Lelli, il desaparecido Rai

FIGURE E FIGURINE | 17/05/2014 | 18:58
Dello squadrone Rai, il più popolare è l’ultimo arrivato: non perché Max Lelli sia stato un ex ciclista o sia particolarmente bravo, ma perché dalla moto in corsa, dove l’hanno piazzato, non risponde mai. Il suo nome è entrato nelle case degli italiani perché viene continuamente invocato: quando il palco lo chiama, nove volte su dieci segue un cupo silenzio. Mamme e piccini ormai lo conoscono benissimo, pur non sapendo come sia fatto Lelli né che voce abbia: per questo in tanti, dopo il Giro, restano in poltrona aspettando ‘Chi l’ha visto?’.

E dire che c’era grande attesa per Lelli: un po’ perché è al debutto, un po’ perché la Rai sta faticosamente recuperando l’altro inviato dalla corsa, Andrea De Luca, che ancora non si è ripreso dalla foratura di Degenkolb alla Sanremo. Da quel giorno, De Luca viene proposto a piccole dosi in quanto, appena gli aprono il microfono, non fa che ripetere: ‘Se non avesse forato, Degenkolb avrebbe vinto la Sanremo’. Lelli non arriva a tanto: a dire il vero, non arriva nemmeno a dire ‘Eccomi qui’. Anche in tv il suo problema è lo stesso di quando faceva il Giro in bici: ha difficoltà a tenere la linea.

E’ il domandone che sta accompagnando questo Giro: dov’è Lelli? Le rare volte che riesce a sintonizzarsi con la diretta, regala momenti memorabili. A volte educativi: ‘Si sono riforniti in maniera corretta, vanno tutti d’accordo; i ragazzi ci tengono a far bene’, fa sapere, senza specificare se si trovi in fondo al gruppo o alla mensa delle scuole medie del paese. Altre volte ermetici: ‘Arredondo rilancia bene l’azione, è anche un po’ umida e sporca, speriamo bene’: il poeta Tonino Guerra, originario di queste terre, ringrazia per l’omaggio.

Ormai è chiaro: di qui a Trieste, oltre che un vincitore degno, il Giro deve trovare Lelli, soprannominato ‘Maremma… (a scelta)’: non per le sue origini, ma per le imprecazioni che puntualmente riversa nel microfono quando non si accorge di esser collegato. E’ il primo opinionista in corsa che parla come se la moto la stesse anche guidando: ovviamente, quando riescono a trovarlo. Davanti a informazioni fondamentali tipo ‘è iniziata la salita: cominciano a staccarsi i velocisti’, oppure ‘sta iniziando a piovere’, persino il buon Pancani preferisce dar spazio ad altre voci, compresa quella della montagna: almeno si sente. Basterebbe spiegare a Lelli cosa si aspettano da lui: gli hanno chiesto di fare il Giro, non un giro.
 
La frase del giorno. «Chissà se Ulissi avrà festeggiato con uno dei suoi classici boia deh» (Francesco Pancani, telecronista Rai, si candida per condurre Rai Educational).

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COMMENTI
il fagiano
17 maggio 2014 23:10 stef69
Dovevate vedere la faccia della De Stefano quando Lelli raccontava del fagiano ammazzato da Pantani..

Giro
18 maggio 2014 10:51 padre58
Chi mi sa dire come mai alla fine di ogni tappa come mai non fanno vedere tutta la premiazione? Consegna delle maglie ecc....
Non sarebbe più interessante che ascoltare cavolate al processo?

info
18 maggio 2014 12:03 FrancoPersico
Ribadisco quanto detto ieri: per professionalità e competenza consiglio a tutti EUROSPORT.

processo!?
18 maggio 2014 12:27 claudino
ma che processo!! ...si vede che la de stefano non sanno dove metterla!mi dispiace ma cambia sport de stefano!! te lo dice uno che da 50 segue il ciclismo

sgarbozza
18 maggio 2014 14:46 nikko
max lelli......il sostituto di sgarbozza

GIORNALISMO?
19 maggio 2014 11:57 Giosa
E' vero, sta diventando il tormentone del Giro il fatto che il Lelli non risponde ai collegamenti, ma è troppo facile ( o voluto!) gettare fango addosso a lui quando si capisce chiaramente che il problema è di tipo tecnico.
Lelli a me piace e vorrei anch'io sentirlo più attivo. Un articolo di questo tipo lo ritengo davvero poco professionale, irrispettoso del lavoro di Lelli ma anche di de Luca e di Pancani. Mi aspetterei altro da chi si occupa di ciclismo, altri argomenti...è così difficile?

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