SICUREZZA. Non basta una riga

INIZIATIVE | 05/12/2013 | 12:08
Si avvicina l'appuntamento con "Il Giorno della Scorta" in programma a Cotignola (Ra) il 15 dicembre e proponiamo un nuovo spunto di riflessione sulla sicurezza firmato da Angelo Costa, caporedattore de Il Resto del Carlino e preziosa firma di tuttoBICI, e tratto dalla brochure realizzata per la manifestazione.

Mi autodenuncio: da ciclista praticante, sono parte in causa nel dibattito sulla sicurezza. Ce n’è troppo poca: come nella famosa canzone, si può dare di più. Cominciando dai ciclisti: può capitare che ad essere indisciplinato sia chi pedala. Di colpe, però, il ciclista ne ha almeno quante la lepre davanti al cacciatore: sarebbe come rinfacciarle di essersi presentata troppo vicina al fucile.
Ecco come si sentono i ciclisti, della domenica e di tutti gli altri giorni: nel mirino. Delle auto, dei camion, persino delle moto: di tutto ciò che transita a velocità superiore. A dare una garanzia in più dovrebbero essere le scuole guide, mettendo in testa ai loro giovani allievi ciò che molti adulti navigati non vogliono capire: la bici è un mezzo di trasporto come gli altri, con gli stessi doveri, ma anche gli stessi diritti. Su tutti, quello del rispetto: dello spazio che occupa. Chi sorpassa a prescindere un ciclista, pensando di avere abbastanza strada per farlo, non crea un pericolo solo, ma due: a se stesso e a chi pedala. Succede solo, o soprattutto, in Italia: in molti altri paesi, c’è una maggior considerazione di chi va in bici. Non è mentalità: si chiama educazione.
Di maggior educazione (civica) avrebbero bisogno anche le amministrazioni che spacciano per piste ciclabili le strette corsie laterali delle strade cittadine, indicate con una semplice riga bianca sull’asfalto: in realtà, servono solo a complicare la vita agli automobilisti e a non lasciare tranquillo chi le percorre in bici. Per avere la patente di ciclopista, serve ben altro: il percorso deve essere protetto oltre che riservato, perché chi pedala non deve entrare in contatto né col traffico a motore, né con i pedoni. La ciclabile ha anche un’altra funzione, non meno utile: aiuta a scaricare il peso dell’inquinamento. Lo ricordino le amministrazioni che, con queste piccole corsie, si puliscono la coscienza, aumentando la contabilità delle piste per ciclisti: per risolvere il problema della sicurezza e dello smog, non basta tirare una riga.

Angelo Costa (Il Resto del Carlino)
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