LA TAPPA. Cronosquadre tra le strade di Belfast

GIRO D'ITALIA | 09/05/2014 | 07:46
Ci siamo. Venerdì 9 maggio, un giorno della settimana inusuale per la partenza di un grande corsa a tappe, il Giro d’Italia 2014, il 97^ della serie, inizia il suo viaggio. Un viaggio in terra d’Irlanda, nell’Irlanda del Nord per la precisione che ospita le due prime frazioni e la partenza della terza che si termina a Dublino, nella Repubblica d’Irlanda.
Apre le danze, all’insegna della velocità, caratteristica propria del difficile esercizio, una cronometro a squadre che sviluppa il suo tracciato nel cuore di Belfast, la capitale dell’Irlanda del Nord. E’ la nuova, maestosa e spettacolare struttura del Titanic Center a ospitare la partenza. E’ il luogo dove, nel secolo scorso, fu costruito il famoso e sfortunato transatlantico nei cantieri navali più importanti al mondo dell’epoca.
Il tracciato misura 21,7 chilometri lungo strade dell’abitato in larga parte. L’andamento planimetrico prevede la partenza con una serie di brevi rettilinei raccordati da un susseguirsi di curve da affrontare con circospezione e cautela e quindi “aprire il gas” – per chi ne ha – lungo un rettilineo lungo circa 6 chilometri con un dislivello, in salita, prima del giro di boa per il ritorno, sul medesimo tracciato, in senso inverso.
La cronometro a squadre, per sua natura, è un esercizio specialistico che presuppone grande affiatamento fra i componenti la squadra e un equilibrio di prestazioni individuali per contribuire con equilibrio alla performance collettiva. Il tempo è il freddo e inesorabile giudice e i minuti, primi e secondi, contano per la classifica generale individuale. Poi entra in scena lo spirito di squadra e la valenza della prestazione e del piazzamento assume un aspetto di particolare importanza e valore per il buon nome della “ditta” per la quale i corridori vestono le insegne e che presenta certamente un “valore aggiunto” in caso di vittoria.
Sforzo breve, intenso, perfino violento, da interpretare a tutta, con destrezza e forza guidando le biciclette speciali delle prove contro il tempo. La cura e l’attenzione per ogni dettaglio tecnico, meccanico, aerodinamico, d’abbigliamento, d’alimentazione e di preparazione, anche mentale, il riscaldamento e gli altri momenti tipici di questa prova rappresentano, già di per sé, uno spettacolo nello spettacolo che le varie formazioni sono chiamate a interpretare sulla strada.  
La posta in palio, la prima maglia rosa, gli interessi di classifica e tutto quanto connesso, l’ambientazione cittadina sono sicuramente di grande stimolo per profondere il massimo impegno.
“A tutti l’augurio di una corsa lieta e fortunata” era la dicitura di un grande cartello che salutava la partenza di ogni tappa del Giro d’Italia e delle altre corse della Gazzetta dello Sport.
La facciamo nostra in quest’occasione.

Giuseppe Figini
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