Derviese, "cento anni senza fermarsi..."

RICORRENZE | 07/08/2013 | 09:00
Dervio è un bel centro di circa tremila abitanti, una sorta di penisola che si protende nel Lario, situato nella parte nord del lago di Como, lungo la sponda lecchese, subito dopo Bellano, all’imbocco della Val Varrone. Quest’anno l’Unione Sportiva Derviese festeggia i cent’anni di vita. Un traguardo importante, significativo e una bella pubblicazione ripercorre il secolo di storia sportiva derviese che ha, quale sottotitolo, “100 anni senza fermarsi….”. La prefazione è di Pino Allievi, firma prestigiosa de “La Gazzetta dello Sport” per gli sport motoristici, originario di Dervio, che ha bene interpretato e reso con efficacia lo spirito che da sempre informa l’attività sportiva a Dervio e che si collega strettamente con quella sociale. Sono considerate molteplici discipline sportive con una galleria di personaggi che, a vario titolo, hanno illustrato lo sport locale.
Il ciclismo propone quello che si suole definire una “chicca” con la Dervio-Lecco-Dervio di 58 chilometri del settembre 1913. Tredici corridori al via e vittoria in volata per Schiavello Luigi dell’ufficio telegrafico di Lecco, alla media di kmh. 32, con una macchina su Bacuzzi Andrea di Bergamo e terzo Vannucci Mario dell’ufficio postale di Lecco a 50”. Seguono nell’ordine Fava Antonio, Ghislanzoni Giuseppe, Bonaiti Battista, Venosta Giuseppe, Rigamonti Primo. Così riporta la copia dell’epoca dl giornale Il Prealpino in data 24 settembre 1913. Un’altra gara fu organizzata nel 1914, in occasione del 40° della ditta Redaelli con sede a Dervio, nota anche nel ciclismo per la produzione dei raggi con il marchio “raggi Lario”. A queste iniziative d’anni lontani si sono succedute, in tempi assai più recenti, varie manifestazioni d’interesse anche nazionale nonostante le difficoltà logistiche e stradali obiettive a causa della collocazione geografica fra lago e monti. A proposito di monti è da ricordare la salita della Val Varrone, verso Premana, salita non proibitiva ma lunga, lunga, con grandi scorci panoramici, inedita e inserita per la prima volta nel percorso del Giro di Lombardia del 2004. Diciotto chilometri che, come si suole dire, “hanno spaccato la corsa”, un ostacolo che i corridori hanno accusato nelle gambe. Era la salita di riferimento di Fiorenzo Magni e del gruppo dei professionisti lombardi che a lui si univano per l’allenamento “lungo”.
E, in tema di fondisti, fondisti d’acqua questa volta, è da ricordare la figura del “caimano del Lario” Leo Callone, nativo della vicina Mandello del Lario ma derviese d’adozione, protagonista di molteplici performance di livello internazionale nel nuoto di fondo.
Domenica 11 agosto molti ciclisti in erba delle categorie giovanili correranno sul circuito del lungolago di Dervio dove, nel passato, hanno gareggiato nomi famosi del ciclismo italiano, sia maschili, sia femminili, su strada e nel ciclocross.
Meritano un complimento i dirigenti e gli atleti dell’Unione Sportiva Derviese d’ogni epoca per il loro impegno e la loro passione raccontati e documentati dalla bella pubblicazione dei suoi primi cent’anni che si può trovare sul sito usderviese.it - E tanti auguri per i prossimi.

Giuseppe Figini
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