È l’Italia che va: finalmente! Una bella tappa, in attesa anche del bel tempo. Intanto godiamoci a pieni polmoni questa giornata di grazia del nostro ciclismo: grazie.
Diego ULISSI. 10. Una vittoria in volata con una progressione “agghiaggiante”, come avrebbe detto Antonio Conte, l’allenatore che lui vorrebbe fortissimamente vorrebbe ancora sulla panchina della sua adorata Juventus. Vince una grande tappa davanti a grandi corridori, in un Grande Giro: sta crescendo pian piano. Oggì, però, è stato un gigante.
AI FUGGIASCHI. 8. Ben Swift (Sky), Tyler Farrar (Garmin - Sharp), Elia Viviani (Cannondale) e poi Tony Hurel e Bjorn Thurau del Team Europcar, il venezuelano Jonathan Monsalve della Neri - Alé, il tedesco Fabian Wegmann, Miguel Angel Rubiano del Team Colombia e Marco Frapporti della Androni – Venezuela. Infine Tosh Van der Sande e Kenny De Haes della Lotto - Belisol. Tengono viva con la loro azione una bella tappa, prendendo vento in faccia per tutto il giorno. Potevano starsene bel coperti e allineati, invece decidono di metterci tutti assieme la faccia. Bravi. Cadel EVANS. 9. «Io sono contento di come è uscito Evans», dice a caldo. E siamo contenti tutti, perché Cadel è l’immagine dello sportivo vero, che onora ogni corsa, che rispetta l’avversario e il pubblico. Che si diverte ancora a fare il corridore e parla come se avesse vinto nonostante oggi sia arrivato secondo. Ma è pronto per vincere domani, o nei prossimi giorni. Ha la faccia e la testa di chi ha la determinazione dei forti e la serenità dei grandi.
Gianluca BRAMBILLA. 8. Nel finale si inventa un piccolo colpo da maestro. In discesa si fa apprezzare per coraggio e abilità. In salita lo apprezziamo perché i rivali ce l’hanno lì, ma devono sputare l’anima per andarlo a riprendere. Peso leggero, con personalità pesante.
KATUSHA. 7. In Irlanda fanno una cronosquadre imbarazzante, oggi per andare a riacciuffare Brambilla sono costretti a farne un’altra: molto più efficace. La squadra c’è e Rodriguez non sembra tanto distante.
Michele SCARPONI. 7. Asciutto asciutto, meno guascone ma sempre con la battuta pronta. Prontissimo a rincorrere tutto e tutti e a restare nel vivo della corsa. Adesso è lì, in 8° posizione a pochi secondi dalla rosa (41”). Scherza ma fa anche maledettamente sul serio. Come Cataldo, Aru e Basso, tutti in fila alle sue spalle. L’Italia è ancora piccolina, ma cresce.
La MOTO. 4. Sicuramente non l’ha fatto apposta, ma di fatto crea in una fase calda e decisiva della corsa un buco che costa caro a molti corridori. Tra questi Ivan Santoromita, campione d’Italia, ma anche campione di sfortuna. Oggi giornata gelida e tormentata dal vento: cambierà.
LA PROCURA. 1. Vi ricordate la vicenda del disturbatore del Giro del Trentino Stefano Corti de «Le Iene»? Sì, quell’improbabile corridore con tanto di numero (139) che si accodò al gruppo e percorse 50 metri prima di salire alla chetichella in macchina e ripresentarsi garrulo e stranito davanti a sportivi altrettanto garruli e straniti nel vedere l’ìmprobabile ciclista sul podio accanto al vincitore del Giro Cadel Evans? Bene, la notizia non è ancora supportata dall’ufficialità, ma ci risulta che Luca Scinto e Angelo Citracca, tecnico e team-manager della Neri Sottoli che hanno dato la loro maglia al disturbatore, dovranno presentarsi ben presto come “persone informati dei fatti” davanti alla commissione della Procura della Federciclismo. Loro, i massimi organismi del nostro ciclismo, si stanno impegnando a fondo sulla questione del disturbatore. Mai che tolgano loro il disturbo.
Ah, ora ricordo questo è il famoso procuratore che, da quando era nel calcio, non perde occasione per far sapere di esistere.
Io proporrei alle jene di fare un servizio su di lui così sarà soddisfatto della ribalta e comincerà ad occuparsi di cose serie.
Voto UNO a chi ha dato 1
14 maggio 2014 20:34Bartoli64
La Procura della Federciclismo vuol sapere da Scinto e Citracca il perchè quel “disturbatore” delle Iene avesse la loro maglia con la quale (particolare di non poco conto), si è potuto tranquillamente infilare in un gruppo di ciclisti professionisti mentre stavano esercitando la loro professione, che di per sè è già abbastanza pericolosa senza bisogno di un “disturbatore” (che magari in bici non ci sa nemmeno andare) tra le ruote.
Il risultato di quella geniale pensata è stato dunque quello di un potenziale pericolo, che si è potuto concretizzare grazie ad una più che probabile connivenza tra qualcuno delle ammiraglie (ovviamente dietro spot gratuito in prime time su rete Mediaset), connivenza sulla quale la Procura della FCI, giustissimamente, vuol vederci chiaro.
Ci vuol tanto a capirlo? Forse si, se si scrive per partito preso.
Il mio voto? UNO (1) a chi ha dato 1 e UNO (sempre 1) a chi ha dato la maglia al disturbatore.
Bartoli64
Bartoli!!!
14 maggio 2014 20:56valentissimo
Ma se togliamo alla satira la possibilità di fare 50 metri (non agonistici) in un gruppo di professionisti (ammesso che li abbia fatti) e gli impediamo di parlare positivamente di questo sport, poi ci restano solo le confessioni dei finti pentiti del doping.
Io credo che nessuno abbia corso più rischio di quanto non se ne corrano con le auto e moto al seguito e la cosa c'è già stata anche in altri sport, senza che nessuno si dovesse sentire offeso. Se poi il problema è legato al tipo di maglia indossata, la prossima volta gli suggeriremo di mettere quelle di un team straniero con buona pace di tutti.
Scandaloso! Bartoli cambia sport!
14 maggio 2014 21:10Bobogri
Se risultasse vera la richiesta della procura, significa per l'ennesima volta che il ciclismo oltre a far cambiare cultura agli atleti, deve cambiare anche buona parte dei tifosi, ed addetti ai lavori!
Una volta che si sdrammatizza nel ciclismo la procura interviene?!?
Se aveva la maglia della Lampre non succedeva!
Grande Italia!
14 maggio 2014 21:37FrancoPersico
Scinto e Citracca indagati? Ma poverini...
Povera FCI.
15 maggio 2014 00:10Bastiano
Se un programma con le Iene fa un bliz che oserei definire promozionale per il movimento ed interviene la Procura Federale, vuol prorpio dire che siamo messi male!
cinquanta...
15 maggio 2014 10:04gianni
cinquanta metri o cinquanta chilometri?
saluti
gianni cometti cureggio (Novara)
Vecchi...
15 maggio 2014 10:11luf
Il commento di Bartoli64 e l'intervento della Procura a un caso a cui ho assistito di persona - trovandolo ben architettato e con la necessaria prudenza e discrezione - la dice lunga su uno sport che di svecchiarsi non ne vuole proprio sapere...
E ogni occasione è buona... per perdere un'occasione...
E' una questione di regole, è una questione di sicuezza.
15 maggio 2014 15:02Bartoli64
Dunque, quando la vicenda sul servizio messo in scena dal “disturbatore” delle Iene fu pubblicata su questo blog provocò i seguenti commenti: tono neutro (1), tono positivo (3), tono negativo (5)… e la maggioranza di quelli che non hanno gradito mi sembra evidente.
Molto bene, ieri posto io il mio commento (dal tono negativo) e si scopre che quelli che, invece, avrebbero apprezzato il servizio sono molti di più… ma che strano.
In ogni caso non c’è alcun problema, la Procura farà il suo lavoro e poi si vedrà, però mi preme evidenziare a blogger piuttosto risentiti (come Valentissimo) che il sottoscritto non ha invocato nessuna condanna e che Scinto e Citracca NON sono affatto indagati, bensì saranno ascoltati come “persone informate dei fatti” (il che fa una bella differenza).
Personalmente ritengo i giornalisti delle Iene degli ottimi giornalisti, con dei geni (tipo Lucci), ma anche alcuni che invece…
La trasmissione ha sicuramente un format vincente, ma questo non vuol affatto dire che tutti i loro servizi lo siano altrettanto.
Per il momento c’è dunque da considerare come una persona totalmente estranea all’ambiente si sia infilata tra corridori in gara, magari non essendo nemmeno in possesso della necessaria abilità per poter stare in un gruppo di professionisti.
Se mi infilo io in una gara di professionisti (ed in bici ci so andare bene ve lo assicuro), giustissimamente, viene la Polstrada e mi ci tira fuori prendendomi per le orecchie, è una questione di regole, è una questione di sicurezza!
Certo, un conto è se in mezzo al gruppo mi ci introduco con la maglia della mia società, un altro è se qualcuno mi da quella delle sua squadra (una squadra professionistica) ed allora si che mi posso camuffare molto meglio senza essere notato subito, mentre chi me l’ha data (contravvenendo quantomeno al buon senso) si è fatto pubblicità (a gratis) in prima serata su rete Mediaset.
Ed allora, cari Valentissimo, Bobogri e Luf, se ragionate un po’- invece di fare i bastian contrari del sottoscritto - e usate un minimo di coerenza,vi potrete rendere conto da soli che la satira, la promozione o lo svecchiamento di questo sport vadano ricercati con ben altri metodi e non con un intruso (oltretutto potenzialmente pericoloso) in mezzo a corridori che stanno esercitando il loro mestiere.
Bartoli64
CADEL EVANS
15 maggio 2014 15:12FORCING
......UN SIGNORE. MI AUGURO VINCA IL GIRO
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