de Pologne. Per me sarà la quarta volta in Polonia, ho già partecipato nel 2010, nel 2011 e nel 2013».

Hai già visto il percorso del Tour de Pologne, pensi possa essere adatto alle tue caratteristiche?
«A differenza dello scorso anno so che le prime tappe saranno pianeggianti, sulla carta adatte agli sprinter. Questo mi fa piacere perché così avrò modo di riprendere confidenza con il ritmo di gara dopo la sosta dalle competizioni del mese di luglio. Credo che una delle tappe fondamentali per la classifica sarà quella con l’impegnativo circuito di Bukowina, dove lo scorso anno chiusi al quarto posto, senza dimenticare la crono conclusiva di Cracovia ovviamente».

Nel 2013 tu hai vinto una delle tappe più belle del Tour de Pologne, la prima storica tappa in Trentino sulle Dolomiti e vestito per un giorno la maglia gialla di leader: cosa ha significato per te quella vittoria?
«Sì, vincere a Madonna di Campiglio è stata una grande soddisfazione. Ricordo che è stata una tappa lunga e impegnativa. Io rientravo da un mese di stop e non pensavo di essere subito così competitivo invece ho tenuto il passo dei migliori e nel finale sono riuscito ad avere la meglio e firmare una bellissima vittoria vestendo anche la maglia gialla di leader. E’ stata davvero una bella soddisfazione anche se il giorno dopo, nel tappone del Pordoi, non ho potuto fare di più e ho dovuto cederla».

Lo scorso anno il Tour de Pologne è partito dall’Italia, dal Trentino che impressioni hai avuto di quelle due tappe dolomitiche del TdP?
«Ormai siamo abituati a vedere i grandi giri partire da lontano, non da ultimo il Giro d’Italia in Irlanda. Credo che gli organizzatori del Tour de Pologne abbiano fatto bene a partire dall’Italia. Tra l’altro hanno scelto uno contesto straordinario come le Dolomiti che sono uno dei simboli del grande ciclismo. L’unica nota negativa sono i trasferimenti che noi corridori amiamo poco chiaramente. Comunque l’anno scorso tutto è stato organizzato benissimo e i disagi sono stati ridotti davvero al minimo. Anche l’ospitalità che troviamo in Polonia è sempre ottima e noi corridori siamo trattati benissimo, per questo faccio i miei complimenti agli organizzatori del Tour de Pologne».

Quali possono essere le tue ambizioni per il Tour de Pologne 2014: una tappa? la classifica?
«Come detto anche quest’anno arriverò in Polonia dopo un mese di stop dalle gare. Sicuramente l’obiettivo minimo sarà quello di provare a vincere una tappa, il Tour de Pologne è una corsa World Tour e una vittoria qui è molto importante per me e per la squadra. Una delle tappe più adatte a me sarà sicuramente quella di Bukowina, per quanto riguarda la classifica invece è un po’ presto per parlare, vedremo strada facendo».

C’è una città, un posto o un aspetto della Polonia che hai visto durante la corsa che ti è piaciuto particolarmente?
«Uno degli aspetti che mi ha colpito di più è senza dubbio il pubblico numerosissimo che c’è in tutti gli arrivi di tappa. C’è sempre grande entusiasmo attorno alla corsa, la gente ci applaude, ci aspetta per le foto e gli autografi, tra l’altro in modo molto educato e ordinato. In Polonia spesso l’arrivo delle tappe è in circuito dando così la possibilità di vedere più volte il passaggio della corsa. Credo che questo sia un aspetto che piace molto al pubblico. Inoltre ricordo la piazza di Cracovia gremita di gente lo scorso anno per la crono finale, uno spettacolo molto bello da vedere».

In squadra con te corre un corridore polacco molto conosciuto e apprezzato qui in Polonia come Przemyslaw Niemiec, oltre ad essere colleghi siete anche amici? Puoi raccontarci qualcosa di lui?
«Conosco Niemiec ormai da quattro anni. Siamo molto più che compagni di squadra. Lui risiede spesso qui in Toscana vicino a me, ci alleniamo insieme. Inoltre parla perfettamente l’italiano e tra noi c’è grande intesa. So che per lui il Tour de Pologne è un appuntamento importante a cui tiene moltissimo. E’ normale quando si corre sulle strade di casa c’è grande entusiasmo e si vuole ben figurare. Quindi se in gara avrà bisogno di una mano lui sa che potrà contare sul mio aiuto e viceversa».

La stagione è ancora lunga ma per il 2015 il tuo futuro cosa riserva?
«Intanto quest’anno mi piacerebbe ancora togliermi qualche bella soddisfazione. Nel 2015 vestirò ancora la maglia del team Lampre-Merida e non nascondo che l’obiettivo che mi prefiggo sin d’ora è quello di fare meglio dove non sono riuscito quest’anno, mi riferisco alle classiche delle Ardenne in particolare Amstel e Liegi».
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