INIZIATIVE | 10/12/2013 | 09:33 La sveglia suona mezz’ora di continuo prima che riesca a scendere giù dal letto. Solo le mattine feriali però! La domenica gli occhi si aprono prima dell’orario prefissato. Guardi la sveglia e noti che mancano due minuti alle sette, a volte alle cinque, a volte addirittura alle quattro. Ma gl’occhi... gl’occhi si aprono sempre due minuti prima che la sveglia inizi a suonare. Spegni la sveglia, non vuoi disturbare nessuno. È pur sempre domenica mattina e molti al posto tuo se ne starebbero lì a dormire. «Ma chi te lo fa fare?», ti chiede qualche amico. «Non ti pagano neanche. Si vabbè, ti rimborsano la benzina. E poi? Ci metti la tua moto. Se cadi? Chi te la ripaga? Non importa. E la Moglie? Lei che lavora tutta la settimana e la domenica vorrebbe magari andare in qualche centro commerciale. Per fortuna che hai la scorta da fare. Ma lo dici sottovoce per non farti sentire.
Lo fai per passione. Ti diverti. Sei la colonna portante di quegli altri che al mattino si alzano come te per andare a pedalare. Loro pedalano, tu rendi sicuro le loro pedalate. Ci vuole un bel caffè ed una brioche da condividere con gli altri davanti un barista dalla faccia sbattuta, avendo già fatto benzina ed esserti fermato al lavaggio self-service per ripulire la moto. In fondo, una gara è come una festa, e alla festa ci si va ordinati e con il vestito buono.
Spesso si va in posti e si percorrono strade dove i grandi del ciclismo hanno fatto la storia. E’ come la storia sia rimasta aperta anche per te. Due ciclisti, avversari tra loro, di cui uno passa la borraccia all’altro che non aveva più acqua per bere. Una scena vista tanto tempo fa, conosciuta in tutto il mondo da una foto in bianco e nero, ma che succede anche oggi e tante volte. Allora c’è il cuore nel ciclismo, non solo competizione!
Arrivi al ritrovo di gara, abbracci i compagni, vai alla riunione, ritorni alla moto, provi la radio, ti sistemi per bene e resti lì, col piacere di sapere che la partenza verrà data perché ci sei tu. Grande fibrillazione, poi, ecco che la carovana si muove. Fermare il traffico, chiudere quella rotonda, un incrocio scoperto, uno spartitraffico non segnalato, la strada bagnata e il rischio di scivolare. Cresce l’adrenalina, ci provi gusto, la strada diventa la tua, il pericolo sempre in agguato. A volte il cielo scuro ti sfida e la pioggia cade insistente, ti si appanna la visiera, la radio gracchia, gli ordini si scompongono, ma l’antipioggia l’hai comprata e la calma te la devi fare venire. In discesa meglio allungare che i corridori corrono! Corrono verso il traguardo. Il loro cuore pompa dalla fatica e dalla speranza di vincere. Mancano ancora parecchi chilometri, c’è la fuga, cronometrare il ritardo del gruppo, inveire con il fine gara che non sai mai dove sia finito. Occhio! Un gruppo di ritardatari è rimasto scoperto, non facciamo la figura di quelle staffette che stanno solo davanti. Gli automobilisti sono stufi di rimanere fermi, imprecano e quando ti vedono passare sai che i loro gesti non sono saluti. L’importante è sapere che stai facendo una cosa utile.
Hai paura di essere rimasto troppo indietro, ti attacchi alla radio e i compagni ti danno i tempi per orientarti di nuovo. Ah, la radio! Senza di questa non potresti stare. Ti fa vedere la corsa anche quando non la vedi, qualche volta ci scherzi per stemperare la tensione, è una gioia per conversare nei viaggi di rientro e salutare gli amici che di volta in volta abbandonano la fila perché prossimi alla loro casa.
S'è fatto tardi, riapri il garage, rimetti dentro la moto, rimetti dentro la tua passione in attesa della volta dopo. Ti compiaci perché tutto è andato liscio e l’organizzatore è rimasto contento. Sei uscito pensando ai ciclisti, poi ti rendi conto che hai dato sfogo alla tua passione: la moto! Quasi non ci si rende conto di aver unito insieme la sicurezza con il divertimento. Come dire il ciclismo e il cuore. Si, è proprio il caso di dirlo, ti senti un po’ il “Cuore della Sicurezza”.
Salvatore Pulizzi dalla brochure de "Il Giorno della Scorta"
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