Quella maglia rosa Dolomite

LIBRI | 19/11/2013 | 09:00
Racconta ottant’anni del Giro d’Italia fra le Dolomiti bellunesi, dal 1933 al 2013, la pubblicazione scritta dal giornalista bellunese Giovanni Viel. Rosa su rosa, verrebbe da dire, dato che il rosa della maglia che distingue il leader della classifica generale del Giro d’Italia, maglia istituita nel 1931 e il primo ad indossarla fu Learco Guerra vincendo la tappa iniziale nella sua Mantova, si collega e s’amalgama, in armoniosa sintonia cromatica, con il rosa che promana e soffonde le Dolomiti quando giocano con il sole.
Il primo incontro, con un passaggio, del Giro d’Italia con il territorio bellunese risale al 1933, l’anno in cui fu istituito il gran premio della montagna. E’ nel 1937 che le Dolomiti entrano, a pieno titolo, nella storia del Giro. Da allora è stato un susseguirsi, sempre appassionante, di montagne storiche – alcune mitiche – che hanno scandito la storia del Giro e le storie di molti corridori e, soprattutto, creato le leggende, leggende vere e non immaginarie, di campioni che hanno fatto sognare gli appassionati in questi paesaggi dolomitici di peculiare, eccezionale, bellezza. Il libro ricorda con precisione la cronistoria di questi fatti nelle Dolomiti bellunesi che, solitamente, proprio per la straordinaria natura dei luoghi, costituiscono molta parte della storia della corsa rosa che, fra questi monti, decreta sovente il volto della classifica generale finale. Sarebbe oltremodo riduttivo limitare la citazione a qualcuno dei molti episodi e personaggi.
Anche la ricca parte iconografica della pubblicazione contribuisce a fare rivivere molti degli avvenimenti, dei luoghi, dei paesaggi e dei personaggi che hanno contribuito a scrivere, nel tempo, questo romanzo che continua e continuerà per il piacere degli appassionati di ciclismo e montagna, in tutte le sue espressioni. Un binomio sicuramente vincente e che è sempre più attuale.
La pubblicazione è stata ufficialmente presentata nella serata di martedì 12 novembre a Feltre, a Palazzo Bianco, in una serata organizzata dal Centro Sportivo Italiano feltrino con la collaborazione della famiglia Cremonese che, tradotto nel lessico ciclistico, significa i proprietari dei noti marchi d’abbigliamento specialistico Sportful e Castelli prodotti nella sede aziendale di Fonzaso, vicino a Feltre. Era presente Mauro Vegni, direttore del Giro d’Italia, il quale ha ricordato le molteplici valenze del Giro d’Italia che, oltre al fatto sportivo, si propone come straordinario testimone del territorio che tocca, ricordando gioie e dolori, proprio come la vita. Affermazioni e concetti che sono stati condivisi dai giornalisti Emanuele Dotto, autore della prefazione, e Luca Gialanella, presenti con Alberto Brambilla, presidente CSI e l’attuale  promoter, per conto dell’attivo Consorzio Dolomiti Stars, delle tappe del Giro d’Italia nel territorio bellunese, Renzo Minella di Santa Giustina. Un ruolo che nel passato fu di Antonio Leo, per decenni direttore dell’EPT (Ente Provinciale Turismo) di Belluno, campano d’origine perfettamente integratosi nel bellunese che, annualmente, preparava una rosa di proposte per il “patron” della corsa rosa e curando poi i collegamenti fra l’organizzazione centrale e quella locale.
Quasi a certificare la passione del bellunese per il ciclismo è da ricordare il museo storico della bicicletta con importanti testimonianze delle due ruote dedicato ad Antonio Bevilacqua, creato e curato dall’appassionato Sergio Sanvido. Sorge a Cesiomaggiore la cui toponomastica, per molte vie e piazze, presenta i nomi di vari campioni del ciclismo. Più di così…. E nel libro il ricordo del museo segue il risvolto di copertina che riporta il famoso articolo di un grande bellunese, lo scrittore Dino Buzzati, pubblicato sul Corriere della Sera del 14 giugno 1949 che inizia così “Non tramonterà mai la Fiaba della Bicicletta” e termina con “… E le ragazze ti copriran di fiori”. Un inviato al Giro d’Italia davvero speciale….
Il libro è stato realizzato con il contributo delle amministrazioni comunali di Auronzo di Cadore, Belluno, Erto e Casso, Feltre, Longarone, Pieve d’Alpago, Pieve di Cadore e Ponte nelle Alpi, in collaborazione con La Gazzetta dello Sport. Il ricavato sarà destinato a enti benefici del territorio.

g.f.

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