AMATORI. Il 28 marzo gli Stati Generali

FCI | 20/03/2014 | 17:57
“La nuova normativa del settore amatoriale, emanata dalla Federazione Ciclistica Italiana, è unica a livello mondiale ed ha posto l’etica al centro del ciclismo amatoriale, accogliendo le istanze della grande maggioranza degli appassionati e di tutte le componenti sane del movimento” ha avuto modo di dichiarare Gianluca Santilli, responsabile del Settore Amatoriale, in occasione dell’approvazione del nuovo regolamento amatoriale a dicembre del 2013.
A distanza di tre mesi, in concomitanza con la partenza della stagione amatoriale, la Federazione Ciclistica ha convocato gli Stati Generali dell’attività amatoriale, per discutere proprio della nuova normativa “etica”.

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COMMENTI
NON RECEDERE NEMMENO DI UN MILLIMETRO!
21 marzo 2014 09:24 Bartoli64
La nuova normativa così fortemente voluta dall'Avv. Santilli ha finalmente fatto fuori tutta la "feccia" che ancora correva tra gli amatori pur essendo incappata in fatti di doping (anche se qualcuno l’ha comunque fatta franca).

Oggi qualcuno nell’ambiente dice che questa norma è addirittura anticostituzionale e che chi ha già pagato il suo conto con la giustizia sportiva ha il diritto di tornare a correre, dimenticando però che il doping e i dopati hanno per lunghissimo imperversato nella categoria, lordandola con le loro pratiche, rubando vittorie e premi nonché facendo letteralmente sputare sangue a chi, invece, correva in maniera onesta fidando solo sulle proprie forze.

Questa gente, a fronte di controlli anti-doping che praticamente non esistevano, ha fatto del ciclismo amatoriale una sorta di “cosa nostra” nella quale si poteva accedere solo se si entrava tra gli “adepti” del doping.

Quanti bravi ragazzi sono stati corrotti da questa gente? Molti, e il sottoscritto lo sa bene perché troppo bene conosce la categoria.

Ho visto gente rovinarsi di brutto con la “robba” (dovendo poi ricorrere ai medici per curarsi o agli avvocati per difendersi) mentre qualcuno, addirittura, ha lasciato questa vita.

Oggi la situazione è un po’ cambiata, ma abbiamo una Commissione di Vigilanza sul Doping che non riesce a lavorare come dovrebbe, i controlli falcidiati dai tagli della spending review e il Presidente della UDACE che addirittura afferma come un cicloamatore su quattro sia dopato.

Per questo, NON SI DEVE RECEDERE NEMMENO DI UN MILLIMETRO anche perché, allo stato attuale dei controlli, non esiste arma migliore per combattere il doping che non sia il potere deterrente di una provvedimento così drastico com’è quello di una squalifica a vita.

Bartoli64

21 marzo 2014 10:00 fedbandini
Assolutamente d'accordo.

NON CAMBIERA' NULLA
21 marzo 2014 12:58 jaguar
Finche l'attivita amatoriale sarà competitiva non cambierà nulla....in Italia non esiste la cultura dello sport, esiste solo la voglia di vincere a tutti i costi anche per vincere un salame ...perchè questo è il messaggio imperante.Ho partecipato a qualche gara amatoriale e alla partenza si parlava mica di come ti eri preparato ma della "pozione" miracolosa...... ......poi i controlli dovrebbero essere così capillari che quasi quasi potrebbero superare quelli che si fanno per i professionisti..... ed allora di cosa stiamo parlando?

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