IL NUOVO CORSO E IL NUOVO DOPING

TUTTOBICI | 25/10/2013 | 10:38
UN BEL PASSO AVANTI. Il governo mondiale del ciclismo ha cambiato padrone, ma al di là della notizia, non so assolutamente se questo sia per tutti noi un bene o un male: sarà la storia a rivelarcelo. Una cosa però è certa, la parentesi segnata da Pat Mc Quaid non è stata delle più felici, anzi, molte sono le cose che non sono andate per il verso giusto: dalla più veniale, diciamo pure venale dei figli procuratori di ciclisti di rango e di corse di cartello, alle “leision” molto ardite e pericolose avute con Lance Armstrong. In mezzo, tanta confusione in materia di regolamenti, calendario World Tour, punteggi che sembrano solo e soltanto cosa loro e controlli antidoping che andrebbero affidati ad enti terzi. Chissà se Cookson ha voglia di metterci mano.
Per anni non mi sono mai sottratto a muovere critiche,  rivendicando «l’utilità del dissenso», teorizzata qualche settimana fa in Laterano anche da Papa Francesco. E oggi, dopo tanto penare, ecco che alcuni solerti “saggi” dell’Uci ci propongono una bella riforma. Da quanto abbiamo saputo, il CCP, riunito qualche giorno fa a Firenze, ha deciso di sottoporre al Comitato Direttivo dell’Uci le proposte avanzate da un gruppo di lavoro «per una riforma ambiziosa del ciclismo professionistico». Le proposte - frutto di idee raccolte nel 2011 e nel 2012 -  sono il risultato di raccomandazioni di uno studio realizzato dall’Institut des Sciences du Sport de l’Université di Losanna. E a cosa sono giunti i nostri geni? Hanno compreso che sarebbe bene evitare gli accavallamenti delle gare principali, di avere competizioni tutti i weekend (specialmente la domenica) e sei settimane consecutive di Classiche di primavera. Viene inoltre  proposta la creazione di una «Prima» e di una «Seconda Divisione» del ciclismo, con meno corridori per squadra e meno giorni di corsa per ogni corridore in una stagione. In più, l’attuale sistema di valutazione dovrebbe essere sostituito da un sistema di promozione e retrocessione automatiche e la stagione dovrebbe essere strutturata su un calendario più compatto (da febbraio a ottobre). Ben arrivati tra i comuni mortali. Per anni ho chiesto a gran voce queste semplici riforme e, forse, saranno fatte. Come si dice? Meglio tardi che mai. Per questo saluto con grande speranza il neo presidente Brian Cookson, il quale mi auguro possa avere la forza di recepire questi elementari principi di buonsenso per fare un fondamentale passo indietro, che poi sarebbe nella sostanza un gran bel passo in avanti. Forse non per l’umanità, ma per chi ha a cuore le sorti del ciclismo, questo si.

DOPING LIBERO. Se il mitico 007 ha da sempre «licenza di uccidere», ci sono sportivi con il gene UGT2B17 che hanno «licenza di doparsi». Sì, proprio così, per gli sportivi nati e cresciuti in certi Paesi e con un determinato gene il doping in pratica è libero.
Lo studio, che per noi che non siamo degli scienziati ha dell’incredibile, dice a chiare lettere che c’è un numero significativo di sportivi e sportive che sono geneticamente predisposti al doping. La percentuale varia da circa uno su 10 per atleti di origine europea, ad uno su cinque per gli africani fino a un incredibile 2 su 3 dei nati in paesi asiatici, in particolare in Corea.
Queste statistiche scioccanti, per lo più sconosciute, possono spiegare almeno in parte la grande differenza tra il numero di atleti d’elite che assumono sostanze dopanti e il numero di chi viene pizzicato. La strada per combattere il fenomeno è chiara: i test antidoping devono prendere in considerazione non solo i nuovi farmaci, ma anche certe differenze genetiche.
Il tipo più comune di test analizza oggi urine per confrontare i livelli di testosterone (T) ed epitestosterone (E) per stabilire un rapporto T/E. Questo test può scoprire l’uso di doping, tra cui agenti anabolizzanti, che sono i farmaci più comunemente utilizzati: il 50 per cento dei positivi ai controlli antidoping risulta tale per gli steroidi o per testosterone artificiale.
Quando il rapporto T/E supera il valore di 4-1, significa che c’è possibilità di doping. Ma le persone che hanno una variante del gene chiamato UGT2B17, non risultano positive anche se si sono dopate. Perché questa variante del gene mantiene il rapporto T/E a basso livello e questo significa che enormi fasce della popolazione possono avere la “licenza di doparsi”.
Christiane Ayotte, una veterana nella lotta contro il doping, che ha lavorato in passato come esperta nei laboratori antidoping del Comitato olimpico internazionale, alla commissione medica della IAAF e gestisce un laboratorio accreditato dalla WADA in Canada, dice che il dato è allo stesso tempo scioccante e frustrante perché esistono test che possono smascherare i dopati, compresi quelli il cui patrimonio genetico permette di drogarsi impunemente, ma non sono utilizzati dalle organizzazioni antidoping o dalle federazioni sportive nazionali.
Alcuni scienziati svedesi suggeriscono che gli atleti debbano avere un “passaporto endocrinologico” per evitare che sfruttino la scappatoia. Impossibile sapere quanti atleti godano della «licenza di doparsi», ma le statistiche ufficiali della WADA parlano chiaro: da alcuni laboratori accreditati - quelli asiatici in particolare -, escono molti meno atleti positivi rispetto ad altri laboratori. Fino ad oggi si pensava che il doping fosse una piaga generalizzata. Invece è di gene.

di Pier Augusto Stagi, editoriale da tuttoBICI di ottobre
Copyright © TBW
COMMENTI
25 ottobre 2013 12:34 angelofrancini
Caro Pier
cosa diceva secoli orsono un profeta della liberalizzazione, quale era Marco Pannella?
Siamo oggi a questo: ma lo sapevamo tutti.
Gli unici che non ne hanno mai preso atto sono i vertici dell'UCI (quelli VECCHI, però).
Auguriamoci che il nuovo corso dirigenziale (per capirci Cookson) abbia il coraggio di affrontare questi problemi.
Credo che abbia dimostrato le sue intenzione ponendo sotto sequestro i sistemi informatici dell'UCI, attraverso la società KROLL: atto fatto il giorno successivo alla sua elezione.
Chi vuol capire capisca!

articolo bocciato
25 ottobre 2013 13:34 zemmel
spiace dirlo ma finche si fa pubblicita al d... si va indietro invece che avanti.
lo scienziato lasciamolo fare allo scienziato bye

confusione che non aiuta
25 ottobre 2013 13:55 nemesi56
Quella dell'epitestosterone più elevato nella popolazione asiatica è un fatto vecchio e risaputo. Ma non significa automaticamente che ci sia licenza di doping, perchè se si ricerca la molecola esogena (e ci sono fior di test) si becca facilmente chi fa il cosiddetto "rabbocco". Molecola diversa=doping. Ma se la molecola è endogena, cioè prodotta dal fisico non si può fare nulla. Forse che uno che ha un elevato valore di epo naturale nel sangue ("naturale", sottolineo, non di origine esogena...) non può gareggiare? Quanti corridori in passato avevano valori di testosterone a 8/1 e oltre con tanto di certificato Uci attribuiti a "produzione naturale" (nella popolazione occidentale un 3/1 è già eccezionale...)?

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Il Tour de Serbie 2026 si apre con una vittoria di un corridore di casa, in maglia nazionale: Ognjen Ilic trionfa nel brevissimo prologo di 2, 3 km corso nella cittadina di Pozarevac anticipando di pochi decimi il polacco Michal...


Mattia De Marchi mette la propria firma sulla Serenissima Gravel disputata oggi a Tezze sul Brenta, in provincia di Vicenza. L'ex professionista veneziano ha conquistato il successo grazie a un'azione solitaria che gli ha permesso di tagliare il traguardo...


Jonathan Milan si gode la maglia iridata, la medaglia d'oro e un record davvero impressionante: «Dire che sono molto contento è poco. Era un obiettivo della stagione rientrare su pista in questa maniera, non solamente nell'inseguimento individuale, ma anche nell'inseguimento a...


Mick Van Dijke (Red Bull - Bora - Hansgroe) si aggiudica la terza tappa dell'Eneco Tour 2026 davanti a Victor Campenaerts (Visma - Lease a Bike), che diventa il nuovo leader della classifica. Si tratta della prima vittoria da professionista...


Se ne parnlava da settimane e ora il cambio di maglia diventa una realtà per Richard Carapaz: il corridore ecuadoriano,   già campione olimpico e vincitore del Giro d’Italia, lascerà la EF Education Easypost per vestire nei prossimi tre anni...


Podio tutto neerlandese nella Sittard / Watersley, terza tappa dell’Eneco Tour Women 2026. Femke Markus, 29enne della SD Worx Protime, si è messa alle spalle la leader della classifica generale Lieke Nooijen (Visma Lease a Bike) e la 23enne Maud...


Jonathan Milan campione del mondo dell'inseguimento al termine di una guiornata straordinaria. Il gigante friulano ha letteralmente dominato la finale contro il danese Frederik Madsen: dopo aver stabilito il record mondiale in qualificazione, Milan ha pedalato anche iun finale per...


L'Union Cycliste Internationale (UCI) e la Federazione Ciclistica Saudita annunciano che i Campionati Mondiali UCI di Ciclismo Urbano 2026, previsti a Riyadh, Arabia Saudita, dal 3 al 7 novembre, non si svolgeranno. L'evento doveva riunire i migliori ciclisti del mondo...


L'imprenditore Valentino Sciotti, che con la sua Vini Fantini è da anni impegnato come sponsor del ciclismo professionistico, interviene nella discussione sul ranking mondiale, le classifiche, sul ruolo e sull'importanza delle formazioni ProTeam. La sua è una riflessione preziosa, che...


Se le temperature scendono ma non cala il vostro desiderio di pedalare in libertà, vi servirà un capo che sappia fare la differenza per voi. Q36.5 ha appena presentato la Vampire Hooded, una nuova giacca tecnica invernale con balaclava integrato sviluppata integralmente...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra