PROFESSIONISTI | 24/10/2013 | 14:49 Alessio Galletti ci ha lasciato il 15 giugno 2005, colpito da infarto nel finale della Subida al Naranco. Quel giorno, Alessio ha lasciato la moglie Consuelo, un bimbo, Marcus, di nove mesi ed un figlio, Manuel, che doveva ancora nascere e che non ha mai conosciuto il papà. Da allora, la famiglia Galletti è impegnata in una estenuante battaglia legale per vedere riconosciuti i propri diritti. La signora Consuelo ha recentemente scritto una lettera aperta a tuttobiciweb.it e indirizzata a tutto il mondo del ciclismo per chiedere giustizia, rivolgendosi anche all’Assocorridori. Il segretario della ACCPI Federico Scaglia, che si è occupato del caso, ci aiuta a capirne la delicatezza e ci spiega perché, dopo otto anni dalla morte di Alessio, non abbia ancora trovato una soluzione.
Avvocato lei ha assistito la signora Galletti, che nella sua lettera al riguardo scrive: “Scaglia si è dimostrato una persona molto disponibile, preparata e gentile. Ha fatto tutto quello che era nelle sue possibilità, anche se dopo circa tre anni ho dovuto abbandonarlo perché quello che poteva fare l’aveva fatto”. «Per conto dell’ACCPI per prima cosa ho cercato di fotografare la situazione per capire come intervenire. Dopo che Consuelo ha ricevuto la lettera dall’Assicurazione ARA nella quale si dichiarava che la morte di Alessio non era coperta dalla polizza stipulata, ho contattato la compagnia per chiedere una copia della stessa. Vi risparmio il racconto delle numerose telefonate e degli incontri tra le parti: riassumendo la vicenda, al nodo della questione è venuto fuori che la polizza sottoscritta dal team Naturino di Santoni era una semplice polizza infortuni, che quindi copriva il rischio morte (100.000 €, ndr) solo se dovuto a infortunio e non per cause naturali come accaduto nel caso di Alessio. Bisogna sottolineare che allora tutte le Continental Professional avevano una polizza infortuni di questo tipo sottoscritta con il gruppo Taverna, quindi la squadra, per lo standard di quegli anni, non aveva scelto un contratto assicurativo diverso dalle altre per risparmiare».
Intende dire che era nella norma rispetto a quanto previsto dal regolamento UCI? «Sostenere che era tutto in regola è discutibile. L’articolo 23 dell’accordo paritario che regola i rapporti tra corridori e team parla di assurance sur vie allora come oggi, ma all’epoca era interpretato in maniera molto restrittiva mentre dopo il caso di Alessio viene interpretato in maniera più estesa e i contratti assicurativi oggi coprono anche la morte per cause naturali degli atleti mentre stanno svolgendo il loro lavoro. C’è da segnalare inoltre che quando noi siamo intervenuti, la società per cui era tesserato Alessio aveva cessato l’attività e questo, in termini giuridici, potete capire quanto complichi la situazione».
A chi può essere imputata una colpa in questa vicenda? «A titolo personale sostengo che sia stato commesso un errore da parte dell’Unione Ciclistica Internazionale e dalla società di servizi Ernst &Young che opera per conto dell’UCI: hanno avallato un’assicurazione non compatibile con l’accordo paritario che prevede l’assicurazione sulla vita, con i limiti interpretativi della norma di cui ho detto. A Consuelo avevo illustrato le strade che potevamo intraprendere: un’azione contro il team, che però non esisteva già più, o all’UCI e alla E&Y che guidicò la polizza in questione conforme all’accordo paritario quando non lo era. La vittoria non era sicura, ma con un’azione al tribunale svizzero si poteva cercare giustizia. Come ACCPI ho spiegato a Consuelo che eravamo disposti a dividere le spese con lei, ma trattandosi comunque di un impegno oneroso ha deciso di lasciar perdere».
Alessio Galletti è stato dimenticato come sostengono i suoi amici e familiari? «Non posso esprimermi su quanto successo nel 2005 dato che all’epoca non ero ancora addentro al mondo delle due ruote, ho iniziato a occuparmene due anni dopo la scomparsa di Alessio, ma ho avuto prova concreta della solidarietà dei corridori più recentemente in occasione della morte di Wouter Weylandt. Questa volta i colleghi hanno rinunciato a parte dei premi del Giro d’Italia 2011 dando un aiuto anche economico alla moglie Anne-Sophie. Il ciclismo, tra tanti difetti, ha il vanto di essere una grande famiglia, il gruppo in momenti critici è affiatato e compatto. Anche la famiglia Galletti non doveva e non deve essere lasciata sola. Nella tragedia di questa storia, il caso Galletti ha fatto emergere un problema gravissimo, tanto che dall’anno successivo, le assicurazioni di tutti i corridori professionisti coprono anche la morte per cause naturali».
Concretamente l’ACCPI quindi come intende agire? «Insieme all’Associazione Internazionale dei Corridori (CPA) abbiamo inviato una lettera sottoscritta dai corridori professionisti al nuovo presidente UCI per pretendere che l’Unione Ciclistica Internazionale stessa riconosca la sua parte di errore e risarcisca la famiglia Galletti. Centomila euro non sono pochi soldi, ma se ognuno ci mettesse del suo tra quanto è stato dato a Consuelo all’epoca (5.000 € dall’ACCPI e 15.000 € dal CPA, ndr) e quello che si potrebbe raccogliere oggi, la cifra è raggiungibile. Sarebbe un segnale importante per ridare un po’ di pace e di serenità a questa famiglia».
Carissimo Avvocato Scaglia,
perché queste cose non le disse a suo tempo?
Ha dovuto attendere la cacciata di McQuaid per potersi esprimere?
Eppoi perché la responsabilità sarebbe di Uci e Ernst&Young solamente?
I regolamenti Uci impongono per ogni norma il controllo della Federazione Nazionale (leggasi Federciclismo) ed in particolare del Presidente della stessa in modo specifico.
Il presidente della federazione nazionale ha l'obbligo del controllo sia per il rispetto legislativo, sia verso le regole Uci e le normative Coni (con le normative nazionali che sono prevalenti in diritto).
Dobbiamo aspettare anche il cambio presidenziale in Italia per poter sapere come stanno le cose nel loro complesso?
Sarebbe bello se l'ACCPI fosse un sindacato vero e non alle dipendenze sostanziali della Federciclismo e dell' "uomo solo al comando".
Quando la capiranno i ciclisti di essersi affidati ad un sindacato di facciata?
Eppoi cosa state facendo per fermare la commistione fra continental dilettanti ed elite professionisti, la cui copertura assicurativa (oltre alle varie altre garanzie) è radicalmente diversa?
Integrazione al messaggio all'Avv. Scaglia
24 ottobre 2013 16:35ruotone
Non vorrei fare apparire il mio post come un attacco a Scaglia.
La mia era una precisa critica all'operato dell'ACCPI.
Devo invece ammettere di avere l'impressione che se l'ACCPI dipendesse dalla volontà dell'Avv. Scaglia sarebbe ben altra cosa. Dalle sue parole si percepisce una volontà sincera di trovare le soluzioni, ma anche lui deve scontrarsi col muro di gomma del Palazzo.
Avvocato sia coraggioso, dia tutto quello che può dare all'associazione perchè il ciclismo italiano sta morendo e quello professionistico in particolare è ai minimi termini. Mostri anche lei le unghie. Si chiami fuori dal muro di gomma che lo sta distruggendo. Lei sembra una persona troppo pulita e sincera per adeguarsi a questo sistema.
Buon lavoro avvocato!
Che tristezza....
24 ottobre 2013 18:21roger
Il ciclismo è proprio alla frutta...doversi accontentare di 100.000 euro per la morte in corsa di un corridore è vergognoso. E se si pensa che per prenderli siano stati costretti a raccomandarsi in questo modo è ancora peggio...
Egregio Avvocato
24 ottobre 2013 21:12Bartoli64
Non sono un suo “fan” Avvocato Scaglia e molto poco ho gradito, a suo tempo, la miserabile levata di scudi (per non dire una vera crociata) che fu condotta contro il Procuratore Torri e che poi, come tutti hanno visto, è finita nella più classica delle bolle di sapone.
Tralasciando i post ed i contro-post di chi prima lancia il sasso e poi teme ripercussioni legali (il soggetto è già noto per queste sue fisime mentali) Le dico, egregio Avv. Scaglia, che Lei è sicuramente persona preparata, disponibile e rispettabile (quasi una “mosca bianca” in certi ambienti dove si è visto di tutto).
Però, davvero, non si capisce cosa dovrebbe far di più quando all’epoca del tragico fatto di Alessio Galletti sussisteva una gigantesca falla nella copertura assicurativa dei corridori professionisti (e la cosa è ampiamente documentata).
Io Avvocato Le auguro di vero cuore di poter riuscire nel suo intento, cioè far si che l’UCI capisca la gravissima mancanza commessa nei confronti dei suoi tesserati (Galletti per primo), e per questo se ne faccia giusto carico dando un po’ di serenità economica alla sua famiglia, però conosco il mondo… e la vedo molto dura.
Quanto al resto lasci perdere, trattasi delle solite paranoie di chi ce l’ha con un’intera classe dirigente (probabilmente perché in quella stessa classe proprio non ce l’hanno voluto), e per questo è pronta a criticare ad ogni piè sospinto… anche chi in quella dirigenza non c’è, avendo con la stessa soltanto rapporti di lavoro (e neanche dipendente).
Sinceramente Le auguro buon lavoro Avvocato e lasciamo perdere il coraggio (anche quello che non sarebbe stato dimostrato prima), che per dirimere questa tristissima vicenda occorrono altre qualità e, purtroppo, altre fortune.
Bartoli64
Messaggio alla suocera
24 ottobre 2013 22:05ruotone
Non mi sembra il caso che tu intervenga in questo argomento per polemiche tue personali delle quali possiamo scherzare altrove.
Oltretutto hai scritto delle immense caxxate, perchè non c'era alcun vuoto.
Per fortuna non sei il consulente della famiglia Galletti; sei il consulente dei dirigenti romani. Quindi cara suocera, vogliate preferire un dignitoso silenzio.
Io non sono mai stato dirigente di questo sport a livello federale (nè mai ambito a tali cariche), ma sono dirigente d'azienda, ovvero quel tipo di dirigenti che piacciono al nord e che mandano avanti questo Paese, affondato dai parolai romani come te.
Ora per favore astieniti. Parla di doping, di morale, di etica e delle altre immense patacche che ti appartengono.
La fanmiglia Galletti non si merita di avere le zecche a dare fastidio.
Al Segretario dell'ACCPI - Avv. Scaglia
24 ottobre 2013 22:49angelofrancini
Ho letto con molta attenzione l’intervista rilasciata dall’avv. Scaglia, Segretario dell’ACCPI.
Sono rimasto semplicemente basito: mi chiedo se conosca la materia.
Vedo che nell’intervista riafferma quanto da me sostenuto nell’articolo pubblicato su questo stesso sito, in merito alla vicenda Galletti, nello scorso mese di giugno.
Basito per alcuni semplici motivi!
1° - la tessera di Alessio Galletti
Alessio era titolare della licenza nr. 051262E rilasciata dalla FCI il 18/02/2005 per la categoria ELITE PRO con il gs NATURINO-SAPORE DI MARE.
2° - Il gruppo sportivo professionistico
La società sportiva per cui era tesserato Galletti era la NATURINO-SAPORE DI MARE, affiliata alla Federazione Ciclistica Svizzera quale Professional Team.
3° - Il datore di lavoro
La Naturino-Sapore di Mare (denominazione sportiva) faceva capo alla BLUE SEA SERVICE LLC, società di gestione che risulta quindi essere il datore di lavoro di Alessio, avente sede a Lugano (Canton Ticino).
Tale società di capitali risultava affiliata alla FCI per l’anno 2005 con il codice 09U0901.
4° - I dirigenti della società Blue Sea Service LLC
Il Presidente del CDA di detta società risultava essere il sig. PREATONI Ernesto (lic. FCI 571431J), mentre il Manager risultava essere il sig. SANTONI Vincenzino (lic. FCI 510030S).
5° - Regolamento organizzativo L.C.P.-F.C.I. 2005
In base alle premesse contenute in tale Regolamento la società aveva dichiarato la sede operativa in Italia e quindi era soggetta al rispetto della normativa contenuta in tale Regolamento.
La normativa del “Regolamento Organizzativo 2005” prevedeva – art. 1.14 lettera G -che fosse allegata, alla richiesta di affiliazione e/o tesseramento, la relazione del Commissario ai Conti UCI attestante la regolarità con la normativa incluso l’aspetto assicurativo.
L’art. 3.2 lettera D prescriveva la presentazione:
“Copia o certificazione (Dichiarazione di conformità allegato n° 3 per le Società di gestione italiane o parere del Commisaire aux Comptes per le Società con sede legale all’estero) di esistenza della polizza assicurativa, comprensiva di tutti gli allegati, stipulata a favore degli sportivi professionisti (corridori e direttori sportivi) e del personale tecnico (medici, meccanici e massaggiatori) a copertura del rischio morte e infortunio con invalidità permanente, compresa la copertura per trasferte con qualsiasi mezzo aereo, terrestre e navale, nonché in itinere, come previsto dalla legge 91/81 e dagli accordi di categoria”.
La polizza in vigore in FCI nel 2005, era nelle sue massime parti quella redatta alla fine degli anni ’90 dal sottoscritto unitamente al Presidente del CR Veneto Bruno Coccato (entrambi eravamo iscritti all’Albo Agenti assicurativi).
La tessera FCI prevedeva l’automatica copertura per la R.C.V.T. per tutti gli atleti professionisti (vedi punto 5.1 seguente), mentre rinviava la parte concernente l’aspetto infortunistico/morte (vedi punto 5.2 seguente) alla stipula, OBBLIGATORIA da parte del GS, di una polizza nominativa per ogni singolo atleta (per ovvi diversi massimali).
A - GRUPPI SPORTIVI
5.1 Responsabilità civile verso terzi per i corridori
I corridori professionisti tesserati dalla F.C.I. sono assicurati per la Responsabilità Civile verso Terzi nello svolgimento di attività sportiva, di allenamento, con e senza l’uso di bicicletta purché tali attività siano propedeutiche al ciclismo, in tutto il mondo, dalle ore 24.00 del giorno in cui avviene il tesseramento e fino alle ore 24.00 del 31.12.2005.
5.2 Assicurazione contro il rischio della morte e contro gli infortuni
In applicazione all'art.8 della legge 23.3.81 n. 91, deve essere stipulata una polizza assicurativa a favore degli sportivi professionisti (atleti e direttori sportivi) a copertura del rischio morte e infortuni con invalidità permanente.
I massimali sono stati costituiti sulla base degli accordi internazionali di categoria (accordo paritetico CPA e AIGCP) e devono prevedere la copertura minima di 100.000 euro in caso di morte e di 250.000 euro in caso di invalidità permanente, oltre ad una diaria giornaliera di € 25,82 per ricovero ospedaliero.
Vengono accettate polizze con franchigia sulla invalidità permanente fino al 5%.
Se l'invalidità permanente è superiore al 70%, deve essere liquidato il 100% del capitale assicurato.
La copertura assicurativa per il caso di morte, invalidità permanente e diaria giornaliera di ricovero ospedaliero deve essere estesa all’attività extraprofessionale ed alla normale vita di relazione.
Sono compresi nella garanzia i rischi per viaggi e trasferte effettuati con qualsiasi mezzo (aereo, terrestre o navale) nonché “in itinere”, per gare ed allenamenti.
Deve essere previsto che gli assicurati non abbiano l’obbligo di denunciare eventuali altre polizze.
L'originale della polizza quietanzata deve essere inoltrata con tutti i relativi allegati facenti parte integrante della polizza stessa (libretto esplicativo delle garanzie e delle condizioni generali e speciali di assicurazione).
Anche a favore del personale tecnico (medici, meccanici e massaggiatori) può essere stipulata una polizza assicurativa contro il rischio della morte e contro gli infortuni.
6° - L’accordo paritario 2005 fra CPA-AIGCP
In tale aspetto non è da sottovalutare quanto stabilito dagli art. 21 e seguenti dell’Accordo paritario 2005 stipulato fra il CPA (Cyclistes Professionnels Associés) e l’AIGCP (Association Internationale des Groupes Cyclistes Professionnels), vincolante per i ProTour e per Le Professional UCI.
Tali articoli vietano qualsiasi accordo che riduca le garanzie concordate a favore del corridore.
7° - La Legge 91 del 23.03.1981(vigente)
Articolo 8. Assicurazione contro i rischi.
Le società sportive devono stipulare una polizza assicurativa individuale a favore degli sportivi professionisti contro il rischio della morte e contro gli infortuni, che possono pregiudicare il proseguimento dell'attività sportiva professionistica, nei limiti assicurativi stabiliti, in relazione all'età ed al contenuto patrimoniale del contratto, dalle federazioni sportive nazionali, d'intesa con i rappresentanti delle categorie interessate.
Da queste piccole considerazioni mi permetto rilevare alcune incongruenze contenute nella ricostruzione fatta.
Quando afferma che l’assicurazione della Naturino era una semplice polizza infortuni che non copriva il caso di morte naturale (????), vorrei spiegasse a tutti noi cosa per Lei significhi l’art. 8 della Legge 91/81 (vigente alla data odierna) e cosa significhino le norme contenute nei predetti Regolamento Organizzativo 2005 (emanato dalla LCP della FCI) e nell’Accordo paritario 2055 siglato dal CPA e dall’AIGP.
E non dimentichi che Alessio Galletti è morto in corsa, quasi al termine di una corsa, non nel suo letto o nel sonno: ma cosa va dicendo caro Segretario dell’ACCPI?
Come può affermare che tutte le società avevano a quell’epoca una polizza di quel tipo con la Taverna: se così fosse avrebbe dovuto rilevare, quale segretario del sindacato corridori, che quelle garanzie erano difformi e violanti quanto stabilito in materia dalla Legge italiana e dagli accordi fra CPA e Ass. Gruppi sportivi.
Come non concordo con il fatto che la società Naturino sia stata chiusa: lo Statuto FCI prevedeva a carico dei dirigenti di una società cessata ben precise incombenze (ed i dirigenti sopra indicati hanno continuato negli anni successivi a quanto risulta…….); e la stessa cosa era prevista dai Regolamenti UCI all’epoca vigenti.
Infine non concordo con le somme esposte, quali importi fatti pervenire alla Famiglia di Alessio. Su precisa indicazione della Signora Consuelo, alla stessa sono pervenuti sostegni solamente dai seguenti soggetti:
- Francesco Moser (il 01-12-2005)
- Amici di Denis (il 07-10-2005)
- Organizz. Gara Grosseto (il 31-10-2005)
- Leporatti (il 03-11-2005)
- Fondo Assist. Ex Corr. Profess. FCI-CCP (il 09-11-2006)
- Fondo Accant. Ind. Fine carriera (il 19-02-2007)
- AVIVA Assic. Spa (il 05.02.2008).
Terminando non rilevo alcuna complessità nella vicenda, al contrario delle sue valutazioni, ma solamente chiarissime responsabilità ricadenti in capo all’UCI (discendenti dall’emanazione di regole poi disattese e irrispettose delle Leggi nazionali italiane) e della E&Y come da Lei ha sottolineato.
Nelle responsabilità discendenti dal rispetto delle Leggi nazionali vi è invece la piena responsabilità della FCI, della LCP (all’epoca CCP), nonché di coloro che erano addetti ai controlli sulle società professionistiche (in base allo Statuto FCI ed alla Legge 91/81) per i “mancati controlli e verifiche preventive alla ratifica dell’affiliazione ed al rilascio delle tessere ai corridori della Naturino-Sapore di Mare”, risultando questa società affiliata alla FCI.
La cosa preoccupante è l’assoluta superficialità che si rileva, ieri come oggi, nell’applicazione delle normative vigenti a favore degli Atleti professionisti: cosa ancor più grave se tale superficialità si rileva nell’operato del Sindacato di riferimento.
Mi chiedo cosa succeda oggi in tale materia, e cosa succederà domani, con l’introduzione delle Continental (in abbinamento all’attività femminile): “attività dilettantistiche” che non possono in alcun modo rientrare nella sfera applicativa riservata dalla Legge 91 – artt. 3 e seguenti - al professionismo sportivo.
E' bene precisare
25 ottobre 2013 08:58Bartoli64
Riporto testualmente quando riferisce l’Avv. Scaglia nella sua intervista:
<<Riassumendo la vicenda, al nodo della questione è venuto fuori che la polizza sottoscritta dal team Naturino di Santoni era una semplice polizza infortuni, che quindi copriva il rischio morte (100.000 €, ndr) solo se dovuto a infortunio e non per cause naturali come accaduto nel caso di Alessio. Bisogna sottolineare che allora tutte le Continental Professional avevano una polizza infortuni di questo tipo sottoscritta con il gruppo Taverna, quindi la squadra, per lo standard di quegli anni, non aveva scelto un contratto assicurativo di¬verso dalle altre per risparmiare>>.
DOMANDA: Se il Gruppo Sportivo Naturino poteva optare (anche) per una polizza infortuni che NON prevedeva il fattore decesso per cause naturali (e lo stesso Gruppo Sportivo era affiliato UCI) è dunque vero che la stessa UCI, proprio nel dare queste facoltà alle squadre Continental e Professional, avesse al contempo creato una falla nelle coperture assicurative dei suoi tesserati in team che non erano ProTour?
Quanti sono gli atleti (e non solo nel ciclismo) che sono deceduti per cause naturali anche nel pieno della loro attività agonistica? Tanti putroppo…
Ovvio che l’Avv. Scaglia stia ora cercando di far leva sull’UCI che, unitamente alla società di servizi ad essa collegata, aveva avallato un un’assicurazione non compatibile con un accordo che, invece, avrebbe dovuto prevedere una polizza di ben altra natura; ma se la vicenda non è stata ancora risolta è proprio perché questa stessa “falla assicurativa”, purtroppo, all’epoca dei fatti era consentita.
Si tratta dunque di una battaglia legale che si gioca su cavilli molto sottili e questioni di merito difficili da imporre all’attenzione dell’Organo Giudicante, ma questa è una cosa che il legale dell’ACCPI sa molto bene e che altrettanto bene ha spigato nell’intervista a Tuttobiciweb.
Peccato che qualcuno non l’abbia proprio capita ed ora si erga a “difensore” (che lancia il sasso e nasconde la mano) della famiglia Galletti.
Senti una cosa, caro il mio dirigente del nord: VAI A LAVORARE!!
Bartoli64
Bravi tuottobici, Avv. Scaglia & Co.
25 ottobre 2013 10:59pietrogiuliani
Anche se questa vicenda è molto strana, finalmente il povero Galletti sta cominciando ad avere un po' di giustizia. Senz'altro anche il nuovo presidente dell'UCI che sembra una persona molto brava, competente e determinata riuscirà ad aiutare ancora di più la sig.ra Consuelo ed i suoi bambini, così magari potranno festeggiare il Natale 2013 con questo riconoscimento di 100.000 euro
25 ottobre 2013 11:28angelofrancini
@Bartoli64
Mi ero ripromesso di non più intervenire sui tuoi commenti.
Faccio eccezione.
Il tuo commento di oggi venerdì 25 ottobre è stato pubblicato (temporalmente) prima della pubblicazione del mio commento datato 24/10 (postato poco fa): non conosco il perché!
Per cui ritengo che il tuo predetto ultimo commento non sia indirizzato a me.
Solo per comprensione di chi ci legge entrambi e, delle rispettive posizioni.
Libero di commentare nuovamente il mio commento.
Cordialità
Precisazione per il Sig. Francini
25 ottobre 2013 13:13Bartoli64
Egregio Sig. Francini,
il mio post precedente era suddiviso in due parti ben distinte.
La prima riportava testualmente parte delle dichiarazioni rilasciate dall’Avv. Scaglia (che la redazione ha ritenuto il caso di tagliare ma che tutti possono comunque leggere sul sovrastante articolo), alla quale seguivano fin troppo ovvie considerazioni mie sulla complessità del caso.
La seconda parte, invece, ribadiva queste stesse puntualizzazioni a chi faceva finta di nulla ed ora si atteggiava a “garante del menga”.
Apprezzando davvero la Sua preparazione, sia regolamentare, sia della specifica vicenda, preciso dunque che il post da Lei richiamato NON era affatto indirizzato, né alla Sua persona, né a quello che aveva scritto.
Come vede non ho nulla da commentare verso di Lei (almeno in questa circostanza), l’importante è essere coerenti con ciò che si scrive, meglio ancora se supportati da fatti concreti e non solo delle proprie opinioni di parte.
Cordialità.
Bartoli64
Non è necessario commentare sempre a vanvera
25 ottobre 2013 13:46ruotone
Grazie Francini, avevo letto anch'io il suo precedente post. E lì era già tutto chiaro in merito alla responsabilità Uci e, sottolineo, soprattutto FCI.
Per questa ragione avevo posto i quesiti sul ruolo dell'Accpi e visto che l'Avv. Scaglia non era nel ruolo attuale nel 2005 avevo fatto la mia precisazione.
La suocera del baffino ha fatto una affermazione fuorviante e vergognosamente allusiva (tipica dei giacobini e dei bolscevichi, notoriamente provetti democratici):
"Quanti sono gli atleti (e non solo nel ciclismo) che sono deceduti per cause naturali anche nel pieno della loro attività agonistica? Tanti putroppo ...".
Alessio Galletti è morto a seguito di infarto occorsogli durante una competizione. E di questo la "classe dirigente" dovrà rendere conto, alla luce dei chiarissimi doveri assicurativi di legge.
Possiamo inquinare le discussioni con le solite sfiancanti polemiche sugli argomenti pruriginosi che stanno a cuore ai baffini ed alla suocera, ma farlo in questo caso è davvero inaccettabile.
Astenersi prego.
Grazie TUTTOBICI
25 ottobre 2013 18:04roger
Grazie a voi finalmente riusciamo a capire meglio questa trieste storia. Speriamo che Consuelo e i sui bambini possano finalmente passare un Natale più sereno.
Ringrazio Tuttobici
25 ottobre 2013 23:01fantasmino
In base a quanto pubblicato ringrazio x ciò che Tuttobici ha fatto in merito al caso Galletti. E trovo giusto far si che un pò di umanità se cosi si può chiamare sia stata fatta anche x la famiglia. Speriamo che di queste cose quì non ne succeda più nella storia dello sport, dove a rimetterci sono sempre gli atleti e le famiglie
Francini, TuttoBici e De Maio siete encomiabili
26 ottobre 2013 12:03pietrogiuliani
Conosco personalmente il dr Angelo Francini e secondo me è stato migliore di un avvocato. Una persona seria preparata, che conosce i regolamenti alla perfezione e con una immensa umanità ed integrità morale. Gran parte del merito però va a Tuttobici alla giornalist Giulia de Maio che si è interessata a la vicenda del povero Alessio e della sua famiglia. Speriamo che dopo tanta sofferenza, delusione ed angosciante attesa, adesso vada tutto a concludersi nella maniera migliore, degna del ricordo di Alessio e nel rispetto dei suoi figli che non ce l'hanno più.
In bocca al lupo Consuelo!
26 ottobre 2013 12:31angelofrancini
Onde evitare e1uivoci: non sono dottore, semmai mi sento più un veterinario, visto il mondo che frequento (dal quale escludo tanti amici e anche tanti nemici che comunque mi riconoscono una certa preparazione in materia regolamentare).
Per cui non datemi meriti che non ho: io dico la mia, magari anche sbagliata, ma la dico.
Se poi torna utile a qualcuno sono felice, specialmente se questa utilità non è a favore dei soliti noti!
Semmai rendete pubblico il Vostro parere su chi volete indirizzare i demeriti che ampiamente si merita!
Ciao a tutti.
27 ottobre 2013 11:06Romario
Francini risponde a Scaglia dicendo cose molte gravi, che però sembrano passare sotto silenzio.
Chi si é occupato di modificare le norme assicurative previste: non sarà forse stato Adorni?
Lo stesso personaggio responsabile dell'introduzione all'UCI di tutta una serie di regole che hanno modificato mortalmente il ciclismo mondiale.
Ed ora proseguiamo con le nuove norme, volute dalla Federazione italiana: sono state inventate le società dilettantistiche che tesserano dilettanti professionisti.
Affrontate i problemi e risolveteli.
avv. Napoleone ecc...
14 novembre 2013 09:25pietrogiuliani
Si vocifera in Toscana che per risolvere la storia del povero Galletti, ci sia stato un incontro presso la sede di Ivano Fanini, tra la sig.ra Consuelo, Mario Cipollini, il sig. Angelo Francini e l'avvocato Napoleone.
Sono certo che con l'impegno di un professionista serio e competente come l'Avv. Napoleone, l'UCI, la FCI e la Ernst&Young che con la loro noncuranza hanno contribuito a distruggere una famiglia, quella di Galletti appunto, adesso la pagheranno cara. Finalmente!!!
a pietrogiuliani
19 novembre 2013 19:45angelofrancini
solo oggi leggo il Suo ultimo commento. Assolutamente infondato il fatto che ci sia stata una riunione nel posto e con le persone che Lei indica. Per pura cronaca sono circa due anni che non scendo "sotto il Po"!
Poi che mi sia e che continui ad interessarmi alla vicenda e che vi siano stati contatti fra le persone che Lei cita é vero, ma non con il fine di "fare politica", ma di trovare un modo per risolvere la vicenda a favore della Famiglia di Alessio.
HO LETTO....MA CHI RISARCISCE?
24 novembre 2013 14:52jaguar
Quando si deve passare ai fatti tutti sono pronti a scaricare.....ora butto là una idea che può sembrare ironica ma non lo è affatto: Centomila euro per la moglie del povero Galletti potrebbero alleviare un po' i problemi e da quello che ho capito essendo già passati otto anni ne passeranno chissà quanti ancora, allora presso l'UCI c'è una donazione vergognosa data a suo tempo da Armstrong di centomila dollari ....bene passiamoli alla Sig.ra Galletti e da schifo quei soldi diventerebbero finalmente degni.
Bravo Jaguar
26 novembre 2013 19:07pietrogiuliani
Bellissima idea!!!
Senz'altro il nuovo presidente UCI prenderà a cuore la situazione e risolverà questa triste vicenda del povero Galletti e della sua famiglia.
Grazie a tuttobici per aver preso a cuore questa storia
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Letizia Borghesi (27 anni) portacolori dell’AG Insurance - Soudal Team, dopo un buon inizio di stagione oggi a Siena voleva lasciare un segno importante, ma la ragazza di Cles non ha potuto festeggiare ed essere contenta per la sua corsa,...
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Derby d’Italia nella seconda tappa della Vuelta a Extremadura Femenina, la Pueblo Nuevo del Guadina - Fuente del Maestre di 132, 8 km: nella volata finale Chiara Consonni ha preceduto Elisa Balsamo con la neozelandese Ally Wollaston ha conquistato la...
Elisa Longo Borghini oggi voleva vincere e fino all'ultima rampa di via Santa Caterina è rimasta nel quartetto con le migliori. L'azzurra, però, non è riuscita a conquistare per la seconda volta in carriera la classica toscana e si è...