Rufino Martellini, il commissario gentiluomo va in pensione

PROFESSIONISTI | 02/10/2013 | 09:13
Big Ben ha detto stop. La soglia delle settanta primavere è arrivata e Rufino Martellini, commissario U.C.I. di lungo corso e valorosa militanza, con serenità e riconoscenza verso il mondo del ciclismo, la sua passione di sempre, termina con la Milano-Torino la sua lunga carriera. Doveva essere, in realtà, il Giro del Piemonte il suo passo d’addio alla giacca blu ma l’annullamento della gara fa coincidere il suo commiato dal ruolo di commissario U.C.I. con la Milano-Torino, la più antica classica italiana.

A proposito di antico (antico e non vecchio, la differenza semantica è importante) Rufino Martellini, con le sue settanta primavere, arriva dal ciclismo antico e ha mantenuto nell’arco della carriera le valenze e le caratteristiche positive che si possono collegare appunto al ciclismo antico. Caratteristiche e atteggiamenti che l’hanno accompagnato nell’importante sviluppo della carriera dove il buon senso, sempre presente ed esercitato, si accompagnava al dettato regolamentare. Cosa che, sovente, taluni operatori della categoria, ancor giovani, tendono in questo periodo a sostituirlo con atteggiamenti volti a preferire un presenzialismo protagonista, l’apparire in luogo dell’essere.

Dopo gli inizi nella sua Umbria, l’allora giovanotto di Foligno, neppure trentenne, è valido e celere giudice d’arrivo in due Giri d’Italia e da qui prende il via una carriera di grande soddisfazione. Un crescendo che appunta sul petto di Rufino Martellini nastrini e medaglie che testimoniano una carriera d’eccellenza assoluta con un “cursus honorem” nel quale spiccano la presenza nel collegio dei commissari alle Olimpiadi di Atene 2004, presidente ai Campionati del Mondo 1997 oltre ad altre sei presenze, Giri di Francia, Giro di Spagna e, di conseguenza, in tutte le corse-monumento e in importanti appuntamenti in pista (trentadue seigiorni) o nel ciclocross.

Un addio al ruolo (ma non alla passione) sereno, senza rimpianti o rivendicazioni offuscato solo dalla preoccupazione per l’attuale stato di salute del suo amico, corregionale e collega Mauro Aristei che, proprio in questo periodo, sta conducendo una lotta dura contro la malattia. A entrambi i più cari auguri.

g.f.
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