Uci Pro Tour. In un clima costruttivo, si lavora per il futuro

| 06/03/2006 | 00:00
Si sono nuovamente incontrati questa mattina a Parigi. Organizzatori del Pro Tour, sponsor, team manager, rappresentanti dei corridori, dirigenti Uci e soprattutto loro, i tre grandi dissidenti: i Grandi Giri. Tutti riuniti attorno ad un tavolo, per gettare le basi di una profonda revisione di una Challange che fin dalla sua nascita ha mostrato i suoi limiti e le sue contraddizioni. Ma, nonostante nessuno parli ufficialmente e nessuno abbia intenzione di rendere noto il proprio pensiero con un comunicato stampa congiunto, si è sapuito che in un clima di grande disponibilità e collaborazione, le parti si sono messe al lavoro per arrivare entro giugno ad una nuova formulazione del Pro Tour. Quindi, stando così le cose, al momento si allontana il pericolo di una scissione o di una rottura irreversibile. I tre Grandi Giri si sono seduti al tavolo e hanno per il momento intenzione di restarci. A patto che questo Pro Tour venga riveduto e corretto. I punti fondamentali? Sono tanti e ormai risaputi. Tra i più importanti quello dato dalla licenza. I tre Grandi Giri non ne vogliono sentir parlare: le loro corse saranno iscritte automaticamente, per la loro storia e per quello che rappresentano da un secolo. Nessuno toccherà i diritti televisivi, questi sono di proprietà degli organizzatori. Si lavorerà anche attorno al progetto di riduzione delle squadre di Pro Tour (da 20 a 16, questo è quello che chiedono i tre Grandi Giri), così come il calendario e gli organici delle squadre. Creazione di un calendario di seconda fascia con classifica di merito. E così via elencando. Sono già state fissate nuove date di incontro tra le varie commissioni, e al momento c'è la volontà di arrivare tutti assieme ad un nuovo Pro Tour, che possa finalmente accontentare tutti.
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