Simoni alla Procura: le mie parole sono state fraintese

| 05/06/2006 | 00:00
E'durata un'ora e un quarto l'audizione di Gilberto Simoni davanti al procuratore della Federciclismo, Armando Forgiane e al termine il corridore della Saunier-Duval ha lasciato intendere che le sue dichiarazioni sul fatto che Ivan Basso gli avrebbe offerto del denaro il 27 maggio scorso durante la penultima tappa del Giro, sarebbero state fraintese. "Abbiamo chiarito che non si e' trattato - ha detto l'avvocato di Simoni Giuseppe Napoleone - ne' di accordi ne' di cifre, ne' di altro. E' stato un problema di interpretazione di un gesto, di un cenno in un momento difficile della corsa. Quando Gilberto il giorno dopo fece quelle dichiarazioni, fu frainteso e comunque si trattava soltanto della sua delusione per un certo atteggiamento da parte di Basso, per una mancata 'cavalleria'". Per Simoni, che in un primo tempo non voleva commentare, ha parlato l' avvocato difensore, Giuseppe Napoleone: ''Simoni ha smentito, non si e' parlato di accordi ne' tanto meno di cifre. In discussione era la legge non scritta del ciclismo, per cui in certe situazioni ci sono certi comportamenti. Stava tutto nell'interpretazione: fare la discesa insieme e giocarsela in volata, per Simoni era un atto dovuto. D' altra parte - ha osservato il legale - intervistato a caldo subito dopo la tappa si era detto deluso ma non aveva parlato di cifre''. Per la verita' Simoni la domenica mattina era stato inequivocabile quando aveva detto testualmente: ''...c'e' che mi ha chiesto soldi per farmi vincere''. L' avvocato ha controbattuto: ''Abbiamo chiarito che Gilberto un corridore, non e' un esperto di relazioni, ne' un avvocato. Si e' trattato di una mancata 'cavalleria di corsa'. Auspichiamo che si possa chiudere la vicenda e, parlando anche a nome della squadra Saunier Duval, Simoni e la squadra sono ben felici dell' esito del Giro in cui sono state vinte due tappe e Gilberto e' salito per la settima volta sul podio''. Inchiesta aperta, quindi, per 'malinteso'? ''Si', un malinteso, o piuttosto un' ombra - ha risposto l' avvocato - ma la Procura, estremamente attenta a tutelare l' immagine del ciclismo, ha fatto bene a chiarire e a far luce su queste ombre''. Visibilmente provato, Gilberto Simoni ha finalmente preso la parola per dire: ''Non ho mai cercato di offendere Basso. Non volevo danneggiarlo. Ho fatto dichiarazioni sbagliate ma non volevo fargli danno. Certe cose fanno parte della dinamica delle corse''. Rischia una multa o una squalifica. ''Nei programmi - dice Simoni - il Tour c'e' ancora. ma in questo momento e' difficile, per me, pensare alle corse. Sto pensando a diventare papa'''. La data prevista e' quella del 19 giugno: ''E' lo stesso giorno di Francesco Moser - osserva con un sorriso Simoni - un caratteraccio...".
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