Il presidente del GLGS Gabriele Tacchini (sx) e l'ad del Casinò di Campione d'Italia Carlo Pagan
Il presidente del Coni lombardo Pierluigi Marzorati (sx) premia il direttore generale della Federcalcio Antonello Valentini
Martina Caironi, stella paralimpica, premiata da Franco Ascani, presidente della Federazione internazionale del film sportivo
Luisito Suarez (sx) premiato dal presidente dell'Azienda di Turismo di Campione d'Italia Simone Verda
Olivier Morin (dx) premiato da Giovanni Negri, presidente dell'Associazione Lombarda Giornalisti
Il ct azzurro di fioretto Andrea Cipressa premiato dall'ad del Casinò Carlo Pagan
Foto di gruppo alla Notte delle Stelle, a fine serata
Daniele Molmenti (sx) premiato da Antonio Rossi, assessore lombardo allo sport e plurimedagliato olimpico di canoa
Olivier Morin accanto alla sua foto vincitrice di "Momenti di sport-Campione d'Italia" 2013
PREMI | 01/10/2013 | 15:05 Una “Notte delle Stelle” da ricordare quella che si è svolta lunedì 30 settembre nel Salone delle Feste di Campione d’Italia: per il livello e la personalità dei campioni premiati dal Casinò, per la qualità delle foto vincitrici del concorso “Momenti di Sport-Campione d’Italia” organizzato dal Glgs-Ussi Lombardia, ma anche e molto per la particolare atmosfera che gli stessi protagonisti hanno saputo creare nei loro vivaci botta e risposta con Mino Taveri, conduttore della serata. Nel saluto d’apertura Gabriele Tacchini, presidente del Gruppo Lombardo Giornalisti Sportivi, ha riservato tra gli altri un particolare ringraziamento a Vincenzo Nibali, maglia rosa 2013 e stella del ciclismo italiano, il più atteso tra i premiati. Quanti campioni, reduci da una sfortunatissima gara come è stato il suo Mondiale, avrebbero avuto voglia di presentarsi subito dopo a una serata di gala? Lui l’ha fatto, mantenendo un impegno, e non ha avuto remore nel raccontare con un sorriso di quanto la paura e la fatica gli avessero bloccato le gambe, dopo la caduta sotto il diluvio del Mondiale, e la strepitosa rimonta, negandogli la possibilità di respingere l’ultimo attacco dei rivali. Ma questa è già storia vecchia per lo “squalo dello Stretto”, che ha promesso – nel ricevere il premio dalle mani dell’assessore regionale allo sport Antonio Rossi e del sindaco di Campione d’Italia Marita Piccaluga - di dare a sé e al ciclismo italiano molte altre grandi soddisfazioni. Prima di lui e degli altri sportivi erano stati premiati i tre fotografi vincitori del concorso “Momenti di Sport” e gli altri tre “menzionati” dalla giuria per la qualità delle loro immagini. Erano molte di più, come nelle precedenti edizioni, le foto che avrebbero meritato di entrate nel gruppo delle prime: ma tutte le migliori partecipanti hanno potuto essere apprezzate nella mostra fotografica allestita dal Casinò all’entrata del Salone delle feste. La coppa del primo premio è stata consegnata al fotografo francese, residente in Italia, Olivier Morin per un’immagine che ha fatto il giro del mondo: Usain Bolt lampo nei 100 metri mondiali mentre un autentico fulmine illumina il cielo sopra lo stadio di Mosca. Secondo premiato il torinese Giorgio Perottino per una suggestiva foto di nuoto sincronizzato, terzo Pier Maulini per un’immagine globale del ciclismo sulla “strade bianche” di Toscana. Ognuno dei tre ha illustrato con interessanti particolari i “segreti” del proprio magico scatto. Menzioni speciali a Gabriel Bouys per una foto di Totti sotto il nubifragio; a Tiziano Pucci per una foto di un rugbisti a caccia dell’ovale in azione di touche e, infine, ad Andrea Staccioli per una suggestiva immagine tutta in blu di tuffo femminile. E via con gli altri campioni. Come Daniele Molmenti, re olimpico e mondiale della canoa e simpaticissimo intrattenitore. Con naturalezza da showman il campione friulano ha parlato delle sue vittorie, della sua fresca sposa, di se stesso e del suo plurimedagliato ex-“collega” Antonio Rossi, oggi assessore allo sport della Regione Lombardia, che gli ha consegnato il premio e col quale ha dato vita a uno spiritoso duetto di battute. E poi la bravissima Martina Caironi, giovane atleta bergamasca - amputata di una gamba per un incidente stradale - divenuta in breve tempo una figura simbolo dello sport italiano: oro nei 100 alle Paralimpiadi di Londra, oro nel lungo e ancora nei 100 ai Mondiali di Lione, e come se non bastasse provetta scalatrice. Prima dell’infortunio era pallavolista: dopo - ha spiegato - è entrata in un’altra dimensione che comunque non contemplava la rinuncia allo sport. Ha vinto, continua a vincere, e secondo Claudio Arrigoni, giornalista esperto di sport paralimpico, la 24enne bergamasca è già oggi tra le donne quello che Pistorius è stato per l’atletica maschile. Il segreto? Lo ha rivelato Martina: una straordinaria forza di volontà. Volontà, impegno e lavoro: complementari al talento ma ben più importanti di questo per ottenere grandi risultati. Parole di Andrea Cipressa, ex oro olimpico nel fioretto (1984) e oggi ct di una titolatissima nazionale azzurra di fiorettisti. A lui, premiato dall’amministratore delegato del Casinò, Carlo Pagan (ex schermidore), il riconoscimento per il bottino di medaglie in oro e bronzo conquistato ai recenti Mondiali al suo esordio da Commissario tecnico. Successi di squadra per il fioretto, successi di squadra e di una Federazione per la Nazionale di Calcio. Antonello Valentini, direttore generale della Federcalcio, ha ritirato il premio meritato dalla Nazionale di Prandelli con la sua qualificazione record al Mondiale 2014. Premio che vuole essere anche di buon auspicio per l’avventura brasiliana e che, con doveroso fair play, Valentini ha subito “girato” al Ct e a tutti i suoi ragazzi in azzurro. Per chiudere al meglio, un grande campione del passato: premio alla carriera a Luisito Suarez. Un altro che sa come tenere in pugno la platea proprio come sapeva comandare a bacchetta il gioco della Grande Inter. Con la sua immutabile verve, Luisito ha voluto precisare quanti record ha stabilito, quanti gol più che nell’Inter faceva ai tempi del Barcellona, quante altre belle cose sapeva fare oltre ai leggendari “lanci millimetrici”. Non gli fa affetto pensare che la sua Inter diventerà “indonesiana”? “Ma no, l’importante è che chi arriva ci metta i soldi, perché è così che si resta forti. E se Moratti ha deciso così, lo ha fatto di sicuro per il bene dell’Inter”.
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