Gazzetta-Rai: è guerra per il giudice Cipollini

ATTACCHI & CONTRATTACCHI | 14/05/2014 | 15:57
di Cristiano Gatti           -  

Stanno cercando di mascherare il caso, perché non è proprio un bel caso. Ma non c’è verso. Ormai la guerra Gazzetta-Rai è conclamata. Non è una guerra totale, su tutto e su tutti: faticosamente, le due aziende cercano da anni di sopportarsi, non riuscendo proprio a supportarsi. La guerra però è legata a un caso specifico, carico di malintesi e di imbarazzi. Il caso ha un nome che non ha bisogno di spiegazioni: Mario Cipollini.

Brevissima anche la ricostruzione. Decidendo finalmente di fare del “Processo alla tappa” un vero processo sportivo, con tanto di accusa e di difesa, prima del verdetto finale, la Rai decide di lanciare la nuova formula con un giudice d’eccezione, nemmeno il caso di dirlo, Mario Cipollini.
E i suoi problemi aperti proprio dalle clamorose rivelazione della “Gazzetta” di qualche mese fa, legate ai rapporti tra lo stesso Supermario e il famigerato dottor Fuentes, ginecologo prestato al doping, titolare dello scandalo Operacion Puerto? Evidentemente in Rai la questione non è tale da creare freni e pudori. Vogliono il nome, vogliono il personaggio, non si bada a simili fastidi. Ecco Cipollini sul palco del “Processo” a partire da Bari. Ma è proprio lì che esplode la guerra. Alla stessa trasmissione inaugurale viene invitato il responsabile del ciclismo Gazzetta, Luca Gialanella. Ma quando il collega apprende della nomina a giudice supremo di Cipollini, proprio non ce la fa. Il suo ragionamento non fa una piega: io sono la Gazzetta, la Gazzetta ha smascherato i legami tra Cipollini e Fuentes, la mia presenza sul palco non è compatibile con la sua. Chiamala questione morale, se non vuoi arrivare a tanto chiamala semplicemente questione di coerenza: resta il fatto che Gialanella, anche dopo una consultazione con i vertici del giornale, a Milano, resta irremovibile. O Cipollini o la Gazzetta. La Rai sceglie Cipollini, tanti saluti alla Gazzetta. Sul palco, nelle vesti di ospite, ci va Paolo Tomaselli, inviato del Corriere, come noto giornale gemello proprio della Gazzetta (evidentemente in famiglia non si parlano molto, e se si parlano si capiscono poco).

E comunque: il caso è servito. Gialanella è fermissimo, la Rai come al solito un po’ meno. Tant’è vero che dopo intense consultazioni viene trovata la soluzione. Telefonata di scuse della De Stefano e pronta intesa: Cipollini resterà fino a sabato, fino a sabato la Gazzetta non prenderà parte alle trasmissioni Rai, quindi il blocco cadrà. Cipollini a casa e Gialanella sul palco Rai.

E le questioni morali? E i codici etici? Evidentemente in casa Rai non sanno di che si sta parlando. Codici de che?

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COMMENTI
14 maggio 2014 18:41 foxmulder
Indipendentemente dalle diatribe Gazzetta-Rai, sono sollevato dal rilevare che non sono l'unico ad aver colto l'inopportunitá di Cipollini sul palco del Processo. Il far finta che un problema non esista non significa che non esiste. E secondo me le "rivelazioni" e i dossier su Re Leone secondo me hanno aperto un problema rimasto lì e mai risolto. Quando Maria deciderá di scrivere un libro...

14 maggio 2014 19:06 siluro1946
I soliti Talebani più realisti del Re. Un ex Presidente del Consiglio ai domiciliari, e fa politica, un ex Ministro degli Interni, in galera, sorvoliamo, per ora, sul ex Presidente della Regione Lombardia, pensionati a 41 anni con 6.000
dicasi seimila euro mensili e un ciclista che "avrebbe" "si dice" "forse avrebbe potuto" prendere tre pastiglie, lo mettiamo alla gogna?

La memoria la va in cicoria
14 maggio 2014 19:15 Per89
Credo che questo detto riassuma bene quello che sta succedendo al processo alla tappa. Premesso che dopo anni abbiamo avuto un processo dove si affrontano temi d'interesse ciclistico e in cui non prevale il buonismo e il non voler far polemica che si vedeva negli ultimi anni. Credo che mettere Cipollini come giudice supremo sia un grosso errore, o meglio Cipollini può anche andare al processo, ma per spiegare la situazione se è lui Maria e se davvero ha frequentato Fuentes. Perchè da una parte abbiamo la polemica tra Gatti-Capodacqua che secondo me lascia il tempo che trova visto che non ci sono prove che confermano quanto detto dal giornalista di Repubblica, dall'altra ci si dimentica che quello che parla è un corridore che era nella famosa lista dei corridori trovati positivi al Tour del 98 e che ha sulle spalle un dossier come quello elaborato dalla gazzetta... Questo è il ciclismo

Ma di cosa parliamo?
14 maggio 2014 19:24 Bastiano
Ma è possibile che un fenomeno così grande e complesso come il doping debba sempre essere liquidato con due testoline di agnello da sacrificare?
Premetto che Cipollini non mi piace affatto ma, devo anche prendere atto del fatto che più che parlare di un singolo ciclista, si debba parlare di un epoca in cui TUTTI facevano ricorso a vario titolo a pratiche dopanti. Allora cosa facciamo, cancelliamo dal settore un intera generazione?
Io sarei per pensare al futuro, perchè è inaccettabile che si insegua sempre il passato, senza curarsi del futuro.

questo accanimento è assurda oscenità
14 maggio 2014 19:44 roger
Per quale motivo Gialanella e la Gazzetta se la prendono solo con Cipollini? Dovrebbero accanirsi anche contro altri atleti ed ex atleti che hanno avuto squalifiche o fondati sospetti ed oggi sono sempre in corsa (anche al Giro d’Italia). Invece se la prendono solo con Cipollini - che resterà sempre il numero uno assoluto di questo sport - su fatti peraltro tutti da confermare. Sono falsi moralisti, perché allora dovrebbero chiudere il loro giornale visto che tutti sanno cosa succede nello sport e non solo nel ciclismo. Non ci sono figli o figliastri ma questo comportamento assurdo e strumentalizzato dimostra il contrario. E anche la Rai se decide davvero di mandarlo a casa per questa polemica, sarà una vergogna perché allora dovrebbe fare lo stesso con altri opinionisti e commentatori, quasi tutti dal passato sportivo tribolato e con squalifiche doping o inchieste alle spalle…

vergognati RAI
14 maggio 2014 20:05 stc
Scusate ma con tutti quelli che ci sono si va a prendere Cipollini ? Ma non vi vergognate a mettere a giudicare una persona che ha da chiarire la sua posizione doping , a me non pare un bel esempio, l'abbonamento alla RAI lo pago anche io come tutti , metteteci uno più onesto che può giudicare con etica chi vuole.La RAI ha anche delle responsabilità. Fanno fuori Savoldelli per dubbi analoghi e prendo il Cipolla, chiarisca i dubbi tanto è in prescrizione e siamo tutti felici

mah !
14 maggio 2014 21:02 effepi
anche Garzelli nel 2002 ha avuto qualche "problemino" con il doping . Sbaglio ?
perchè nessuno ne parla ?

Mah
14 maggio 2014 21:19 Ruggero
Questa è l'Italia........una sola parola vergogna, vergogna chi invita certi personaggi e non mi riferisco solo a Cipollini, quest'anno tutti gli inviati hanno qualche scheletro nell'armadio, ma soprattutto devono vergognarsi loro che hanno la faccia come il c... e si presentano belli sorridenti come se niente fosse.
Comunque grande Gialanella ha dimostrato di avere gli attributi al posto giusto.
Una cosa volevo aggiungere, mi indispone la De Stefano per come si zerbina di fronte a questi personaggi.

No Cipollini No Party
14 maggio 2014 21:22 pietrogiuliani
Per la Rai fa più odiens un singolo commento di Cipollini che 1000 discorsi di tutti gli altri!!!! Lui quando dice una parola non lo fa mai a sproposito, sa sempre cosa dire e ha il rispetto di tutti. Ed ancora oggi nessuno Riesce ad infiammare il pubblico come lui. Tutti gli altri a confronto sono zero assoluto!!!! Cara Rai se ti fai scappare Cipollini sei proprio messa male!
No comment per Gazzetta e Gialanella...stendiamo un velo pietoso!!!

io sto con gialanella
14 maggio 2014 21:33 SERMONETAN
Cari amici oggi come ho visto al processo ,quel tipo ho cambiato canale,ancora non sapevo della polemica tra IL Sig.Gialanellla,e quel ciclista,anche se e' stato un vincente,x me e' nullo,sia come uomo che come ciclista.
Non mi meraviglerei se in ITALIA fanno REINA presidente della REPUBLICA

Siluro 1946
14 maggio 2014 22:32 pickett
Mettiamoci anche un Dittatore(pardon...Presidente della Repubblica) che nel 1956 inneggiava ai carri armati di Stalin che schiacciavano sotto i cingoli i rivoltosi di Budapest.Tanto per essere completi.

LA GAZZETTA FA RIDERE
15 maggio 2014 09:06 kisio
ancora con questa storia!! Cipollini è l'unico presente al processo che capisce qualcosa di ciclsimo e fa interventi pertinenti, giornalisti e conduttori inclusi.
La GAZZETTA ha sbattuto cipollini in prima pagina relegando il ciclismo pedalato nei trafiletti (sanremo del 2013 inclusa).
Allora mandiamo a casa tutti gli ex professionisti che si alternano sul palco o fanno la telecronaca...ma anche i giornalisti che essendo loro stessi parte del sistema , sanno benissimo cosa facevano tutti negli anni 90, negli anni 2000 ma anche negli anni 60 e 70 quando si prendevano altre cose.
Mi raccomando quando inviteranno merckx al Processo mandatelo a casa perchè prendeva il cortisone e non l'ha mai ammesso!!
lA TIRIAMO QUESTA RIGA SUL PASSATO O NO? LA GAZZETTA SI VERGOGNI PER COME TRATTA IL CICLISMO, COME SPORT DI SERIE b E PENSI AI PROBLEMI DEL CALCIO COPERTI DALLE ISTITUZIONI

Polemica????
15 maggio 2014 09:07 emmemme53
Ma allora, probabilmente, i giornalisti della Gazzetta dello Sport non dovrebbero nemmeno più andare alle tavole rotonde sul calcio, considerati gli ultimi fatti (che sono soltanto una punta di spillo rispetto a tutto quello che è già passato o sta' ancora passando ma si fa' finta di nulla), oppure non si dovrebbe parlare più di basket dopo l'arresto dell'ex manager della Mens Sana Siena e ora Presidente di Lega basket.
Proprio dal calcio possiamo prendere la metafora del grande "filosofo" Boskov: rigore è quanto arbitro fischia. Quello che è passato è passato, giudicato o no giudicato,e finiamola con il finto perbenismo di facciata.

povera Italia
15 maggio 2014 13:54 bernacca
leggendo i commenti si vedono come siamo italiani: altrove il problema non si sarebbe posto semplicemente perchè la Rai non avrebbe mai chiamato Cipollini (doping, frode etc) . Onore a Gialanella : la coerenza non è scomparsa !
ps: i commenti del tipo, allora neanche quello, ma lo erano tutti etc. sono superficiali e inefficaci.

15 maggio 2014 14:52 kisio
da certi commenti capisco perchè in italia il ciclismo sarà sempre uno sport di serie B.
W il calcio professionistico, W l'atletica leggera, W il nuoto, W l'ematocrito dei calciatori (buffon, Cannavaro) a 60 e piu', W i calciatori piu' larghi che alti, W i calciatori che corrono il doppio che negli anni 60, w i calciatori che recuperano a tempi di record dagli infortuni, w i record del nuoto e le crisi di panico della pellegrini, W conconi e Ferrari pagati dal coni .....insomma W il populismo.
Visto che negli altri stati Cipollini non sarebbe stato invitato al processo, chiedete ai tedeschi perchè Kittel è passato professionista nonostante a 18 anni sia stato trovato con le mani nella marmellata e il sangue modificato con tecniche sconosciute anche al mondo professionistico.

Signori non prendiamoci per il sedere!!

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