Sanremo, 100 anni fa la vittoria di Ugo Agostoni

STORIA | 20/01/2014 | 08:53
Quando Ugo Agostoni, nato a Lissone, allora provincia di Milano, il 27 luglio 1893, vinse la Milano-Sanremo del 1914 le uniche salite erano il Turchino e i tre capi: Mele, Cervo e Berta, in rapida successione. Cipressa, Pompeiana, Poggio erano di là da venire. Il corridore di Lissone, nato da una famiglia abbiente di commercianti, aveva iniziato a gareggiare fra i professionisti – giovanissimo -  nel 1911 e pose termine all'attività, costellata da valide prestazioni, nel 1924. Si cimentò, e con successo, nel ciclismo dopo avere praticato varie discipline nell'ambito della gloriosa Polisportiva Pro Lissone.

Alle sue spalle, in quella che è stata la più importante vittoria della sua carriera conseguita con la maglia della Bianchi, sono, nell'ordine, il milanese Carlo Galetti e il francese Charles Crupelandt, forte corridore francese di Roubaix al quale è stato dedicato anche il noto “éspace Crupelandt”, conosciuto anche come “Chemin des géants” l'ultimo tratto di 300 metri di pavé, proprio in prossimità dell'entrata nel celebre velodromo. Crupelandt è stato vincitore di due Parigi-Roubaix, la prima nel 1912 e la seconda proprio 1914.

Il “tabellino”  della classicissima di primavera riferisce: domenica 5 aprile 1914 – 8^ edizione – partiti 72 – arrivati 42 – km. 286,500 in 10h.32'33”. Per il tempo e la media di kmh. 27,176 bisogna fare mente locale allo stato delle strade e alle biciclette d'allora.
Conclusione in volata, con qualche polemica per il comportamento di alcune autovetture in corso Cavallotti, a un chilometro circa dall'arrivo. Completano i piazzamenti, dal quarto al decimo posto, tutti con il medesimo tempo e fra questi anche nomi di peso, il francese Alavoine, Santhià, Ganna, Lucotti, Borgarello, l'australiano Kirkham e Calzolari.

Ugo Agostoni è scomparso il 26 settembre 1941 nella confinante Desio, in seguito alle complicazioni di un intervento chirurgico.
I suoi concittadini, per onorarne la memoria, appena finito il secondo conflitto mondiale, nel 1946, fondano lo Sport Club Mobili Lissone che organizza, nel medesimo anno, la prima Coppa Agostoni.
La gara entra subito nel novero delle classiche dei “puri” (si indicavano anche così i dilettanti una volta) per approdare, nel 1963, nel calendario professionistico. La data d'effettuazione era in ottobre, qualche giorno prima del Giro di Lombardia e, ovviamente viene da dire, il percorso interessava i rilievi della Brianza lecchese e comasca con il giro di boa al Santuario della Madonna del Ghisallo. Un'anteprima della classica delle “foglie morte”. Direttore di corsa era Dante Garioni e poi, in tempi più recenti, Giorgio Albani, entrambi accomunati dalla matrice rosa della collaborazione con le classiche della Gazzetta dello Sport. Una sorta di “padre nobile” e prezioso consigliere è sempre stato il grande Fiorenzo Magni.

C'è stato poi il cambio di data quando la corsa brianzola divenne una tappa importante, nel quadro del Trittico Lombardo con la Tre Valli Varesine e la Coppa Bernocchi, dell'avvicinamento ai campionati del mondo con la qualifica di “premondiale” nella canicola agostana. Nasce così un albo d'oro di prim'ordine di questa classica del calendario italiano che, nel 1987, è stata prova unica per l'assegnazione della maglia tricolore. Vittoria, in solitaria, per il biondo Bruno Leali dopo una prova ad eliminazione con dieci scalate del Lissolo in un quadro di partecipazione strabocchevole d'appassionati spettatori che lasciavano, a malapena, giusto lo spazio per il passaggio dei corridori.

Lo spostamento del mondiale prima ad ottobre e poi a fine settembre la Coppa Agostoni, ora anche con l'appellativo di Giro delle Brianze, ha sofferto, così come le consorelle del Trittico Lombardo, il mutamento soprattutto sul piano della partecipazione. Dal 2014 è previsto il riavvicinamento di tutte e tre le prove del Trittico Lombardo alla data del campionato del mondo.

Romano Erba, presidente dello Sport Club Mobili Lissone da quasi quarant'anni, unitamente agli amici e dirigenti “storici” come Silvano Lissoni, Fausto Parravicini ed Enrico Biganzoli, famiglia sempre presente nello S.C. Mobili, accomunati da una grande passione mai venuta meno anche negli ultimi, difficili, anni, mai trascurando anche i giovanissimi del vivaio, continuano, pur con sempre maggiori sacrifici, nella loro opera di ricordo del nome di Ugo Agostoni nell'intento di preservare il valore e i valori del territorio di una delle città simbolo del mobile, nelle varie accezioni.
Ugo Agostoni non può che essere contento di concittadini così che hanno raccolto e fatto prosperare, con amore, dedizione e rispetto della memoria, in linea con i valori propri insiti nel ciclismo e nella bicicletta, il seme impiantato e valorizzato dal successo nella città dei fiori.
La ricorrenza del centenario della vittoria alla Milano-Sanremo 1914 sarà ricordata con varie iniziative in fase di definizione.

g.f.

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