Dario Pieri amaro: «Basta con il ciclismo, non ho più stimoli»

| 04/04/2006 | 00:00
Che avesse lasciato il Team Lpr e che quindi non avrebbe disputato domenica la Parigi-Roubaix alla quale teneva tanto, era già noto. La novità è che Dario Pieri, atleta fiorentino di Badia a Settimo, ha detto basta con il ciclismo a soli 30 anni e dopo nove stagioni da professionista. «Inutile andare avanti alzandosi al mattino senza la voglia di pedalare — dice il toscano in un'intervista pubblicata oggi dal quotidiano "La Nazione" —: sono nauseato della bici, ma anche di questo ciclismo». Qualche ragione particolare deve pure esserci. «Mi dispiace della decisione presa, aggiungo in maniera consensuale con i vertici del Team Lpr che ringrazio per avermi dato fiducia. Ma sentivo dentro di me che non avrei potuto onorare le aspettative e quindi meglio lasciare». Per lei ultime stagioni come atleta davvero sofferte, problemi di peso, team cambiato a metà 2005. «È vero, nella mia carriera ho dovuto superare diverse traversie, in un ambiente quello del ciclismo dove comunque ho persone che mi vogliono bene, alle quali credo di avere dimostrato l’amicizia. Ma ci sono anche soggetti che mi hanno stancato, che non mi sono simpatici, alcuni avvenimenti mi hanno anche fatto male internamente, e allora ho detto basta». Fatti e personaggi di che genere? «Non voglio entrare nei dettagli, ma di questa vita mi sentivo nauseato, vedevo che il ciclismo non mi dava più soddisfazioni, e allora ho preso questa decisione sulla quale non tornerò indietro. Sono tranquillo, perché prima di agire ho riflettuto a lungo, questo ambiente mi potrà anche mancare, ma credo fermamente di avere agito con saggezza. Mi dispiace per chi ancora credeva nel sottoscritto, ma non potevo fare diversamente, non era più sopportabile questa vita». Amarezza, delusione, quindi niente più ciclismo in futuro, magari come direttore sportivo? «Assolutamente no, tornerò alla vita normale, mi darò da fare per inserirmi e trovare un lavoro e voglio dire grazie agli amici che mi sono rimasti tali e mi hanno sostenuto in questi anni di attività». Un Dario Pieri tranquillo e sereno, che pare avere dimenticato i nove anni trascorsi nei professionisti dopo una bella carriera da dilettante. Quattro le sue vittorie, l’ultima il Gp Harelbeke in Belgio nel 2002, alcuni brillanti piazzamenti, come i due secondi posti nel Giro delle Fiandre del 2000 e quello sul velodromo di Roubaix tre anni dopo, sei i gruppi sportivi che lo hanno avuto nelle proprie file. Domenica c’è la Rubé, classica che sognava di correre ancora... «Forse non la seguirò nemmeno in tv». È davvero un Dario Pieri che ha rotto con il ciclismo.
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