Addio a Cassano Colombo, gregario di Coppi

LUTTO | 24/07/2013 | 10:49

Il ciclismo ha perso un altro dei suoi pionieri. Si è spento all’ospedale di Tortona, dove giovedì scorso era stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico, l’ex corridore Colombo Cassano, detto Luciano, che aveva gareggiato tra i professionisti dal 1955 al 1959. Aveva 83 anni, essendo nato a Gavi il 14 dicembre 1929, e da molti anni abitava a Rivalta Scrivia con la moglie Albertina. Luciano Cassano aveva cominciato a correre in bici sul finire degli anni Quaranta, vestendo le maglie della Rolando e della Maino prima di indossare la casacca della Tortonese Serse Coppi. Nel 1954, proprio con i colori della società organizzatrice, vinse la  Milano-Tortona precedendo Florindo Sampietro, che aveva vinto l’anno prima e che sarebbe poi diventato suo cognato. Il suo debutto nel professionismo, avvenuto nel ‘55 con la Leo-Chlorodont al fianco di Gastone Nencini, non fu fortunato. In una caduta riportò una commozione cerebrale che lo tenne lontano dalle gare per molti mesi. L’anno successivo vinse una tappa del Giro di Sicilia, ma il suo anno migliore fu il 1957, allorchè il grande Fausto lo volle con lui nella Carpano-Coppi. Vinse la frazione di Vaduz al Giro di Svizzera, arrivò 2° nella tappa di Cattolica al Giro d’Italia vinta dal belga Vlaeyen e si impose nei circuiti di Collecchio, Pontecurone, Silvano Pietra e Bastida Pancarana. Nelle due stagioni successive non arrivarono altri successi, ma il suo compito non era quello di vincere ma di stare accanto a Fausto Coppi, di cui non era solo compagno di squadra, ma anche caro amico e fedele scudiero. Cessata l’attività agonistica dopo l’improvvisa scomparsa del Campionissimo, Cassano aveva continuato a frequentare l’ambiente delle corse. Gioviale e sempre sorridente, era un habituè della Milano-Tortona e del "Bassa Valle Scrivia". Oggi, giorno dei suoi funerali, avrebbe dovuto svolgersi la prova di Pontecurone, da lui vinta nel 1957. Ma quest’anno, come se fosse un segno del destino, la gara è stata annullata.


Da La Stampa– edizione di Alessandria – a firma di Franco Bocca                                                                                      


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