TOUR DE FRANCE | 02/07/2013 | 18:46 Una questione di cultura. È questo il segreto della Orica GreenEdge, salita prepotentemente alla ribalta del Tour de France per meriti sportivi dopo la disavventura del suo pullman a Bastia.
Una questione di cultura: nessun grande specialista delle crono nelle file australiane, nessuna grande stella del ciclismo, ma una coesione totale che ha permesso al trenino australiano di avere la meglio sulla Saxo di Contador, sulla Sky di Froome e soprattutto sulla Omega di un grande Tony Martin che ha pedalato sul filo di 57 orari ma alla fine si è dovuto arrendere alla compattezza della formazione d’oltreoceaono.
Una questione di cultura, con ragazzi che hanno tutti alle spalle anni di pista, con due ex campioni del mondo dell’inseguimento come Stuart O’Grady e Cameron Meyer e un campione olimpico Brett Lancaster. E poi ragazzi come Gerrans, Goss e Impey efficacissimi nelle trenate di 500-600 metri e decisivi per arrivare a segnare la media record della storia del Tour, 57,8 km/h (il record al Giro d’Italia appartiene invece a Rik Verbrugghe che a Pescara nel 2001 pedalò, sospinto dal vento, a 58,874 kmh) con appena 7 decimi di secondo di vantaggio sui belgi.
Lotta nella lotta, quella per la classifica generale con gli Sky che hanno chiuso al terzo posto a 3 secondi dopo essere rimasti in lotta per la vittoria fino all’ultimo chilometro e nonostante i guai fisici di Geraint Thomas.
Quarto posto per la Saxo - Tinkoff che hanno perso un elemento prezioso come Benjamin Noval ferito alla mano nell’impatto con una macchina fotografica. Ma in realtà si è mosso poco in classifica generale, in una tappa che ha vinsto undici squadre racchiuse nello spazio di trenta secondi. Per i prossimi aggiornamenti della generale, appuntamento nel weekend sui Pirenei.
"Nessun grande specialista delle crono nelle file australiane"
2 luglio 2013 20:44teos
Beh Svein Tuft, argento a cronometro al Mondiale di Varese, Cameron Meyer, campione australiano a cronometro 2010 e 2011 oltre che Campione del Mondo 2010 dell'inseguimento a squadre e fresco vincitore della prova a cronometro del Giro di Svizzera 2013, Brett Lancaster, bicampione mondiale e campione olimpico nell'inseguimento squadre nonché vincitore di un prologo al Giro d'Italia, non saranno top cronoman, questo si, ma di pari passo non sono neanche dei dilettanti alle prime armi contro le lancette..
Una considerazione tecnica
3 luglio 2013 08:44teos
Spesso si leggono commenti di chi dice "si ok la bici all'avanguardia ma la differenza la fa sempre l'atleta" e cose di questo genere. Beh il risultato di oggi invece è solo l'ultimo, esasperato, esempio di come nel ciclismo moderno oramai nelle medie e brevi cronometro l'importanza del mezzo assuma una rilevanza via via sempre più importante, perché a parità di gamba avere un telaio, piuttosto che un paio di ruote od un casco più performante rispetto a quello della concorrenza può giustificare distacchi contenuti entro i 2-3 secondi o a maggior ragione nei 75 centesimi di secondo visti oggi. Sinceramente a me la cosa piace perché obiettivamente, se prendiamo di nuovo ad esempio oggi, complice anche il fatto che la Omega Pharma sia scesa sul tracciato piuttosto presto, la gara è stata combattutissima ed interessante fino all'ultimo. Forse McQuaid e compagnia cantante è ora che comincino a vedere lo sviluppo tecnologico come un'opportunità per il ciclismo piuttosto che un non si sa cosa di dannoso da continuare a bloccare con regolamenti che definire ridicoli è far loro un complimento..
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