Fabrizio Macchi è davvero "in gamba"

INIZIATIVE | 11/11/2013 | 14:46
Debutta oggi il nuovo blog di Fabrizio Macchi - dal titolo "In Gamba - sulle pagine di Vanityfair.it: trattandosi dell'esordio, ve lo proponiamo integralmente

Se non fossi io Fabrizio Macchi, varesino, 43 anni, una testa tutta particolare, un carattere tutto particolare, una gamba tutta particolare, non crederei ad una sola parola della mia storia. Se questa non fosse la mia storia e se non la conoscessi fin troppo bene, mi stupirei ogni volta a rivedere tutto ciò che mi è successo negli ultimi ventisette anni.

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Dal giorno in cui andai tredicenne al pronto soccorso per curare una delle mie mille botte di gioco, fino alla mattina di tre anni più tardi quando uscii dall’ospedale con una vita totalmente stravolta da ridisegnare, da reinventare.

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Se non fossi cosciente della mia assoluta incapacità di accontentarmi della mia esistenza, se non sapessi di essere terribilmente attratto dalle sfide più complicate e quasi assurde, mi sorprenderei a rivedere ciò che ho combinato negli ultimi anni nel campo dello sport, da quella mattina in cui tornai a casa, a Varese.

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Se non fossi io, il protagonista della storia, probabilmente direi che questo Fabrizio Macchi è totalmente fuori di testa, che magari si è inventato tutto, che certe cose non si possono fare, non sono umane, non sono possibili, che certi dolori non si possono sopportare, che certe idee non dovrebbero nemmeno balenargli nella mente. E magari gli direi anche: ma chi sei, ma come ti permetti, ma come puoi pensare di scalfire in sella a una bicicletta pregiudizi antichi, secoli di deformazioni mentali, profonde lacune legislative e culturali. Se non raccontassi me stesso, e se non avessi deciso di vivere una vita straordinaria non sarei io insomma.

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A distanza di ventisette anni ho realizzato molti dei miei sogni ho una splendida famiglia e  posso raccontare a Thomas e Mattia (i miei bimbi) tutta la mia storia….

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La mia storia inizia nel settembre del 1983 quando, dopo una serie infinita di controlli ed esami clinici mi hanno riscontrato un osteosarcoma al ginocchio sinistro. L’osteosarcoma negli anni 80’ era un sarcoma molto, molto aggressivo e pericoloso con una mortalità che sfiorava il 90%. Dopo un calvario di tre anni, in cui si sono susseguiti una serie infinita di interventi chirurgici e di cicli chemioterapici, mi viene amputata la gamba sinistra e subito dopo mi viene asportato il lobo inferiore del polmone destro.

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Da quel momento inizia la seconda vita di Fabrizio…

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Si ritorna a casa a Varese, peso poco più di 20kg ed il mio primo pensiero era quello di ritornare in forma per riprendermi la vita. Fisioterapia tutti i giorni fino a quando decido di riprovare a fare sport e di ricoltivare il mio sogno di diventare un campione.

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Lo sguardo ed i pregiudizi delle persone complicano un po’ il mio cammino verso la normalità… ogni tanto mi sentivo come un piccolo marziano verde che passeggiava in un mondo ovattato dall’ipocrisia…

Ho un carattere combattivo e non mi poteva certo fermare qualche chiacchiera da bar… quindi dritto come un siluro ho cercato la strada ideale per fare sport come tutti.

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Non c’è ombra di dubbio so di essere una persona estremamente fortunata e di vivere tutto quello che mi accade al 110%.

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Ecco da qui è nata l’idea di realizzare questo blog. Qualche giorno fa, ho incontrato nella sede di Vanity, Margherita Pogliani – vice direttore – dopo due chiacchiere mi ha dato la possibilità di raccontare a tutti voi storie, esperienze di atleti “In Gamba” e di esprimere il mio concetto di “nomalità”.

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Dimenticavo, vi rendero’ partecipe del mio viaggio sportivo verso le Paralimpiadi di Rio 2016.

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Non preoccupatevi i prossimo post saranno piu’ corti…. O forse no… per saperlo seguitemi….

In Gamba ragazzi….

http://ingamba.vanityfair.it/2013/11/08/perche-in-gamba/
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